domenica 28 febbraio 2016

[Save the date] lo chiamavano Jeeg Robot.


Il film è uscito giovedì scorso nelle sale e io ve ne avevo parlato qualche settimana fa subito dopo la sua anteprima romana, ma, dal momento che mi è piaciuto parecchio e la sua accoglienza nei cinema è inferiore a quanto meriterebbe (meglio di lui, solo in questo weekend, hanno fatto Perfetti Sconosciuti, Deadpool, Zootropolis e The Danish Girl), ve lo rilancio con la mia recensione, pubblicata anche QUI.

Dategli una chance, che non ve pentite.

sabato 27 febbraio 2016

10 cose da fare per un designer disoccupato.


Ok, avete seguito tutti i miei consigli.
Siete delle macchine da guerra. Sapete stanare i clienti, annusare i nuovi settori, preparare preventivi adeguati al centesimo al vero budget del cliente. Vi siete organizzati in modo da arrivare a una riunione in cinque minuti, potete chiamare per nome il direttore artistico di Vanity Fair ma…
non state battendo chiodo.
Il lavoro non arriva o semplicemente non c'è, e il vostro morale sta scivolando sotto i tacchi.
Non permettetelo. Ricordate che siete “artisti”, e che dovete anche nutrire, oltre che il vostro stomaco, i vostri moti interiori. Conservate l’ispirazione, la motivazione e tenetevi occupati anche quando telefono ed email tacciono.
Ecco alcuni consigli su come restare creativi anche in circostanze avverse.

1) Non dormite sugli allori. Arricchite il vostro portfolio aggiungendo i lavori personali e non solo quelli commissionati. In questo modo potrete anche influenzare le scelte dei committenti.

2) Nutrite la vostra ispirazione. Frequentate mostre. Esaminate attentamente il lavoro di altri professionisti. Esaminate tecniche e metodi nonché le idee alla base delle loro creazioni. Se vi avanza denaro, acquistate riviste specializzate con tutorial o libri di design e comunicazione visiva. 

3) Leggete narrativa. Ai designer viene chiesto di rappresentare visivamente testi scritti. Se leggete di più e create degli schizzi su ciò che avete letto, vi terrete in allenamento. Acquistate una Moleskine appositamente per lo scopo. 

4) Leggete più saggistica. I designer devono essere in grado di andare in profondità e comprendere le problematiche presentate dallo scrivente. Se riuscite a capire realmente un testo, avrete opportunità di gran lunga migliori di creare un’immagine appropriata. 

5) Andate al teatro e al cinema. Cimentatevi con la danza o l'opera. Soprattutto, interessatevi ad altre forme d’arte da cui trarre ispirazione. Può trattarsi di nuove combinazioni di colori in un costume teatrale o delle inquadrature di un lilm. La parola d'ordine è: ispirazione. 

6) Disegnate, disegnate e ancora disegnate. Portate con voi il vostro blocco per gli schizzi, la vostra Moleskine o il vostro tablet e usatelo nei caffè, nei bar, sull'autobus e nel parco. Se invece utilizzate prevalentemente le immagini fotografiche, portate sempre con voi la fotocamera. Alla peggio, accendete lo smartphone e fotografate tutto quello che vi colpisce. A fine giornata, scaricate tutto il materiale e fatelo “sedimentare”. Molta di quella roba sarà spazzatura, altra potrà servivi.
Se ancora sottovalutate il potere di una Moleskine. pensate che c'è chi ne ha fatto un libro e lo sta vendendo pure piuttosto bene.
7) Fatevi invitare ai vernissage in modo da incontrare altri artisti e designer in situazioni informali. Per farsi inserire nella mailing list di una galleria spesso è sufficiente telefonare. Ogni occasione è buona per prendere nuovi contatti e imparare dagli altri. Da cosa nasce cosa.

8) Se siete davvero a corto di incarichi, offrite gratuitamente la vostra collaborazione a un designer affermato o a uno studio importante: sarà un’esperienza istruttiva e vi permetterà di cogliere altri suggerimenti. Magari all’inizio vi occuperete di mansioni semplici, prenotare corrieri, fare ricerche di materiale, occuparvi dell’archiviazione dei lavori. In tanti hanno iniziato così. 

