venerdì 18 novembre 2016

[recensione] Il caricabatterie wireless più economico del mondo. Più o meno.


In un mondo sempre più wireless (anche se è un'evoluzione parecchio lenta), i caricabatterie per cellulare sono uno degli oggetti consumer più a buon mercato ma – probabilmente – anche più squisitamente inutili.
Proprio per questo me ne sono fatto regalare uno, lo trovate QUI su Amazon per undici euro e spicci; l'ho testato per una settimanella e vengo qui a farvene una veloce recensione.

Cosa c'è nella scatola? 
Poco, anzi, meno dello stretto necessario: per funzionare, il caricabatterie richiede (oltre, naturalmente, un cellulare che supporti tale feature, quindi nessun iPhone, ad esempio) un alimentatore da parete: un oggetto da pochi soldi che potete acquistare ovunque, ma che non trova posto nella confezione del Itorrent B9, che comunque si propone come un accessorio così basic che più basic non si potrebbe.
In altre parole: per undici euro, volete anche l'alimentatore?
In realtà, sì, io l'avrei voluto, anche perché così com'è è inutilizzabile. Ma avrei apprezzato anche un foglio di istruzioni – non che ci sia bisogno di sapere un granché, ma sarebbe bastato un paio di disegnini e di relative didascalie (e, no, anche se nella fotografia ufficiale qui sotto se ne vede uno, nella confezione che mi è arrivata non c'era. sappiatelo).


L'aspetto è molto gradevole: sostanzialmente, è un disco di plastica trasparente dove appoggiare il vostro cellulare. Dei led blu si accendono e confermano che la ricarica per induzione è iniziata. Se la luce blu resta costante, la ricarica procede regolarmente. Altrimenti, l'Itorrent B9 si illumina a intermittenza.
Ed ecco, se avessi saputo questo semplicissimo dettaglio, non avrei passato la prima notte pensando di star ricaricando il mio telefono: in realtà, basta che questo si sposti di un centimetro sul disco di plastica e viene meno il collegamento. La notte passa col caricabatterie che lampeggia disperatamente e col vostro smartphone che muore in silenzio.

Una volta che vi siete assicurati che il caricabatterie il vostro smartphone siano correttamente collegati, potete andarvene a letto. La mattina dopo, la batteria sarà carica e voi sarete felici e liberi dai cavi.
Fine della storia, quindi?
Quasi.
Il primo problema, almeno col dispositivo da me testato, è che basta anche un piccolo spostamento che la ricarica si interrompa. Non ci sono segnali acustici che vi avvisino che qualcosa non va, quindi potreste accorgervene solo dopo ore, quando la batteria è completamente scarica. 

L'altro problema è di ordine fisico. La ricarica induttiva usa due avvolgimenti elettromagnetici per creare un campo magnetico tra la base di ricarica e il vostro smartphone: il campo magnetico genera energia elettrica tramite la differenza di potenziale e la vibrazione, mentre un avvolgimento all'interno dello smartphone è collegato al circuito che ricarica la batteria, che viene ricaricata con l'energia prodotta tramite il campo magnetico. Il processo genera calore, e, ad operazione conclusa, potreste ritrovarvi con basetta e telefono parecchio surriscaldati.
Il che non è poi questo gran problema... non quanto il fatto che, in ogni caso, la ricarica senza fili resta meno efficiente di quella tradizionale: meno efficiente e più lenta.
Nuovi metodi e materiali hanno permesso di usare frequenze più alte e avvolgimenti più piccoli che in passato, ma il tradizionale cavetto è tuttora la soluzione migliore.

In conclusione, l'utilizzo migliore che potete fare di un oggetto come questo è di tenerlo sulla scrivania, che comunque occupa poco spazio e brutto non è, e appoggiarci sopra il telefono quando non lo usate durante il giorno.
Durante la notte, affidatevi al tradizionale caricabatterie a filo.
Fine della storia.


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