domenica 22 ottobre 2017

Ultimo volo America.

Ci sono certi dischi che non passeranno mai alla storia o che venderanno comunque pochissimo (nel già desolante panorama del mercato discografico a pagamento), e se lo faranno sarà per il richiamo a un nome ben più noto al grande pubblico: mi chiedo quanti, per dire, associno il nome in copertina di Sorella Sconfitta – Massimo Zamboni – ai CCCP e ai CSI, dei quali il cantautore emiliano è stato coautore e chitarrista fino al 2001.
Si tratta di un album dell'ormai remoto 2004, del quale, anche se la critica stravede per gli interventi vocali di Nada, io salvo al sicuro sull'hard disk Toshiba chiuso nel mio iPod Ultimo volo America, probabilmente il pezzo più sperimentale dell'intero disco – caratterizzato da una forte impronta elettronica e dalla voce della soprano Marina Parente.
Uno di quei pezzi che si staccano dal mucchio e salgono – per chissà quale motivo – fino ad incollartisi all'anima.

Miserere dall'aire
death catodica endemica
invade / le strade
invade le case le strade

E tra luce di tenebra
e introduce nell'anima
segnali di resa
in polvere nera
intasano il terminale

Ultimo volo America
dentro ogni carne che si apre al male
ultimo volo America
dentro le case le strade le bare

Come tante utilità si fanno città e casa
teleradio caricano i corpi dalla strada
tratta all'armi alla preghiera a un rifugio per la sera
teleradio carica teleradio carica

Ultimo volo America
dentro ogni carne che si apre al male
ultimo volo America
nessuno che vede Dio poi non muore

1 commento:

Patalice ha detto...

non so se è il mio genere di musica
sicuramente non la conoscevo, ed ora mi si apre una curiosità nuova, che sanerò, prometto che la sanerò

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