sabato 7 giugno 2014

La vita è come una scatola di cioccolatini.


Vi avviso: è un post piuttosto lungo, poco o nulla allegro ma, per alcuni versi, terapeutico (per me) e (per qualcun altro) chiarificatore sulla mia scarsa presenza sul mio blog, sui vostri e sui social in generale.

Come vanno le cose?
Abbastanza male. Grazie. Immagino che un paio di stronzi/e ne saranno contenti, che la maggioranza sarà giustamente indifferente e che a qualcuno dispiacerà.
È così che vanno le cose.
Detto questo, oggi sto abbastanza bene da portare avanti impicci e lavori, e quindi anche per aggiornare il blog (per onestà, devo pure dirvi che ho un sacco di tempo da ammazzare)… e poi siete in tanti che ancora passano di qui, e sparire nel nulla non è mai stato elegante per nessuno.

Facciamo qualche passo indietro.
Tipo, fino allo scorso dicembre.
A ripensarci ora, per quanto adesso possa sentirmi un idiota, immagino non avrei potuto farci niente comunque. Se qualcosa inizia a scricchiolare in quell'ammasso di organi, muscoli e nervi che poi è il corpo che hai ricevuto in dotazione, la tua prima reazione è minimizzare (a meno che tu non sia un ipocondriaco… ma non è questo il mio caso).
In altre parole, se l'uomo medio sente un doloretto alla schiena un lunedì mattina mentre si issa ad aprire il cassonetto, non è che quello il martedì corre a farsi una lastra. 
Si costruirà mille spiegazioni, parecchie delle quali assolutamente plausibili e perfettamente sensate, e, nove volte volte su dieci, aspetterà che passi da solo. 
Uno psicologo la chiamerebbe negazione, altri superficialità, ma, diciamocelo: la maggioranza di noi, per via della natura umana (conoscete?), tende a sottovalutare certi segnali, o, ancora peggio, attribuirgli un'interpretazione di comodo.

Per questo motivo, quando – reggendo due borse di acquisti prenatalizi per mano – salgo fino al mio appartamento (un secondo piano senza ascensore) e arrivo alla porta col fiatone, la prima spiegazione che la mia parte negazionista formula è: "Minchia, sto davvero invecchiando. Zero anni di sport su cinquanta di vita alla fine si stanno facendo sentire".
Pensiero cancellato naturalmente cinque minuti dopo, una volta ripreso fiato, attaccato l'iPod allo stereo e sistemate le robe in frigo e negli armadi.
Perché i campanelli d'allarme squillano. Come gli antifurti sotto casa. Ma nessuno scende mai a vedere se qualcuno sta rubando effettivamente qualcosa, giusto?

Sbagliato, perché al fiatone poi arriva a fare compagnia una tosse stizzosa, che ben presto fa comunella con un respiro rumoroso che sembra che fumi dalle elementari e invece in vita mia avrò messo in bocca dieci sigarette in tutto (e tutte per darmi un tono prima di buttarle via con la faccia schifata).

Intanto, il me stesso che era tornato dall'ultima Lucca Comics bullandosi dentro di sé di essere rientrato ogni sera in albergo più fresco e riposato di parecchi altri suoi compari cosplayer con svariate primavere in meno sul groppone, è irreperibile.

Al suo posto c'è un tizio che inizia a chiedersi seriamente se non debba per caso iscriversi in uno di quei luoghi di perdizione ed edonismo e sudore che sono le palestre, comprare dei pantaloncini ridicoli, una fascia per capelli con una virgola bianca ricamata sopra e cercare di recuperare quella Forma Perduta che tanto gli permetteva di illudersi di continuare a cazzeggiare come un trentenne fresco di laurea. Ad libitum.
Invece, decide di farsi qualche analisi, i soliti prelievi di sangue e un bell'ECG, che viene fuori così regolare che lo posta persino su Facebook, tanto per ribadire, magari più a se stesso che ad altri, che sotto la pelle e la carne, c'è un cazzo di Terminator.

La realtà è che è difficile, anche per un negazionista medio come me, concliare quei risultati col fatto che, fattosi febbraio, respiro sempre peggio, e che, così, giusto per stare sicuri, tempo e soldi per una lastra al torace si trovano e così esco dal primo laboratorio di radiologia che trovo con un rotolo di fogli di plastica neri che porto a decifrare dagli Oracoli dell'era moderna. I dottori.

