lunedì 27 febbraio 2012

Il lato oscuro della pubblicità.

Di Darth Vader (ormai autentica icona pop al pari di Batman o di Topolino) come protagonista negli spot pubblicitari non se ne può davvero più.
Però questo, realizzato dalla M&C Saatchi per la catena britannica PC World, è fatto davvero bene e merita un minuto del vostro tempo.

venerdì 24 febbraio 2012

9 poster INDUSTRIAli.

Il Linotype Industria è un carattere tipografico disegnato, tra gli altri, da Neville Brody nella prima metà degli anni ottanta.
Lo inclusi in una Top Ten delle mie font preferite e più usate di sempre, e tuttora cerco di inserirlo nei miei progetti.
Tempo fa, in un'oziosa operazione di redesign del poster cinematografico dei Blues Brothers, provai e scartai una dozzina di font per il titolo, senza riuscire a trovarne una che mi soddisfacesse.
E, alla fine, trovai che l'Industria ci stava proprio bene.
E, già che c'ero e avevo un po' di tempo e di ispirazione (ché, quando arriva, cerco sempre di non lasciarmela scappare), ho buttato giù qualche altro poster.
E anche qui ho cominciato a sperimentare varie soluzioni tipografiche... fino a trovarmi di nuovo a giocare con l'Industria, e a rendermi conto di quanto possedesse un'adattabilità straordinaria.
Funzionava sempre. Si prestava a un'infinità di incastri, funzionava spaziato, funzionava a blocchetto, piccolo, grande, con bagliore, con ombre, metallico, piatto, positivo e negativo.

I nove poster qui sotto, per inciso di alcuni tra i miei film preferiti in assoluto, li ho realizzati tutti con l'Industria... e sono una conferma visuale di quanto vi ho appena detto.
Cazzo, che invidia. Come vorrei averla disegnata io, una font così.

giovedì 23 febbraio 2012

Uno alla volta.

Il ronzio dei servomotori del carro funebre.
I nodi delle cravatte degli impresari delle pompe funebri.
Petali che cadono dalle corone e che poi qualcun altro spazzerà via dal cemento del sagrato.
Chi scrive le scritte sui nastri delle corone? Usa un pennello intinto in vernice dorata e copia da un foglietto dettato al telefono?
Perché quello non ha la faccia abbastanza seria? A che sta pensando?
L'espressione di Gianni chiuso nella bara. La cravatta che gli ha scelto Massimo pescandola da un cassetto.
Io gli sto dietro e non accanto. Non l'ho mai visto coi capelli così corti.
Non sembra abbattuto. Dovrebbe sembrarlo? È quello che ci si aspetta da un figlio che ha appena perso suo padre?
Non devo neanche provarci a entrare, nella sua testa.
Il prete parla di vita e mai di morte, a differenza di quanto dice Celentano.
La vita che non finisce, e che si accorda col primo principio della termodinamica.
In questa chiesa ci sono persone fermamente convinte del contrario. Ma sono qui e ascoltano parole che devono suonargli come filastrocche vuote mandate a memoria.
Ma stanno tutti zitti perché è quello che ci si aspetta da loro e perché, alla vedova e ai figli, del credo altrui in questo momento interessa poco.
In questo momento, ognuno è solo.
Io sono solo mentre guardo il display del cellulare silenziato che si illumina di chiamate e di messaggi di persone vive che vogliono raggiungermi, e sono solo mentre cerco di raggiungere persone morte compiendo un'astrazione mentale.
La vedova ha gli occhiali scuri e i capelli di quel colore che si vede che è finto ma sai quanto gliene frega adesso del colore dei suoi capelli.
Lo portano via e io gli vado dietro, quasi gli corro dietro.
Non l'ho mai visto, non l'ho mai conosciuto, non gli ho mai neanche parlato per telefono, e adesso gli trotterello dietro finché non lo ricaricano a bordo del Mercedes blu notte lungo sei o sette metri.
Prima a braccia, poi a servomotori.
Un signore in un piumino grigio e occhi celesti mi chiede informazioni sul modello, la marca e le caratteristiche del carro funebre. Forse il mio completo nero lo trae in inganno e pensa che ne sia l'autista. Ha sulla faccia il sorriso di chi pensa che non gli servirà mai.
Rientro in chiesa dove Massimo è ancora dentro.
E ha un'espressione sul viso che non so decifrare ma neanche mi ci provo.
Ma è una specie di sorriso di deandreiana memoria e in questa mattina di sole ci sta davvero bene.

mercoledì 22 febbraio 2012

Ma vedete di andarvene un po' affanculo, và...