9) Utilizzate i tempi morti per realizzare lavori da presentare ai concorsi. È possibile alzare su un po’ di quattrini vincendo o entrando nella rosa dei candidati dei concorsi. Le vostre immagini possono essere viste (e apprezzate) dagli altri e molti designer sconosciuti si fanno un nome seguendo questa strada. 

10) Incontratevi a scadenze regolari con i vostri colleghi. Scambiatevi storie, consigli, contatti. È fondamentale tenersi aggiornati sugli sviluppi nel mondo della creazione di immagini. È anche positivo avere una spalla su cui piangere o un pubblico al quale raccontare gli eventi positivi.

venerdì 26 febbraio 2016

7 suggerimenti per ottenere un lavoro full time.


La vita del freelance non è senza pensieri, come avrete capito da soli.
Iniziare a lavorare quando se ne ha voglia, concedersi lunghe pause pranzo o addirittura weekend lunghi, e saltare i lunedì sono tutte cose fighe, ma perdono di colpo importanza quando il proprietario di casa o la banca vi chiedono i soldi dell'affitto o del mutuo, o quando avete bisogno di nuovi pneumatici per la moto o di cure dentistiche.
Improvvisamente, la rete di sicurezza di uno stipendio fisso inizia a mostrare tutto il suo fascino. Avete bisogno di un lavoro sicuro nel settore e in fretta.
Inutile ripetervi che le opportunità in questo senso sono andate via via diminuendo negli ultimi anni, e la situazione non accenna a migliorare.
Tuttavia, per ottenere un lavoro fisso provate a seguire questi consigli e sperare in un colpo di fortuna, a volte capita.

1) Partiamo dalle ovvietà: tenete costantemente d’occhio gli annunci della stampa o dei siti web di settore e siate pronti a inviare il vostro portfolio e il curriculum vitae con un preavviso minimo.
Do per scontato, se avete letto gli altri post di questa sere, che sappiate già come farvene uno a regola d'arte.

2) Se siete alla ricerca di un lavoro a tempo pieno, contattate le case editrici e le aziende che producono biglietti di auguri: anche se in flessione, è un settore che tiene ancora duro e dà lavoro a tanti professionisti. Scrivete una lettera di accompagnamento in cui vi presentate e descrivete esperienza e competenza. e fatela seguire ad una telefonata.

3) Se ottenete un colloquio, recatevi all'appuntamento in orario e in ordine e scoprite il maggior numero possibile di informazioni sull'azienda. Ponete domande intelligenti e mostratevi interessati. Si tratta di suggerimenti piuttosto ovvi e più volte ripetuti su questo blog, ma spesso sottovalutati. 

4) Proponetevi di lavorare a tempo determinato, per fare esperienza. È una scelta obbligata se siete freschi di scuola. Non percepirete uno stipendio elevato, ma vi farete le ossa e alla peggio avrete aggiunto qualche progetto al vostro portfolio con cui spendervi meglio al prossimo colloquio.

5) Una volta assunti, date prova di essere talmente bravi da indurre lo studio a pregarvi di restare. Non protestate se gli orari di lavoro vi sembrano eccessivamente lunghi: nella pubblicità e nel design è così da sempre, non cadete dalle nuvole. Piuttosto, fatevi notare, ponete domande e proponetevi di aiutare gli altri con delle presentazioni.

6) Se desiderate lavorare presso una grossa società ma prima volete approfondire la conoscenza del settore, cercate un incarico come stagista presso un'agenzia più piccola. Magari non beccherete più di un misero rimborso spese, ma conoscerete molti designer e clienti e assisterete a tutto il percorso del progetto, dalla fase ideativa al completamento. Non restate a lungo nello stesso posto. Accumulate più esperienze possibili in posti diversi e poi tentate il grande salto.

7) Tenete traccia di tutti i contatti presi sia durante la ricerca che dopo aver ottenuto il lavoro: la lista si rivelerà preziosa. Tutti i designer e i creativi hanno i propri stampatori e luoghi in cui reperire materiali di riferimento, e col tempo il vostro elenco inizierà a crescere. Tenete in ordine e aggiornati i vostri contatti: una proposta più continuativa potrebbe provenire proprio da loro.

giovedì 25 febbraio 2016

5 buone abitudini per i designer.


