martedì 25 ottobre 2016

La bellezza è nel Photoshop di chi guarda.


Che la bellezza non sia uno standard assoluto, universale e inossidabile alle epoche, è cosa risaputa. Da sempre, l'interpretazione della realtà, passando attraverso i vari media (disegno, pittura, scultura, fotografia, eccetera) è filtrata dal concetto personale di bellezza dell'artista, che finisce per influenzare, a volte pesantemente, altre quasi impercettibilmente, il risultato finale.
Oggi, abbiamo Photoshop e ogni genere di software grafico alla portata di chiunque abbia il minimo sindacale di alfabetizzazione informatica, ed Esther Honig, giornalista freelance e social media manager, ha pensato fosse una buona idea indagare le diverse interpretazioni della bellezza a seconda della cultura di appartenenza.
Così ha preso una sua fotografia, ha setacciato Fiverr, una piattaforma internazionale che permette di trovare freelance in tutto il mondo, e ha selezionato venticinque designer sparsi ai quattro angoli della Terra, con una sola indicazione:
"Ciao, mi chiamo Esther Honig e vorrei migliorare questa [mia] foto usando Photoshop. So che farete ciò che vi sembra più appropriato. Fatemi sembrare bella."
I risultati li vedete in questo post, sono diventati una serie di foto intitolata Before and After che ha fatto velocemente il giro del mondo, e ci raccontano, se mai ce ne fosse bisogno, quanto l'idea di bellezza sia non solo soggettiva ma anche influenzata da parametri sociali, politici, culturali e religiosi.

2 commenti:

MikiMoz ha detto...

Sono così nazionalista che preferisco la versione italiana :)

Moz-

FedericoF ha detto...

C'é da dire che i ritocchi sono MOLTO dozzinali e viene da pensare che fra gli interlocutori ci sia una buona parte di semplici smanettoni.