Lo spot pubblicitario che sta girando in questi giorni per radio e in tv della nuova Panda (a proposito, è ufficiale: dopo questa e la nuova 500L, è chiaro che la 500 gli è venuta bella per sbaglio) è il più fastidioso, ipocrita e retorico che abbia mai sentito da tanto, tanto tempo.
Forse da sempre.

Ma con che coraggio.
Avete licenziato, cassintegrato, delocalizzato, soprasseduto, trascurato, sottostimato.
Avete dimenticato.
E adesso avete la faccia di affermare che fate parte dell'Italia che piace, col vocione roco di Ricky Tognazzi.

E, facili moralismi a parte, comunicativamente davvero non si è riusciti a fare di meglio che una scopiazzatura dello spot della Jeep Grand Cherooke dell'anno scorso?

martedì 21 febbraio 2012

“Questo è un momento pericoloso per te, in cui tu subirai la tentazione del lato oscuro!”


La pulce me l'ha messa Glauco quando ha annunciato sul suo blog l'acquisto del suo primo Windows Phone.
Pronunciando parole magiche come semplice, funzionale, privo di latenze (che poi sarebbero i "ritardi" che un'interfaccia presenta in risposta ai comandi impartiti dall'utente, una delle cose che più indispone il sottoscritto e lo scaraventa nel 1972 piuttosto che nel 2012)... e poi, diciamocelo, l'aspetto di Windows Phone Mobile è parecchio più moderno dell'iOS di Apple, che dal 2007 ad oggi ha mantenuto praticamente lo stesso look.



Certo, non c'è la disponibilità di applicazioni installabili come accade per iOS di Apple o per Android... ma è anche vero che di quei gadget non sono mai stato un grande fruitore, e, ad ogni modo, ho sempre un iPad per giocherellarci se proprio me ne viene voglia.
Metteteci che è uscito questo Samsung Omnia W, offerto con uno schermo super Amoled, una discreta dotazione di memoria di base (e la possibilità di espanderla, a differenza di iPhone), una batteria che vi porta tranquillamente fino a sera e un prezzo che la metà di un iPhone non ce la comprate...
Bello. Mi piace. Senza offesa, Steve, ma io una chance alla concorrenza gliela dò, ok?
Così, tanto per provare.

lunedì 20 febbraio 2012

Suspended in gaffa.


Un paio di weekend fa sono rimasto praticamente bloccato dentro casa (fatta salvo una sortita al supermarket preso d'assalto da bande di cittadini convinte che l'assedio della neve sarebbe durato settimane o magari mesi) e così ho avuto tempo di iniziare e finire, nel giro di un pomeriggio, questa cosa in Photoshop.

Sono partito dalla foto della modella qui sotto (di cui mi sono innamorato sin dal primo istante), quindi ho iniziato a lavorarci sopra, stratificando una cinquantina di livelli.
Il titolo me l'ha fornito una vecchia canzone di Kate Bush, risalente all'epoca in cui bastava saltellare in un granaio e guardare fisso in camera per girare un videoclip, e il risultato finale, se vi piace, potete scaricarlo nelle versioni desktop, iPad e iPhone da QUI.

domenica 19 febbraio 2012

48

Questa domenica sono quarantotto anni che abito su questo pianeta.
Il dettaglio sospetto è che mi sembra di averne compiuti ventotto giusto lo scorso anno e che dai trenta ai quarantotto il tempo abbia avuto uno scorrimento anomalo. Ma sul serio.
Dai trenta ai quarantotto ci sono arrivato in una manciata di secondi.
Sapete come quando avete l'impressione che qualcuno schiacci il tasto avanti veloce?
Ecco, questa strisciante, spiacevole sensazione.
Comunque sia... va bene anche così.
Sono contento delle cose che sono riuscito a fare, e soprattutto delle emozioni che sono riuscito a provare e a far provare.
Invece, per tutto quello che non sono riuscito a fare non incolpo nessuno. Vabbè, no... in alcuni casi incolpo me stesso.
Ed è questo il mio personalissimo regalo per i miei quarantotto anni.

sabato 18 febbraio 2012

Skrillex.