Alcuni suggerimenti non sono facilmente classificabili. In questo post ho cercato di raccogliere i migliori.
Creare immagini di qualità, avere a disposizione ottimo materiale promozionale, realizzare un portfolio impeccabile e gestire uno studio sono tutte attività che richiedono competenza e l’adozione di buone abitudini. Dedicate del tempo alla lettura di questi punti: alcuni potranno sembrarvi ovvi, altri stupidi ma – statene certi – hanno tutti la loro utilità.

1) Verificate costantemente che il cliente sia soddisfatto del vostro lavoro.
Molti di questi sono semplicemente troppo impegnati per telefonare e comunicarvi di aver ricevuto gli esecutivi. Telefonate voi per accertarvi che sia tutto al posto; è un gesto che richiede pochi minuti, ma che profuma di professionalità. Lo apprezzeranno.

2) Evitate di plagiare, copiare o imitare a tutti costi lo stile di qualcun altro.
Create il vostro stile. È un ottimo modo, anche se non l'unico, per suscitare un interesse autentico e durevole verso il vostro lavoro. In una parola, siate originali.

3) Laddove possibile, cercate di ottenere i riconoscimenti per l’immagine che avete creato. Se disponete di un sito web, chiedete al cliente di indicarlo nei crediti: difficilmente vi verrà negato. Aumenterà il numero di visite al vostro sito e aumenterà la possibilità di ottenere nuovi lavori,

4) Rispettate sempre le scadenze, salvo proroghe concordate. Se la scadenza è ingestibile, è inutile che vi mettiate a fare i salti mortali cerando di finire per tempo lavorando di notte. Aumentereste solo la possibilità di fare errori. Parlate chiaro e chiedete altro tempo per concludere il lavoro. Fatelo più tempestivamente che potete. La disponibilità a concedere proroghe è inversamente proporzionale alla vicinanza della scadenza assegnata.

5) Procuratevi delle copie della pubblicazione in cui vengono stampate le vostre immagini non appena questa viene distribuita. Se non riuscite ad ottenere delle copie gratuite, compratele. Finiranno nel vostro portfolio e rappresentano un investimento per commissioni future.

mercoledì 24 febbraio 2016

10 suggerimenti essenziali sullo studio e l'ufficio.


Per lo Stato siete un professionista. Cosa potrebbe andare per il verso sbagliato? Parecchie cose, ancora.
Organizzatevi per tempo in modo da non farvi trovare impreparati e fare la figura dei pivelli.
L’allestimento di uno studio o di un ufficio non significa solo sfogliare il catalogo Ikea e scegliere dei cavalletti. Non temere i controlli antipirateria e attenersi alle normative e pagare le imposte sul reddito richiede organizzazione. Anche se è la parte che vi piace meno, dovrete essere anche uomini d’affari se desiderate che la vostra attività sopravviva e prosperi a lungo.
In questo post vengono presentati molti d questi temi, spesso trascurati.

1) Se volete passare per professionisti, dovrete fare le cose in regola, e registrare la vostra nuova attività come azienda individuale e iniziare a pagare le tasse sui profitti. Fatevene da subito una ragione e organizzatevi in tal senso.

2) Non credete di poter fare tutto da soli. Specie se siete agli inizi, commetterete qualche casino, e il fisco italiano non perdona la svista di neanche un centesimo. Avvaletevi della consulenza di un commercialista, uno che risponda al telefono e che capisca la natura del vostro lavoro: se riuscite a trovarne uno in gamba, riuscirà a farvi dedurre ogni euro possibile.

