lunedì 29 ottobre 2018

[recensione] Furland®


Furland®, di Tullio Avoledo
Editore: Chiarelettere, ottobre 2018
Pagine: 219
Prezzo: 16,50 euro

Il nuovo Tullio Avoledo esce a sorpresa, e, proprio come per il suo ultimo - non felicissimo - Chiedi alla luce, mi precipito alla Feltrinelli a comperarlo il giorno stesso della sua comparsa sugli scaffali. Esce per un ennesimo piccolo editore, Chiarelettere, ed è un volumetto di sole 219 pagine, che riesco a concludere nel giro di un weekend.
Ma anche perché, in tutta l'ultima parte, passo alla modalità "lettura scanner".
Purtroppo.
Perché quello che poteva essere il romanzo distopico di Avoledo, che raccogliesse e sublimasse tutte le (magnifiche) suggestioni fantapolitiche (ma non solo) contenute in quasi tutti i suoi precedenti romanzi si rivela essere una storiella scritta con la mano sinistra, che parte da un presupposto abbastanza solido – per poi dirazzare verso uno scenario che perde ogni plausibilità man mano che si procede nella lettura, diventando una versione estesa di Westworld (ma senza i robot e senza tutte le irrisolte questioni filosofiche su vita artificiale e libero arbitrio che si portava dietro la serie... almeno nella prima stagione) popolata di personaggi che sembrano fotocopie sbiadite di quelli già raccontati in uno dei suoi lavori più deboli (quel Buon Posto Per Morire scritto a quattro mani con Di Leo).
Persino i dialoghi, uno dei punti di forza dei suoi scritti, risuonano sciatti, meccanici, senza forza.
Trovo davvero poco da salvare, forse perché affezionato ad un "altro" Avoledo, che, sbaglierò, si è andato annacquando in identità ma anche in stile da quando si è buttato sul filone postapocalittico di Metro 2033.
E ora speriamo nel Life From Mars atteso per la prossima primavera.

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