Posso raccontarvi l'ultimo EP di Skrillex in poche, semplici parole: suona come avrebbe dovuto suonare il nuovo disco dei Prodigy di un paio d'anni fa, piuttosto che quella mosceria di Invaders Must Die che mi aveva illuso con due ottimi (ma non straordinari) singoli.
Bangarang colpisce più duro e più a fondo di Scary Monsters and Nice Sprites che pure era una delle poche ventate d'aria nuova dello scorso anno, e me lo sentendo a rotazione da un paio di giorni.
Fortissimamente consigliato.

PS Sconsiglio, invece, il taglio di capelli alla Skrillex.
So che molti lo stanno imitando, ma io mi limito a dirvi: beh, pensateci.

venerdì 17 febbraio 2012

Oggi è la giornata Mondiale del gatto.

Che a me le "giornate mondiali", "giornate internazionali", "giornate del condominio" di questo o di quello mi hanno sempre lasciato freddino, ma stavolta mi danno la scusa per postare un po' di foto, vecchie e nuove, di Elvis (quello grigio) e Teppa (l'altro).

E ricordate: i gatti sono speciali.
Più di me. Più di voi.

Sono al di sopra delle meschinerie umane, e si vede lontano un chilometro.
Si vede già da come si muovono, e da come osservano il mondo.
Prendete con voi un gatto: la vostra vita migliorerà, e non sto affatto scherzando.

giovedì 16 febbraio 2012

Bello. Stronzo.

Maurizio mi segnala quella che è probabilmente la più bella custodia per iPad attualmente in circolazione (a meno di trenta euro, QUI).
E, visto che va bene solo per l'iPad 2 che lui ha e io no e quindi me l'ha linkata solo per farmi rosicare, passerò la mattinata a sperare che il suo iPad gli scivoli di mano e si schianti su una lastra di granito.

mercoledì 15 febbraio 2012

[RECE] Millennium - Uomini che odiano le donne

E che vuoi dire di un film che si basa su un buon romanzo (che non ho letto, ma che tutti concordano nel giudicare tale), ha uno script a orologeria, una regia misurata ma autoriale, una magnifica fotografia, un'ambientazione livida, delle ottime prove d'attore e una potentissima colonna sonora?

Dico che, pure se di film su commissione si tratta (anche se dopo le ultime consacrazioni di pubblico e critica, davvero non immagino perché Fincher si presti ancora ad operazioni del genere)… ma ad avercene, di marchette così.

Perché questa sua rivisitazione di Uomini che odiano le donne, dopo un paio di pellicole che mi erano piaciute poco e niente (Il Curioso Caso di Benjamin Button e The Social Network) è davvero, davvero ottimo.

Atmosfere, ambientazioni e parte dell'intrigo mi hanno ricordato parecchio L'Uomo nell'Ombra (un'altro piccolo capolavoro) e pochissimo il precedessore di Niels Arden Oplev (che avevo trovato televisivo e poco coinvolgente).
Se proprio volessimo trovargli un difetto, si potrebbe notare che, sottratto il personaggio di Lisbeth Salander dall'equazione (aggressivo ma fragile, repulsivo ma magnetico, nerissimo ma con l'innocenza di un animale maltrattato), forse Millennium sarebbe stato un thriller come troppi altri... e invece no.
Insomma, da vedere.

ps Ricordate i titoli di testa del Seven di Fincher che ridefinirono lo standard in questo campo?
Beh, quelli di Millennium, realizzati da Blur Studios, sono addirittura migliori e probabilmente tra i migliori che abbia mai visto in assoluto.
Qui sotto, in HD. Enjoy.

martedì 14 febbraio 2012

Le percezioni nel mondo della pubblicità.

Su Facebook gira da un po' in una versione brutta, in inglese e a una risoluzione di merda.
Siccome contiene alcune divertenti verità, ve la riciclo ripulita, rivista e tradotta.
Stampatelo, piegatelo, ficcatelo nel portafogli e tiratelo fuori ogni volta che vi viene la tentazione di lavorare in pubblicità.

lunedì 13 febbraio 2012

Mazza che gianna.