Il fatto che dentro la mia testa una pallina d'acciaio da flpper inizi ad andare su e giù sbattendo contro le pareti come cercando di imboccare un'uscita è qualcosa che avverto a malapena e metto sotto silenzio sotto la voce "paranoie".

E il mio medico ci mette del suo, osservando tranquillissimo le radiografie e dicendo di non preoccuparmi, che sembra uno spostamento di uno dei polmoni causato da un trauma, e con me che cerco di ricordarmi se sono caduto dallo scooter negli ultimi dieci anni, ma no, i miei voli dalla Vespa li ho fatti ma ancora giravano le ragazze coi capelli cotonati e il trucco alla Cindy Lauper, quindi, sai che c'è?, facciamo una TAC e ci togliamo il pensiero.
Così riarrotolo i miei fogli neri e me ne torno a casa, ma senza riaccendere l'iPod sotto il casco, perché la pallina ha ricominciato a fare casino e non mi godrei la musica. 

Così come pian piano smetto di godermi altre robe, i sensi all'improvviso tesi a monitorare nuovi eventuali campanelli d'allarme che potrebbero fornirmi un indizio che una macchina a raggi X non è riuscita a cogliere.
Intanto s'è fatto Aprile, sto facendo conoscenza di alcune strutture sanitarie romane che fino all'altro ieri non erano che scritte sui cartelli stradali, e mi sdraio dentro una grossa macchina bianca, rotonda, lucida e col logo della General Electric in bella vista. La macchina scansiona il mio torace facendolo in mille fette elettroniche che poi dà in pasto a un'altra macchina amica sua.
Guardo il soffitto sopra di me, mentre la macchina mi ronza addosso.
Mi sento bene.
Mi sento male.
Penso che potrei restare dentro questa macchina bianca per sempre, a fissare il logo General Electric, cullato dal ronzio dei servomotori, congelato in un'illusione di protezione meccanica per tutto il resto della vita, senza dover scendere dal ripiano imbottito e scoprire cosa mi hanno scovato dentro.

Sono in tanti a dire che vogliono la verità, tutta la verità, nient'altro che eccetera eccetera. Non è che a me non interessi, ma per certe verità non c'è tutta questa fretta.
O magari, è esattamente il contrario, e io so anche questo.


È una mattinata soleggiata di sei o sette settimane fa che, in una stanzetta dell'ospedale Forlanini, un chirurgo dalla testa accuratamente rasata e più giovane di me di qualche anno, osserva le immagini digitalizzate della mia trachea su un monitor ad alta risoluzione e, senza troppi giri di parole, mi serve una delle mani meno favorevoli della mia vita, dando un nome e una spiegazione ai miei malanni, e in quel momento esatto la pallina nella mia testa imbocca l'uscita e ne finisce ingoiata.
La seguono nello scarico, come giocattoli galleggianti in una vasca, tutte le spiegazioni plausibili e iperrazionali messe in piedi negli ultimi mesi da una qualche sezione specializzata della mia testa, lasciando solo una riga di sporco sulla ceramica.


Mi sento come quello che ha pescato la pagliuzza più corta e vorrei raccontarvi che non sono stato troppo a rimuginarci sopra e anzi sono passato ad affrontare realisticamente la faccenda per la prima volta in cinque mesi, ma non è stato così.
Passo i successivi giorni con la testa piena d'ovatta, a scorrere pagine web utilizzando keywords diverse dalle solite Christina Aguilera hot high heels babes barricandomi metaforicamente dentro la testa da quelle parolette pronunciate dal chirurgo, ma con le finestre spalancate a farle tornare dentro un attimo dopo, perché scemo quasi certamente sì, ma pazzo non ancora.

Scoprire di non essere un Terminator mi ha lasciato sinceramente sorpreso, e più di ogni altra cosa la sensazione è quella di uno a cui hanno appena acceso la luce nella stanza dove stava camminando tranquillo e scopre di trovarsi su una passerella sospesa su un abisso.