3) Preparate le fatture al completamento del lavoro, e verificate che la fattura includa tutti i dettagli del lavoro eseguito e i dati per effettuare il pagamento (IBAN, scadenza eccetera). Legalmente, la numerazione delle fatture deve seguire un ordine progressivo. Potete iniziare anche da 00100, se volete date ai vostri clienti I’impressione che operate nel settore già da anni.
Quanto al saldo, rassegnatevi: la vostra fattura dovrà essere sottoposta ad approvazione di più persone prema di essere pagata. Indicate chiaramente i termini dl pagamento (in genere, oscillano tra i 30 e i 120 giorni) e alla scadenza iniziate a tempestare di email e/o telefonate, partendo dal reparto contabilità e, in caso di esito negativo, salendo lungo la gerarchia.

4) Che ve lo dico a fare? Il software deve essere legale e regolarmente acquistato. Da qualche tempo, Adobe ha lanciato un programma di noleggio mensile della sua Creative Cloud, che potreste trovare conveniente. Inoltre, è tutta roba deducibile. Ricordate che la divisione italiana della BSA (Business Software Alliance) è abbastanza efficiente e collabora con la Guardia di Finanza.

5) La vita del designer può essere solitaria. Siete il tipo di persona che ama lavorare da sola a casa propria? In caso contrario, valutate la possibilità di condividere uno studio. Cercatelo tra le inserzioni sui quotidiani locali o online: vi aiuterà anche a contenere le spese.

6) Attrezzate lo studio. Oltre un computer aggiornato e veloce, vi serviranno: una linea telefonica fissa, una segreteria telefonica (potrà sembrarvi desueta, ma di certo più economica di una segretaria in carne ed ossa), cellulare con contratto business, collegamento a internet veloce, un fax (ancora più desueto, ma ancora indispensabile per un mucchio di operazioni), masterizzatore (datemi retta, serve ancora), una buona illuminazione e la sedia più confortevole che potete permettervi (ci passerete sopra parecchie, parecchie ore).
Riflettete sul tipo di computer che intendete utilizzare. Una macchina desktop in un ufficio che si trova a venti chilometri da casa non è la scelta ideale se amate lavorare fino a notte fonda. La scelta di un portatile vi permette di lavorare da qualunque luogo, ma in questo caso mettete in conto la spesa di un monitor esterno a cui collegarlo, il più grande e migliore che potete permettervi.
Per le presentazioni presso i clienti, la cosa più indicata è un tablet. Mettetene uno in budget, non necessariamente un ultimissimo modello. Per la visione di slide è perfetto anche uno dei primi iPad.

7) Createvi una routine. Arrivate in studio, o sedetevi alla postazione di lavoro se lavorate da casa, in orario. Abituatevi a una nuova realtà fatta di controllo e lettura delle email, sollecitazione di pagamenti e di tutte le altre attività collaterali prima di mettervi davvero al lavoro.

8) Procuratevi un'assicurazione. Assicurate lo studio, le macchine e anche il portfolio. Assicuratevi contro i danni. L’assicurazione copre anche le eventuali lesioni fisiche dei visitatori. Potrebbero sembrarvi soldi sprecati, ma esistono polizze per tutte le tasche. Fatevi fare qualche preventivo e dormirete più tranquilli. Anche queste spese sono deducibili.

9) Leggete regolarmente le pubblicazioni di grafica per avere notizie su progetti in cui sono coinvolti gli studi di design ed essere informati sulla nascita di nuovi studi e nuove realtà. Se non avete budget per acquistarle, dedicate almeno mezz’ora al giorno studiando su Internet il lavoro dei professionisti e delle grandi agenzie.

10) Se trasferite lo studio, informatene tutte le persone interessate. Un cambiamento di indirizzo è una buona scusa per un nuovo giro di invii di materiale promozionale. Inutile dirvi che la gente non vi contatterà se non sa dove trovarvi.

martedì 23 febbraio 2016

Le 5 cose da sapere sugli account.


