venerdì 7 ottobre 2016

Del perché Trump potrebbe essere la cosa peggiore per l'America. E non solo per lei.


Leggo che l’Atlantic Magazine ha dato il suo pubblico endorsement a Hillary Clinton: il che è interessante, considerato che, nei suoi 159 anni di storia, l'ha fatto solo in altre due occasioni, nel 1860 con Abraham Lincoln e nel 1964 con Lyndon B. Johnson.
Il loro ultimo editoriale (QUESTO) contiene un pesante attacco a Donald Trump, definito (testuale) il più ostentatamente inadatto candidato di un grande partito nei 227 anni di storia della presidenza Americana, nonché un demagogo, uno xenofobo, un sessista, un ignorante e un bugiardo.
Atlantic Magazine arriva subito dopo Usa Today (il terzo quotidiano americano), che si è schierato pochi giorni fa con il primo endorsement (o meglio disendorsement, dato che non si è unito nel sostenere la Clinton o nessun altro candidato) della sua lunga storia, e dopo Graydon Carter, l'editore di Vanity Fair, che giusto l'altro giorno ha dichiarato che attraverso le parole o le azioni, Trump ha promosso la violenza, l'intolleranza, la menzogna e tutto quello che può essere sbagliato nella società.
Se ancora non basta a far riflettere, gli endorsement della stampa (andati quasi tutti alla Clinton) non sono arrivati solo dai media mainstream ma anche da giornali che non avevano mai sostenuto un democratico o che non lo avevano fatto da decenni (è il caso delThe Dallas Morning News, The Arizona Republic, The Cincinnati Enquirer) o che non avevano mai dato, come Usa Today, il loro supporto ad un candidato presidenziale.


Quanto a me...
Quanto a me, una volta, me lo ricordo molto bene, ero filoamericano.
Come per tanti altri, basavo le mie convinzioni di rampante adolescente su una manciata di luoghi comuni, un paio di viaggi a New York City (una città meravigliosa, ci tornerei oggi stesso), tonnellate di film made in Hollywood e qualche oggettivo riscontro storico: lo sbarco in Normandia a fare il culo al baffetto (anche se grazie ai russi), aver spianato l’orgoglio di Hirohito con l’atomica (peccato che insieme a quello anche  qualche chilometro quadrato di abitazioni civili con dentro donne e bambini), esportato la democrazia (di riffa o di raffa) in tanti Paesi che, a leggerla in altri modi (e ce ne sono, di altri modi) forse avrebbero preferito pensarci da soli, l'aver bombardato Saddam Hussein che tanto una brava persona non era, ma, com’era quel detto?, di notte, tutti i gatti sono neri.

Poi c’è stato quel fatidico 11 settembre, e nessuno ha più fiatato quando quel galantuomo di Bush (e il suo entourage, per carità) ha deciso di fare tutto quello che voleva sacrificando diritti civili e umanitari di ogni genere sull’altare della Sicurezza Nazionale, all’improvviso diventata la parola magica per giustificare praticamente qualsiasi cosa: attacchi preventivi, legalizzazione della tortura, intercettazioni a civili, sospensione arbitraria delle libertà individuali.
Qualsiasi cosa.

E qualcosa ha iniziato a scricchiolare nelle mie simpatie, man mano che – complice anche la possibilità di recuperare informazioni molto più facilmente di una volta – scoprivo che la Storia non è sempre quella scritta sui libri di scuola, che esiste una cosa chiamata disinformazione, un’altra chiamata propaganda, un’altra chiamata semplicemente faccia da culo di chi ha le spalle più larghe degli altri.
Col risultato che le mie iniziali simpatie si sono lentamente trasformate in una cordiale indifferenza, e questo quando mi gira bene.
La loro tradizione umanitaria ed illuministica è ormai solo un pretesto ed una vetrina... e se non se n’è perduta la sostanza, io di certo non la intravedo più.


Ora, però, amici americani, alleati carissimi, inventori del McDonald’s, di Apple e della Nasa, voi che magari mi leggete da oltreoceano come le statistiche di questo blog mi dicono fate: concentratevi un momento.
A breve sarete chiamati a votare il vostro nuovo Presidente, quindi vi si chiede – noi, io – di evitare di fare la stronzata più grossa della vostra seppur non lunghissima storia: eleggere questo tizio.
Ecco, altro che Hiroshima e Nagasaki: questa sì che nessuno potrà perdonarvela. E neppure – fidatevi – riuscirete a perdonare voi stessi. 

Date retta a uno stronzo a un italiano, che questa idiozia l’ha fatta già due volte nella storia recente: la prima volta sostenendo un duce che ebbe la magnifica idea di allearsi con uno dei dittatori più folli della Storia, pagando col sangue e con una guerra che spense le luci in Europa per anni, e la seconda volta sostenendo il Cavaliere… pagando con uno sfacelo totale: politico, economico, amministrativo, strutturale, infrastrutturale e di immagine.
Capite cosa succede a sostenere gente come Trump?

Siete rimasti a galla in questi anni grazie a Obama.
Non sputtanatevi definitivamente affidando la vostra Nazione a una cloaca di stronzate nazifasciste che vomita intolleranza e predica violenza.
O finiremo in un nuovo Medio Evo tutti quanti come in un romanzo di Altieri. 

4 commenti:

Cristiano ha detto...

Altieri lo diceva già 30 anni fa' che avrebbero fatto una cazzata...

Glauco Silvestri ha detto...

Mah, non so. E' tutto vero, ma a me Hilary sa molto di falso... Un po' come scegliere di votare tra Renzi e Berlusconi... Brutta storia!

Michele Borgogni ha detto...

E' vero, Hillary sa molto di falso e io mi sono un po' rotto le palle di scegliere il male minore... ma se fossi americano farei veramente di tutto per contrastare uno come Trump

Uapa ha detto...

Caro Luca, condivido il tuo post in tutto! Questo soggetto mi fa paura!