sabato 21 gennaio 2017

[Cyberluke Awards 2016] - Libri


Tanti i libri che mi sono passati tra le mani e sotto gli occhi quest’anno, in cui ho cercato di migliorare la mia media annuale in preoccupante declino (e, no, non accamperò facili scuse, tanto sono uguali alle vostre): pochi quelli che mi sono rimasti appiccicati addosso o, ancora meglio, sotto pelle.
Alcuni li ho già dimenticati, quelli che non sono riusciti neanche a ripagare le ore investite per leggerli (in un paio di casi me ne sono accorto in tempo e, finalmente, ho trovato il coraggio di mollarli prima di arrivare alla fine… anche se uno di loro è di un autore che tanto ho amato in passato).
Aspettavo con ansia e una certa preoccupazione, viste le sue ultime – poco rimarchevoli – cose, il nuovo Tullio Avoledo, e ne sono rimasto soddisfatto a metà: Alex ne ha ospitato una mia breve recensione, e potete trovarla QUI


Poi ci sarebbe il caso Tommaso Labranca, che ci ha lasciati tutti con un palmo di naso la scorsa estate andandosene a soli 54 anni con una manciata di libri sempre più difficili da reperire, visto il suo crescente allontanarsi dagli editori più grandi: il suo Vraghinaroda - Viaggio allucinante fra creatori, mediatori e fruitori dell'arte, è, per quanto mi riguarda, il suo testamento, trecento pagine di piccolo formato zeppe di una critica feroce – quanto elegante – a tutto il mondo dei sedicenti artisti, critici e fruitori d’arte, ed ogni pagina andrebbe letta come il piccolo tesoro elargito da un uomo dall’ironia velenosa ma anche dalla profonda erudizione, uno stravolgitore di prospettive scontate proprio perché quotidiane che riusciva a indicare sempre quel punto lontano da tenere d'occhio per comprendere il quadro generale.  
Mi mancherà enormemente, e mi piacerebbe davvero poter celebrare Vraghinaroda come il miglior libro del 2016… solo che è uscito nel 2015, e poco importa che io l’abbia scovato seminascosto in uno scaffale di un mercatino dell’usato (vi ho già detto che trovare i suoi libri è una scommessa, vero?) solo l’anno scorso.
E allora?
E allora, c’è lui:


Italian way of cooking
di Marco Cardone
Acheron Books, 284 pagine, 12 euro

Un libro leggero e divertente, molto ricercato nella sua parte grafica e pieno di idee e di spunti.
Un libro che ci metti niente a sottovalutarlo (così come è facile sottovalutare l’editoria autoprodotta tutta) ma che, se non fosse che stiamo in Italia e che in Italia anche le cose belle hanno le gambe corte, potrebbe andare lontanissimo.
Perché è scritto bene e pensato meglio.
Trovate la mia recensione QUI e potete comprarlo QUI.

2 commenti:

Ariano Geta ha detto...

"Italian way of cooking" l'ho letto e mi è piaciuto.
"Vraghinaroda" da come ne parli mi incuriosice proprio.

Glauco Silvestri ha detto...

Non conoscevo nessuno dei due libri... Interessanti! Magari li metto in wishlist :-)

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