Se siete dei creativi freelance siete anche, in primo luogo, un’azienda.
E come ogni azienda, se volete sopravvivere, dovete sgobbare per ricavare un profitto. Ciò significa anche che gran parte della vostra giornata dovrete passarla a mantenere le relazioni coi clienti e a cercarne sempre di nuovi. Se questa parte del business non vi piace, o non vi sentite portati, questo post è per voi.
Siete stanchi di trascinarvi in giro per la città alla ricerca di occasioni di incontro con i pezzi grossi del design, dell'editoria e della pubblicità? 
Volete che altri lo facciano per voi? 
Anche se da noi questa figura non è diffusa come in altri Paesi, esistono persone disposta a farlo in cambio del 25-30 per cento di ciascun lavoro che vi procurerà: gli account. 
In questo post descriverò le cose da fare e da non fare, gli aspetti positivi e negativi di servirsi di un account, insieme ad alcuni suggerimenti che vi permetteranno di distinguervi nel caso in cui decidiate che questa figura è in cima alle vostre priorità.

1) Per iniziare, sondate le agenzie disponibili. Operano in aree di competenza diverse. Individuate quella più adatta al vostro lavoro e assicuratevi che sia attiva nel vostro stesso settore. Quando ne individuate uno, proponete un incontro e non siate ossessivi: attendete che abbiano l'opportunità di telefonarvi. Non diversamente dai clienti, gli account sono molto impegnati, ma se hanno apprezzato le vostre creazioni vorranno di certo conoscervi.
Ponderate con attenzione la modalità di presentazione del portfolio al vostro primo incontro. Gli account vorranno sapere per chi avete lavorato e conoscere anche l'evoluzione della vostra carriera. La loro ottica di investimento è a lungo termine. Adottate anche voi la stessa prospettiva.

2) Chiedete agli account quali tecniche usano per procurare gli incarichi: se fanno affidamento sulla pubblicità stampata, se hanno un sito Web, se vanno in giro con i portfolio in tasca, se hanno un atteggiamento propositivo. Cercate di scremare chi potrà effettivamente esservi di propulsione alla vostra attività dai cialtroni tutto chiacchiere e niente arrosto.

3) ln genere gli account chiedono una commissione pari al 25-30 percento degli introiti, ma a volte anche di più. Se siete abbastanza fortunati da trovare un account in gamba e con dei contatti validi, una delle prime cose da fare è informarsi sulla percentuale della commissione. Cercate di negoziarla. Tutti negoziano.
Oltre alla commissione, gli account potrebbero addebitarvi una percentuale dei costi pubblicitari sostenuti per promuovervi: potrebbero essere anche pranzi di lavoro, o spostamenti. Verificate quanto potrebbe costarvi nel primo anno e chiedetevi se potete permettervelo.
Informatevi se il pagamento è anticipato o se potete saldarli a pagamento avvenuto dal cliente (ma non fatevi troppe illusioni su questo punto). 

4) Gli account possono avere la rappresentanza in esclusiva dei vostri lavori e quindi voler anche gestire tutti i clienti, anche quelli che avevate prima di contattarli. Siete disposti a “cederli"? Ecco un altro punto da discutere prima di prendere la decisione finale.

5) Gli account non tollerano chi lavora per i clienti senza esserne informati e messi in copia su tutto. Alcuni clienti sono un po’ subdoli, e potrebbero portarvi involontariamente a commettere questo errore. Se ci tenete a conservare il vostro account, cercate di improntare tutto alla massima trasparenza.

lunedì 22 febbraio 2016

10 punti salienti quando ottenete un incarico.

Ogni tanto qualcuno mi chiede di parlare un po' più spesso di grafica (che sarebbe il mio lavoro) che non degli affaracci miei (e mi verrebbe da rispondere: ma fatti gli affaracci tuoi).

Per chi è arrivato qui da poco, gli consiglio di seguire il tag Professione Designer, e scoprirà un mucchio di cose che magari aveva già sentito, magari no, ed ad ogni modo repetita juvant.

Ora, se non vi va di ravanare a ritroso nel pur comodo link che vi ho appena scodellato, questa settimana vi proporrò cinque o sei argomenti che potrebbero esservi d'aiuto nel caso ribolliate di spirito creativo e vogliate fare della vostra passione anche la vostra professione e fonte primaria di guadagno. 
E, visto che è lunedì, voglio cominciare con un post ottimistico: facciamo conto che avete già ottenuto un incarico, ma, anche se non lo dite in faccia al cliente, avete ancora uno o due dubbi su come procedere. 

Questi 10 suggerimenti possono darvi una mano.

