domenica 13 novembre 2016

Ghost in the Shell, il primo trailer italiano.


Come saprete, le rimostranze dei non pochi che non condividevano la decisione di Dreamworks di impiegare un'attrice occidentale per il ruolo del maggiore Motoko nel live action di Ghost in the Shell non hanno avuto un grosso impatto (chi l'avrebbe mai detto, eh?), e da ieri circola il primo trailer italiano e il manifesto ufficiale del film in uscita tra circa quattro mesi.

Archiviata la questione Johannson sì/ Johannson no, che rimane ormai una diatriba da bar, che dire di questo trailer?
Dunque, a voler essere cinici si potrebbe commentare che in Dreamworks, dopo aver puntato su un volto (quello di Scarlett) che richiamasse nelle sale anche chi il manga in questione non l'ha mai letto in vita sua, o al massimo ha buttato un'occhio all'anime del 1995, giudicandolo – forse – fin troppo verboso e contorto nel suo sottotesto filosofico, non abbiano fatto molto più che adattare uno dei manga più celebrati e osannati dalla (già quasi vintage) cultura cyberpunk in un impianto alla The Matrix in salsa giappo ma con una fotografia laccatissima da spot pubblicitario, per fare presa sia sui veri appassionati di Shirow (che nel frattempo sono diventati padri e madri) che sulle new generations (tutti quelli che quando il manga uscì qui in Italia, non erano manco un'idea nella mente dei loro genitori).

Ma sapete che c'è?
Oggi non mi va di essere cinico.
Ghost in the Shell è un prodottino furbo fatto espressamente per acchiappare quelli come me?
Sì.
E non me ne frega nulla.
Perché ci riesce alla grande.
C'è il Giappone, ci sono gli androidi, c'è una CGI di prima qualità. 'Sti cazzi del resto.

1 commento:

Dal ha detto...

La scena del film originale, quando il maggiore si lancia dal tetto
e diventa invisibile, da sempre mi ha colpito con la sua finezza.
Anzi, esteticamente parlando, tutto il film è delizioso, dal character
design del maggiore (corpo scultoreo e allo stesso tempo delicato)
all'ambientazione cyberpunk. La tecnologia è avanzata, ma
i bassifondi dove vivono hacker e terroristi ritraggono uno squallore
senza tempo, nelle strade ai piedi dei grattacieli con le colate
di cemento in bella vista ci camminiamo ora e ci cammineremo fino
alla fine della civiltà.
Sia il sequel che il remake del 2008 hanno aggiunto elementi di CG
che a mio parere hanno tolto qualcosa all'eleganza dell'originale
senza portare innovazioni. Dal trailer ho la sensazione che anche
il live action farà lo stesso: aggiornerà un prodotto del 1995
senza portare nuove idee. La stessa scena del trailer lo dimostra, riproponendo le stesse inquadrature, senza prestare attenzione
al loro significato, ai loro dettagli. Poi il contrasto tra il corpo sgraziato del cyborg, la texture della "pelle" e la faccia di Scar.Jo
mi lascia perplesso. Lo so che forse mi sto concentrando troppo sui dettagli, ma questo blog mi sembra il luogo più adatto per farlo.