Prima che tutta la storia della neve a Roma diventi fuori moda...
Se vi aveva divertito QUESTO, lo farà anche questo.

Io odio Photoshop. Io adoro Photoshop.

Io che con Photoshop mi ci guadagno il pane quotidiano, ho trovato bellissimi questi due video.
Ve li rigiro.

sabato 11 febbraio 2012

Do Androids Dream Of Electric Sheep?

Che, come titolo di un romanzo, è già una micro-opera d'arte.
Questa mia photoshoppata è un omaggio al grande Philp K. Dick.
Se vi piace, QUI le versioni per iPad e iPhone.

giovedì 9 febbraio 2012

Cosplay in progress.

Siamo appena agli inizi e il lavoro è parecchio.
Ma promette bene.

mercoledì 8 febbraio 2012

Un'emozione ti salverà.


Andrew Kim tempo fa ha compiuto alcune belle considerazioni sul design, partendo da Apple e dai suoi numerosi imitatori per poi arrivare a temi più stratificati che non il semplice aspetto delle cose.
Focalizzando lo sguardo sulla difficoltà – e talvolta, la completa incapacità – dell'industria di riversare nei suoi prodotti metafore d'uso logiche e e coerenti.
Ma pigliamola larga: in passato, la forma degli oggetti era dettata direttamente dalla funzione a cui questi assolvevano: la forchetta, ad esempio, ha i rebbi posizionati a una certa distanza l'uno dagli altri per poter infilzare comodamente il cibo. La sedia ha quattro gambe per sostenere correttamente il nostro peso e in modo equilibrato; un paio di cuffie ha due padiglioni e un archetto per far aderire due altoparlanti alle nostre orecchie, e così via. In parole povere, le cose sono correlazionate al reale, e come tali sono "oneste" in un mondo "analogico".


Forchette, sedie e cuffie sono facilmente comprensibili in termini di funzione: chi è chiamato a disegnarne, sa che il progetto sarà strettamente vincolato dalla funzione e dall'utilizzo, rendendo – apparentemente – difficile per un designer immaginare un prodotto dissimile da quello di un concorrente.
In realtà, considerando la grande varietà esistente nel design di forchette, sedie o cuffie (sono solo tre esempi) appare chiaro a tutti come l'aspetto di questi oggetti possa variare anche notevolmente, dal minimale all'appariscente... passando per il giocoso, l'opulento, il kitsch e parecchio, parecchio altro.



Ma le cose diventano diverse, almeno da qualche anno a questa parte, se si parla di telefoni cellulari. Tra gli anni novanta e i duemila, abbiamo assistito a una gran varietà di forme e soluzioni estetiche, nonostante i telefoni facessero tutti più o meno le stesse cose. Poi, nel gennaio 2007, arrivò l'iPhone, e tutto cambiò.
Nel giro di qualche mese, i telefoni hanno iniziato ad assomigliarsi tutti… o, meglio, ad assomigliare ad un iPhone.



Guardate l'immagine qui sopra. A sinistra, il connettore per iPhone e iPod che Apple ha introdotto nel 2003. A destra, quello Samsung (che in questo post sarà un po' al centro del mirino, ma non è certo la sola) commercializzato nel 2008.
In molti casi, a medesime richieste tecniche si supplisce con un design simile… ma, in questo caso, direi che c'è stato qualcosa più di una semplice ispirazione. O no?

Partendo dall'assunto che necessità simili portano a soluzioni estetiche simili, ogni paio di cuffie dovrebbe avere lo stesso aspetto: sono tutte dotate di due padiglioni e un arco di raccordo. Ma in realtà non si assomigliano tutte.
Ora, ognuno di noi ha le sue idee su come dovrebbe essere l'oggetto che desidera comprare, giusto? È anche una questione di identità. Di personalità.
E Samsung cosa mi propone? Il Galaxy S è chiaramente un'imitazione di un iPhone… sia nell'estetica che nell'interfaccia del sistema operativo, per finire con le fotografie ufficiali.




Poi, naturalmente, le differenze esistono, eccome. A livello di hardware e di usabili del sistema. Ma è innegabile che esista, da parte di Samsung, un approccio del tipo "voglio sembrare quello là".

