martedì 13 agosto 2019

[recensione] Italian way of cooking. Pizza, mostri e mandolino.


Pizza, mostri e mandolino, di Marco Cardone
Editore: Acheron Books, maggio 2019
Pagine: 389
Prezzo: 14,00 euro

Esattamente tre anni fa vi avevo parlato dell’esordio letterario di Marco Cardone.
E il romanzo era una una bizzarra commistione tra giallo, horror, umoristico e hard boiled talmente riuscita da sembrare casuale, fortunata e decisamente irripetibile.
Insomma, le premesse per un secondo libro della saga di Nero, lo Chef acchiappamostri toscano, non erano così favorevoli. Molti si sarebbero goduti il successo, fatto la ruota in quei due o tre ambienti social dove gli scrittori emergenti (o aspiranti tali) vanno a scambiarsi pacche sulle spalle a vicenda e magari si sarebbero dedicati ad altro – tipicamente, attività più remunerative che cercare di sfondare in un mercato ingrato come quello editoriale italiano.
E invece, Cardone ha tesaurizzato l’esperienza, non è rimasto fermo un solo giorno, ha fatto circolare il suo lavoro il più possibile cercando di capire tutto quello che non funzionava ancora ed esplorando nuove strade come la riduzione del suo soggetto a una miniserie televisiva.
Oltre, naturalmente, a scriverne un seguito.

Due anni e spicci di lavoro di scrittura, editing e riscrittura e infine eccolo qua: un volume di quasi quattrocento pagine, con una copertina accattivante il giusto, una buona qualità di stampa (ma da sempre le robe di Acheron Books sono ineccepibili da questo punto di vista) e una storia d’ambientazione partenopea piena di elementi surreali che convivono in ogni pagina con scenari di cronaca attualissima, mostri invisibili ai non iniziati (che finiscono per giocarsela in crudeltà con mostri più usuali come i camorristi), e altri personaggi nuovi di zecca creati per l’occasione.
Il risultato di questi due anni di lavoro?

Pizza, mostri e mandolino non può vantare probabilmente quel grado di solidità e credibilità che hanno, per esempio, le robe di Camilleri, di Culicchia o De Silva. Ma, sapete una cosa? Cardone non solo non assomiglia a nessuno di questi citati (o anche ad altri), ma nemmeno ci prova, neanche per un momento.
Il suo tenersi in equilibrio costante tra generi diversi destreggiandosi con la disinvoltura di un autore navigato è – una volta di più – la chiave che usa per prendere la rincorsa, buttarsi a capofitto in un racconto (che non è solo una pedissequa rivisitazione delle vicende del primo) e correre senza praticamente prendere fiato fino al finale, telefonato forse finché vi pare, ma del tutto soddisfacente e compiuto.
Ha delle lungaggini, alcune situazioni si ripetono (probabilmente una maggiore brevità avrebbe giovato (è quasi cento pagine più lungo di Italian way of cooking), delle ingenuità, ma è anche vitale, con delle belle idee, un bel ritmo, dei dialoghi che non perdono un colpo e, soprattutto, lascia la voglia di leggerne ancora.
Perché a tutti può capitare di imbroccare una bella storia, ma Cardone è chiaro che padroneggia bene anche altri linguaggi, in primis quello cinematografico e televisivo, dove la serializzazione garantisce lunga vita ai personaggi e quindi la sedimentazione nell’immaginario del lettore/spettatore.

La trama riprende grossomodo da dove si era conclusa nel romanzo precedente, e la storia e le vicende del protagonista (che, pur se circondato da una serie di comprimari tutti piuttosto ben scritti, resta uno e uno soltanto, sappiatelo) sono strettamente legate a quanto raccontato nel primo capitolo. Significa che senza aver letto Italian way of cooking non lo capirete? No.
Prima di tutto perché è un romanzo “leggero” e non è che ci vuole una scienza per entrare nella storia. Secondo, perché Pizza, mostri e mandolino ha tutti gli spiegoni comodamente condensati in apertura, in modo da permettere a chiunque di goderselo in autonomia.

Detto questo, se siete tra quelli che hanno letto anche il primo, apprezzerete di più tutta una serie di rimandi... e al massimo vi mancherà uno dei cattivi più riusciti degli ultimi tempi, a cui però Cardone sostituisce una nuova creatura che altro non è che un gigantesco, dichiarato e accorato omaggio al Re dell’horror.
Insomma, anche se continuo a pensare che un editing più impietoso l’avrebbe alleggerito di passaggi ridondanti e di qualche lungaggine, Pizza, mostri e mandolino merita, esattamente come Italian way of cooking la vostra attenzione.

Potete comprarlo QUI, in versione ebook per Kindle e iPad o in versione cartacea.


Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...