venerdì 17 febbraio 2017

[recensione] Inuyashiki - l'ultimo eroe


Di Inuyashiki, prima di un mesetto da quando scrivo queste righe, non sapevo nulla.
Le ragioni per cui sono tornato a comprare un manga, genere a me poco familiare (le mie sole esperienze si riducono a Homunculus, Ghost in The Shell, 20th Century Boys e qualche altro volume isolato, tipo lo splendido Gourmet di Taniguchi e Qusumi) sono le seguenti:

• ho ormai smesso di comprare roba Marvel (le ragioni le trovate QUI), Prometeo s'è ormai concluso (pure un po' frettolosamente), Empowered è fermo al numero sei da due lunghi anni e a me, da un po', finiscono con l'avanzare in saccoccia un po' di euri che tradizionalmente destinavo ai fumetti ma che ora faccio fatica a spendere per mancanza di roba che mi interessi ancora.

• La grafica di copertina mi è piaciuta da subito, e per qualche motivo si staccava dalle altre sullo scaffale della fumetteria.

 Sfogliandolo, il volume mi dava una sensazione che mi rimandava a ricordi piacevoli. Ci ho messo qualche minuto a capire che la ragione derivava dal fatto l'autore, Hiroya Oku, era lo stesso di Gantz, manga a cui mi ero accostato qualche anno fa e avevo abbandonato dopo una manciata di numeri, anche se alcuni aspetti del suo lavoro mi avevano parecchio colpito.

Dopo averlo letto un paio di volte, ho capito che nessuna di queste ragioni era importante e che l'unica cosa che contava davvero era l'assoluta bontà del prodotto.
Inuyashiki è un manga seinen, per molti versi piuttosto classico (due uomini, un ragazzo e un anziano, acquistano poteri sovrumani e decidono di farne due usi diametralmente opposti), raccontato con una freddezza glaciale alternata a una poesia quasi commovente; un soggetto sviluppato — come è tipico per Oku — come se avesse tutto il tempo del mondo, quindi con una decompressione degli eventi che mi mettono sempre un po' di ansia (devo leggermi 37 volumi per sapere come andrà a finire come per Gantz?), una galleria di personaggi che sembrano presi di peso dalle strade e dalle case del Giappone odierno (con l'indice chiaramente puntato su alcuni, precisi, aspetti sociali del suo paese del tutto attuali) e delle tavole che spaventano tanto sono precise e dettagliate (esattamente come in Gantz e prima ancora, in Zero One, Oku fa ampio uso di software 3D per realizzare alcuni dei fondali... ma questo, ve lo assicuro, non toglie assolutamente nulla alla potenza visiva delle vignette).


Ogni numero di Inuyashiki si fa leggere in velocità, tanto è ben scandito e visivamente coinvolgente.
E poi rileggere da capo, perché i dettagli sono veramente un mucchio (e meritano) e dopotutto c'è da far passare altri due mesi prima del prossimo numero.
Un fumetto straordinario, che mi sento di consigliarvi.

1 commento:

LUIGI BICCO ha detto...

Guarda. Credo di averlo sfogliato un paio di volte e di aver trovato notevole l'impianto grafico. Mi ha ricordato molto l'Eden di Hiroki Endo, un manga sci-fi di qualche anno fa.
Non l'ho preso proprio perché non si sa mai quando si vedrà una fine. Comunque, se non erro, ne sono già usciti sei o sette volumi.