Il risultato è che non c'è nessuna "anima" in un Samsung Galaxy. Non esprime niente di suo. Cellulari come il Sony Ericsson Xperia o il Nexus One dimostrano che uno smartphone non ha bisogno di assomigliare ad un iPhone. Tempo fa, Apple ha richiesto in sede legale che i tablet samsung adottassero un form factor diverso dall'iPad… e furono in parecchi a replicare indignati che era una richiesta arrogante e irragionevole. Voi dite? Osservate i profili laterali di alcuni tablet di recente produzione. Il Samsung è il solo facilmente confondibile con l'iPad.

E, sì, probabilmente è difficile fare un tablet che non assomigli a un iPad. Ma è esattamente questo il lavoro dei designer. E i consumatori hanno diritto di chiedere alternative estetiche. Si possono capire, naturalmente, le ragioni di di Samsung: imitano il prodotto leader di mercato. Ma Samsung possiede un enorme potenziale creativo. Il portatile NS310 progettato da Naoto Fukasawa, o il lettore DVD H-1080 che assomiglia ad un ciottolo (li vedete qui sotto) lo dimostrano.



Samsung è il secondo produttore di elettronica al mondo: produce di tutto. E non posso credere che non abbia al suo interno dei bravi designer. Se volesse, potrebbe costruire il miglior telefono al mondo.
Eppure, confrontato sullo stesso mercato, Samsung vende veno di Apple.
Perché?
Perché molti dei loro prodotti non hanno alcun valore emotivo.

La concorrenza è il modo più veloce di innovare.
È così che gli americani sono arrivati sulla luna. È così che abbiamo avuto automobili più sicure, più confortevoli e più economiche nei costi d'esercizio. È così che i computer sono diventati abbordabili praticamente per chiunque, dopo essere macchine che solo l'esercito o le grandi università potevano permettersi.
Insomma, voglio vedere qualcuno sfidare Apple. Ma non voglio vedere dei semplici cloni.

È difficile progettare qualcosa di nuovo, lo ammetto... e progettare un nuovo tipo di telefono è di certo più difficile che progettare una forchetta o una sedia.
E la tentazione di copiare chi vende di più è forte, ma significa anche smettere di innovare.
Il problema è che Apple è troppo brava a produrre oggetti.
A mio parere, un vero design minimalista ha senso solo se riveste un hardware di altissima qualità accoppiato a un software altrettanto buono.
Quando si copia un iPhone, si finisce solo per apparire come una cattiva imitazione, anche se il prodotto funziona comunque bene e – in alcuni casi – è addirittura tecnicamente più performante.
Il primo punto di forza di Apple è l'emozione che generano i suoi prodotti. Tutta la filosofia del suo brand si basa su quest'emozione.
Il design genera un'emozione.
Gli Applestore e il loro personale generano un'emozione.
Persino spacchettare i prodotti Apple genera un'emozione.


Io mi ricordo chiaramente la prima volta che usai un Mac o ascoltai musica col mio primo iPod, e non è per caso.
È frutto di una strategia e di una filosofia assolutamente geniale, che non si può improvvisare dall'oggi al domani.
C'è un surplus di offerta nel mercato dell'elettronica di consumo, e il solo modo di catturare i consumatori (o di sottrarli ad Apple) è puntare sull'impatto emotivo.
Una lezione che hanno capito molto bene, ad esempio, nell'industria automobilistica, rivestendo di connotati emozionali – e a volte persino sessuali – macchine con prestazioni, consumi e dimensioni praticamente identiche.

Quindi?
Quindi, ancora aspetto qualcuno che mi proponga un telefono "desiderabile" almeno quanto un iPhone. Mi piace abbastanza il Nokia N9, ma non al punto da spendere tutti i soldi al quale viene offerto.
Vorrei vedere diversità, l'emozione e lo spirito di innovazione che riesce a trasmettere Apple. Non mi interessano le imitazioni di iPhone. È di nuovo tempo di cambiare. È tempo di uscire sul mercato con qualcosa di diverso.


Quelli qui sotto sono solo alcuni dei concept che ho trovato in rete, e molti di essi li trovo assolutamente "desiderabili".
Ma ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di metterli in produzione?

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