venerdì 20 gennaio 2017

[Cyberluke Awards 2016]: fumetti


Prima di arrivare al fumetto dell'anno (o, almeno, a quello che mi ha colpito più degli altri), qualche riga di considerazioni più generiche: ancor più dell'anno passato (ne potete leggere QUI), l'età e lo scazzo incipiente mi hanno portato ad essere ancora più selettivo che in passato, e per quelli come me, che vorrebbero – del tutto irragionevolmente, ve lo riconosco – continuare a comprare e leggere all'infinito sempre gli stessi fumetti, trovare qualcosa che li sorprenda e li acchiappi veramente tra la pur nutrita offerta delle fumetterie e delle edicole non è una roba banale (e non è che abbia smesso di cercare, anzi: continuo a entrare con una certa regolarità nelle fumetterie e a bazzicare i reparti di alcune librerie di varia – eccezionale la sezione fumetti della libreria del forum Termini, se non la conoscete– esamino e sfoglio con calma roba vecchia e nuova, ma troppo spesso ne esco a mani vuote).

Salutata quindi definitivamente Marvel e i suoi supereroi transgender – o completamente traditi nel loro spirito originario (uno tra tutti: Peter Parker diventato miliardario che combatte il crimine a bordo di una ragnomobile), sistemato sullo scaffale l'obbligatorio Kobane Calling (Zerocalcare fa il grande salto e riesce a confezionare un volume di una serietà mortale – per temi trattati – senza rinunciare a nulla della sua cifra stilistica), archiviato pure Nathan Never Anno Zero (che aggiunge poco o niente a un personaggio che sembra avere detto già tutto quello che poteva) e appena iniziato a spiluccare Inuyashiki (ve ne parlerò tra qualche giorno), cosa mi resta da innalzare sul gradino più alto?
Questo:


Letter 44
di Charles Soule (testi) e Alberto Jiménez Albuquerque (disegni)
Volumi pubblicati: Velocità di fuga (144 pagine) e Spostamento verso il rosso (160 pagine)
Panini Comics, 16 euro

Mettiamola così: Letter 44 è bello che pronto per diventare un serial TV moderno, collocabile a mezza strada tra la fantascienza classica (quella dove gli umani hanno il primo contatto con una specie extraterrestre, per capirci) e House of Cards (dove l'intrigo a livello planetario, la politica e la manipolazione sono e restano cose abiette ma sono rese appassionanti e spunto di riflessione).
La vicenda si svolge grossomodo su due palcoscenici ben definiti: la Terra e lo spazio esterno.
Le vicende del quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti appena entrato in carica e l'equipaggio della Clarke, nave spaziale americana mandata in avanscoperta verso un oggetto apparso ai confini del sistema solare.
Un messaggio riservato lasciato dal presidente uscente, gravido di rivelazioni di portata planetaria e un'intelligenza aliena che non si è ancora dichiarata.
In mezzo, una manciata di personaggi straordinariamente ben tratteggiati, con dialoghi talmente realistici e situazioni contingenti che solo il più maldestro dei registi non riuscirebbe a trasformare in una prima, appassionante stagione di un serial TV targato Netflix o HBO.

È vero, i disegni non sono sempre all'altezza delle vicende che dovrebbero mettere in scena (ma rispetto il lavoro di forte coerenza che ha tutta la novel nell'insieme), e la colorazione è una roba buttata un po' lì... Ma, sapete che c'è? Che, nonostante questi evidenti difetti, la storia funziona lo stesso. 

Sia chiaro: in Letter 44 non c'è niente di veramente nuovo, dall'ambientazione ai personaggi, ma è tutto assemblato che meglio non si potrebbe e difatti fila come un treno, lasciando la voglia di leggere i successivi capitoli.
Per ora, sono usciti i primi due volumi (e un terzo è annunciato per i primi di gennaio), ma, tra i tanti (che poi tanti non sono, lo riconosco), Letter 44 è il fumetto Number One, per questo blog.

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