1) Stabilire le tariffe per i lavori non è mai semplice. Cercate di desumere la spesa dal direttore artistico che vuole affidarvi l’incarico. Chiedete che cifra hanno speso per un precedente lavoro delle stesse dimensioni, durata e finalità. In genere il cliente sa quanto è disposto a spendere.
Se proprio non riuscite ad avere un'idea realstica, potreste iscrivervi ad un’associazione in grado di fornirvi qualche buon consiglio: L’AIAP (Associazione Italiana di Progettazione per la comunicazione visiva) fornisce consulenze di vario tipo ai propri iscritti.

2) Se avete bisogno di tempo per riflettere sulla tariffa da chiedere, comunicate al cliente che lo contatterete e nel frattempo chiedete consiglio a qualcuno più esperto di voi, o ad associazioni di categoria (vedi sopra). Preparate il preventivo in forma scritta, riportate la data e chiedetene l’accettazione, nella versione originale o corretta con la vostra autorizzazione, sempre per iscritto.

3) Ricordate che la determinazione delle tariffe dipende da diversi fattori. È sempre importante specificare con precisione la destinazione d'uso, le dimensioni, la specifica tiratura di stampa (se pertinente) e la durata di utilizzo della vostra immagine.
Un'altra a regola ferrea è assegnare la massima importanza, in termini di tariffe, ai lavori pubblicitari, seguiti da quelli realizzati per gli studi di design. Seguono a ruota gli editori di libri e infine quelli di riviste. Una piccola immagine per una campagna pubblicitaria può fruttarvi anche duemila euro, mentre un'immagine delle stesse dimensioni realizzata per una rivista vale molto meno.

4) Per i lavori importanti è consigliabile ottenere un contratto prima di iniziare il lavoro. Indicate i dettagli delle tariffe con gli importi concordati per le immagini, nonché la consegna del lavoro finale. Indicate date di consegna realistiche. Se il cliente vuole tutto il giorno dopo, applicate una maggiorazione.

5) Siate consapevoli dei vostri diritti. Se il cliente rifiuta il lavoro nella fase delle immagini bozza, potete addebitargli il 25 per cento della tariffa complessiva. Se lo rifiuta al completamento, senza colpa da parte vostra, potete esigere l'intero pagamento. Siate preparati a negoziare: potreste ottenere anche solo il 50 per cento.

6) Educate il cliente. La fase delle immagini bozza offre l’opportunità di mostrare al cliente solo un'idea di quello che sarà il lavoro finale. Può presentare il layout generale e alcune possibili soluzioni, ma non è l'immagine finale: cercate di essere chiari su questo punto, per evitare incomprensioni.

7) Fate in modo di risolvere tutti i dubbi durante il briefing. ln caso contrario, richiamate il cliente. È essenziale capire che cosa viene chiesto di fare. Non lasciate nulla nel vago e accertatevi di comprendere la terminologia usata dal cliente. Se non siete sicuri di cosa significhi "pagina al vivo”, chiedete spiegazioni. Iniziare a svolgere un lavoro sulla base delle vostre convinzioni erronee significa dover buttare via tutto e avere fatto la peggiore delle figure possibili.

8) Informatevi sul formato in cui il cliente desidera ricevere il lavoro (ad esempio eps, pdf o jpeg), e verificate che sia in grado di aprirlo. Informatevi anche sulla risoluzione richiesta. I quotidiani, ad esempio, richiedono specifiche del tutto diverse dalle pubblicazioni su carta patinata. Se avete dei dubbi, chiariteli.

9) Non fate decidere il cliente sulla base dei colori visualizzati sul monitor. l colori vanno verificati su prove colore stampate, e, possibilmente, approvate con una firma. Da parte vostra, verificate che i colori scelti possano essere facilmente ottenuti con la quadricromia. Evitate alcuni arancioni, ad esempio, ed in generale tutti i colori troppo brillanti. La gamma che potete ottenere in stampa è infinitamente più ridotta rispetto tutti quei meravigliosi colori fluorescenti che vedete a video.
Inoltre, se l’immagine richiede la stampa di colori speciali realizzati con miscele di inchiostri, assicuratevi che il cliente abbia fornito autorizzazione a utilizzare i Pantone del caso: i colori argentei, dorati e metallici aumentano il costo di stampa.

