venerdì 2 settembre 2016

I sopravvissuti del volo 305 (copertina)

Trovate proprio in questi giorni in libreria il nuovo romanzo di A.G. Riddle, che forse vi è familiare per aver scritto la trilogia di Atlantis (Atlantis Genesi, Atlantis Secret e Atlantis Code).
I sopravvissuti del volo 305 (Departure in originale) è il suo nuovo thriller a sfondo fantascientifico, 20th Century Fox ne ha acquistato i diritti per una riduzione cinematografica e l'editore che lo pubblica nel nostro Paese mi ha chiesto di progettare una copertina per l'edizione italiana.
Come altre volte, per cominciare, dò un'occhiata all'edizione originale, che poi è quella che vedete qui sotto.
Il romanzo prende le mosse da un atterraggio di fortuna di un volo di linea nella campagna inglese, e un aeroplano che precipita è sempre un'immagine potente.
Ricorro a qualche immagine di stock e assemblo in Photoshop una prima immagine che non mi sembra tanto male, ed è la mia prima proposta all'editore:

La tavolozza colori e gli equilibri non dispiacciono, ma mi viene chiesto di enfatizzare l'aeroplano. Magari inclinandolo di più, magari facendolo apparire semplicemente più grande.

In questo come in innumerevoli altri casi, mantenere ogni elemento della vostra illustrazione su di un livello separato (meglio ancora se raggruppati in set di livelli, opportunamente nominati) è essenziale, se si vogliono apportare modifiche velocemente e senza perdere mai il controllo sulla composizione. Qui mi è bastato intervenire sul gruppo composto dall'aeroplano, le fiammate e la nuvola di detriti.
Tuttavia, il risultato non convince, e mi viene chiesto di cambiare completamente punto di vista: qualcosa ripreso dall'interno dell'aereo, magari una mano appoggiata a un oblò, da cui si intravede un fulmine saettare nel cielo. E, tanto per alzare la posta, mettiamo anche una bella crepa sul vetro.
Non male neanche questa, mi dicono. Ma, non sarebbe più inquietante – mi suggeriscono – mostrare questa scena dall'esterno? In modo che sia visibile una mano, magari insanguinata, premuta contro l'oblò? Darle un aspetto più platealmente horror?
Si può fare.
Lavoro un po' di Photoshop, stando attento, questa volta, a mantenere ben distinti i toni freddi della carlinga dell'aeroplano e quelli caldi dell'interno della cabina e presento questa nuova bozza:

Ci siamo quasi, mi dice l'editore. Ma se allargassimo la scena, zoomando all'indietro, a mostrare una grossa porzione d'aeroplano a riempire il resto dell'immagine?
Sì, in altre parole: una cosa come QUESTA?
Smonto tutto e riparto da zero. Trovo le immagini giuste, ritaglio, ridimensiono, rendo omogenea la scena e arrivo a questa:

Il mood è quello, non c'è dubbio. Ma l'immagine dovrebbe essere ancora più tetra, oscura, quasi una citazione del poster di The Eye. Solo un altra bozza, promesso.
E così arrivo a un bozzetto praticamente definitivo, questo:

Le modifiche apportate prima della pubblicazione sono minime. Cambia il colore dei caratteri usati per il titolo (un BigNoodle) e un dettaglio sulla fusoliera dell'aereo "impalla" un poco il logo della casa editrice, così lo sposto dove non dà fastidio.
Aggiungo i soliti altri elementi grafici (fotografia dell'autore, codice a barre, miniature di altre opere pubblicazioni), sinossi, biografia, prezzo, crediti in InDesign.
Ed è tutto.

6 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Bella, ma sono da sempre contrario a strilli come " Tra Lost e Io sono Leggenda ". Opinione personale e sindacabilissima come la margarina nella sogliola alla mugnaia, claro che si. Quando scende il crepuscolo e mi calo dal lucernario in una libreria deserta saltellando di qua e di là come un coyote dei cartoni animati raramente mi lascio sedurre da cose come Il Mistero dell'Assassino Liofilizzato se posso leggere sotto il titolo una esca come " Tra In Principio era l'anguria salata e Dieci Piccoli Indiani ".

Davide Storti ha detto...

Per me quel che fai è magia. :O

Ettone ha detto...

ottimo lavoro e "santa pazienza"...

Quando vuoi usare qualche mio scatto prendi pure... né ;)

Simona Calavetta ha detto...

Bravo, Luke!
Non c'entra nulla, lo so, ma quella mano mi ha fatto pensare al film "Lasciami entrare". :)

Ilario Gobbi ha detto...

Grazie per questo approfondimento,
mi sono sempre chiesto come nascono le copertine italiane dei libri scritti all'estero!

Michele Borgogni ha detto...

I tuoi retroscena sono sempre molto interessanti :)