10) Quando ricevete un incarico, vendete i diritti relativi alla sua riproduzione, salvo diversamente concordato. Voi conserverete la proprietà dell'opera stessa e, aspetto fondamentale nelle creazioni digitali, il copyright… a meno che non adottiate la formula della cessione totale dei diritti d’autore, che se da una parte vi agevolerà fiscalmente dall’altra vi impedirà per sempre ogni rivendicazione economica su quella data immagine. Valutate i pro e i contro della situazione.

domenica 21 febbraio 2016

Il ritorno delle GIF animate, 4.

La prima (Yaya) e l'ultima (Elvis) le ho fatte io. Il resto, sono la mia pregiata selezione domenicale per il vostro sollazzo. Buona domenica a tutti.

venerdì 19 febbraio 2016

52.


Tralasciando l'agghiacciante percezione di averne fatti quaranta l'altro giorno...
Dunque.
Visto che gli album di fotografie non si usano più, quando sarò vecchio (chi ha detto lo sei già?) riaprirò questo blog e rileggerò i post commemorativi che mi sono dedicato da solo ogni 19 febbraio.
Arrivato a questo, penserò: uh, guarda, avevo ancora i capelli. E anche la faccia da stronzo?, dirà il solito qualcuno là in fondo. E io risponderò, mugugnando: no, quella ce l'ho ancora.
E, in definitiva, cosa mi rende veramente vecchio?
Forse il fatto che che nessuno, a parte i miei amici, mi da più del "tu" nonostante i miei pietosi sforzi di apparire più giovane di quanto la carta d'identità non mi sbugiardi?
O è stato quando mi sono reso conto che più della metà dei miei contatti è sposata e ha pure trovato il tempo e la voglia di fare dei figli?
Oppure è stata quella volta che all'idea di uscire di sabato sera per andare a provare quel posto così trendy a Trastevere ho preferito la maratona Real Humans sul full hd in salotto?
O quando sento di qualcuno nato negli anni Novanta, mi aspetto che sia un bambino e poi realizzo che ha superato i 20 anni da un bel pezzo?
Oppure quando tra le gioie della giornata posso annoverare lo stendere i vestiti sopra il termosifone per trovarli caldi dopo la doccia?
O, ancora, quando mi coglie la certezza che se continuo ad alzarmi troppo presto finirò per strisciare?
O magari è ascoltare QUESTO disco e trovarlo ancora fighissimo?

O, piuttosto, rendermi conto, a differenza di prima, di quante cose ho fatto in questi 52 anni e di quante devo ancora farne?
Cercando di non scordare chi ero, che cosa ho fatto, che cosa sto facendo e che cosa voglio fare.
Ogni giorno, lo capisco un po' meglio. 
Forse è questo il vero traguardo quando si arriva ai venerandi 52 anni.
E grazie.
Grazie a tutti per gli auguri, la pazienza, l’affetto, la costanza e per tutto il pesce.
Grazie.
Restate sintonizzati, che c'è ancora tutto il secondo tempo.

giovedì 18 febbraio 2016

Perché la batteria del vostro smartphone non arriva alle dieci di sera.

Ovunque vi girate, trovate qualcuno che ha la sua mezza dozzina di consigli per allungare di una mezz'ora la durata della batteria del vostro smartphone: abbassare la luminosità del display, disattivare animazioni e trasparenze dell'interfaccia, spegnere il wifi, spegnere il GPS, spegnere il telefono e lasciarlo in un cassetto.
Potrei attaccare una lunga e sterile polemica sul fatto che i produttori continuano a puntare sulla riduzione dello spessore degli smartphone (cosa a cui non frega niente a nessuno) piuttosto che su batterie più performanti, e invece oggi la butto sul ridere traducendovi una delle storie di Joy of Tech.

mercoledì 17 febbraio 2016

Daredevil, i costumi scartati.

Magari avete visto più e più volte tutti i cinecomics Marvel, avrete i loro blu-ray allineati sullo scaffale e saprete citarne le battute a memoria.
Ma mi mangio il cappello se il nome di Josh NIzzi vi dice qualcosa.
Bene, Nizzi è uno dei concept designer che lavora per i Marvel Studios (ma non solo per loro), e la cose che ha prodotto finora al soldo della Casa delle Idee è semplicemente imbarazzante per qualità e quantità.
Sul suo (invero bruttarello) sito, QUI, potete farvi un'idea.
Io mi limito a tirare fuori da uno dei suoi cassetti questi due concept scartati per il costume di Devil per la prossima, attesissima, seconda stagione.
Pigliate appunti.

martedì 16 febbraio 2016

Giovani scolarette giapponesi crescono.


I giapponesi vengono in Italia per un solo e unico motivo.
Per comprarsi cinquantamila preziose blusette Prada e tornare subito indietro. 
E sono tutti felici.
Come in quel film che è stato in concorso a Venezia anni fa, Scoutman di Masato Ishioka, in cui si narra della vita dei talent scout dell'industria del porno giapponese.
La loro tattica è facile: fermano ragazzine per strada e gli spiegano che facendo video porno possono guadagnare un sacco di soldi per comprarsi un sacco di borsette Prada.
Molte accettano.
Le altre hanno subito un'idea geniale. Tornano a casa. Preparano un bel sushi aspettando che torni a casa il loro papà. Gli portano le pantofole. Lo fanno accomodare e poi gli dicono: "Papà, oggi mi è capitata una roba terribile. Mi hanno offerto di fare l'attrice porno. Mi hanno detto che si guadagna così bene che poi una si può comprare tutti i vestiti che vuole. È terribile, vero? Ah, papà, me li dai o no i soldi per andare ai saldi in Italia?"

lunedì 15 febbraio 2016

10 cose che i designer non ce la fanno più a sentire dai clienti.


Il primo problema di comunicazione che ogni designer deve affrontare, è con il cliente.
Sgombrando il campo da facili polemiche, i clienti semplicemente (non sempre, ma spesso) non posseggono la visione o il know-how necessari per far capire al designer quello che vorrebbero, con esattezza, da lui.
Potete essere grandi designer od esperti compilatori di codice, ma la gestione di un dialogo creativo e redditizio con il cliente è una capacità che non hanno tutti. Ho perso il conto delle volte in cui ho visto me o i miei colleghi convinti di aver realizzato qualcosa in linea con ciò che il cliente voleva... e poi ottenere un feedback talmente dissonante da farci praticamente ricominciare da capo. 
Dopo parecchi anni di carriera, le cose vanno un po' meglio, ma resta sempre una grande zona grigia dove una buona quantità del tempo destinato alla progettazione dev'essere investito per decodificare le richieste del cliente (a volte, anche quelle del tutto inespresse) e, a margine, per spiegare che alcune di queste sono del tutto insoddisfabili. 

Molti degli interventi o delle richieste del cliente si ripetono ciclicamente, al punto che ho deciso di farci dei posterini, un po' per riderci sopra e un po' per non esplodere quando è la seicentesima volta che me le sento chiedere.
Sono sicuro che anche voi li avete sentiti almeno una volta... e, anzi, se ne avete di vostri vi invito a scriverlo nei commenti.

venerdì 12 febbraio 2016

Il nuovo, bellissimo, calendario della NASA 2016.


Quelle che vedete in questo post sono le (bellissime) illustrazioni commissionate dalla NASA all'agenzia Invisible Creature per il suo calendario 2016, destinato al personale interno del Jet Propulsion Laboratory.
I creativi di Invisible Creature hanno immaginato dei poster che potrebbero apparire in un'agenzia di viaggi del prossimo secolo... e hanno avuto il buon senso di utilizzare una grafica retrò, vettoriale e poco sensibile all'invecchiamento.
Magari non tutti sono dei capolavori (quelli che mi piacciono di più, l'avrete capito, sono quelli che ho sparato belli grandi), ma il livello qualitativo complessivo è molto alto e poi, diciamolo: chi è che non vorrebbe mostrare sul suo sito o sul suo CV la NASA nell'elenco dei suoi clienti?

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