E questo ci porta a:
...adesso.
Si è affrontato il problema per tempo e nella maniera giusta.
Il chirurgo dalla testa rapata era tutto contento perché "è stato un intervento bellissimo", qualsiasi cosa volesse dire e la situazione sembra essere sotto controllo.
Sono fuori dal Forlanini già da qualche giorno e io cincischio in giro senza avere troppo da fare per la prima volta in, diciamo, vent'anni.
È una mattinata come tante e, se me lo chiedeste, vi direi che è un periodo in cui, tenendo conto delle mie generali condizioni di salute, non posso davvero lamentarmi.
Quanto ai cioccolatini del titolo, beh, direi che non serve che ve la spieghi.

42 commenti:

mawi ha detto...

"La merda capita" come diceva Forrest. L'importante è come se ne esce. E tu ne sei uscito bene. E questa è una grossa botta di culo.

CervelloBacato ha detto...

Quando la salute ci va di mezzo tutto il resto passa in secondo piano, e ti si mette in testa solo quel pensiero, continuamente. L'importante è che ora si sia risolto e vada meglio, e che tu sia sereno.

Anonimo ha detto...

hei Luke, non fare scherzi da prete...ok...??

di amici sinceri, ce ne sono pochi, quindi bisogna tenerseli stretti.

scrivi, commenta ed eruduscici come tu sai fare...!
Beppe

ps.
che ne pendi dell'ultimo di Tom Cruise...?
a me non è dispiaciuto, a parte il finale raffazzonato

Persefone ha detto...

C'é poco da dire senza cadere nel banale.
Mi fa piacere che si sia risolto e che tu stia bene.
Un abbraccio

sommobuta ha detto...

Ok, arrivato alla fine ho tirato un vero sospiro di sollievo.
Dopo il cioccolatino "andato a male", il cioccolatino "dolce ed eccellente". :D
E siamo contenti per te.

Simone ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Simone ha detto...

Quando vedi queste cose capitare a persone che non conosci in un certo senso non riesci a capire tutto quello che c'è dietro, o magari lo capisci ma cerchi in un certo senso di tenerti a "distanza" dall'aspetto emotivo.

Poi quando invece tocca a te o a qualcuno che conosci o al quale sei in qualche modo legato le cose cambiano completamente. Meno male che sta andando tutto per il meglio... e questo racconto che ne hai fatto è davvero bellissimo.

Simone

Samantha Baldin ha detto...

Ho letto tutto in apnea... purtroppo negli ultimi mesi sono stata spesso assente dalla rete (se non per pochi minuti ogni tanto) e non ho visto i commenti in fb e altro, quindi era tutto nuovo per me. Luca, non sai quanto mi spiace. Sono però sollevata nel saperti fuori pericolo (perché è così, vero? Ho capito bene?)... Stai bene, ora?

mawi ha detto...

In fondo, hai avuto il primo problema serio di salute a 50 anni e lo hai risolto alla grande. Ci puoi stare.

Paolo Lucciola ha detto...

Beh... L'importante è che il peggio sia alle spalle :-)

Hirilaelin ha detto...

Dàje, Luke!
Li stai facendo gli antibiotici?
E l'aerosol?
E la respirazione diaframmatica?
E la metti la maglia di lana? Che significa "fa caldo"... La metti?
Guarda che chiedo ad Ari, eh... ;)

Ariano Geta ha detto...

Cazzo Luca, confesso che man mano che procedevo nella lettura del post sentivo una vocina in testa che ripeteva "non può essere, non può essere".
Le ultime righe sono in qualche modo tranquillizzanti, se il medico ti ha detto che l'intervento è andato bene, beh, non penso che spari cazzate.
Capisco la bruttissima sensazione di non sentirsi più Terminator, però, che dire, purtroppo, siamo esseri viventi ben lontani dal poterci definire perfetti.
Ti faccio un'egoistica preghiera: sei già stato molto coscienzioso a tenerti tutto dentro e a fare outing solo nel momento in cui sembra che la tua situazione abbia preso una svolta positiva. Ora però, mi raccomando, continua ad aggiornare il blog anche solo due righe tipo: "Procede tutto bene".
Per tutti noi che ti seguiamo sarà sempre un piacere leggerle.

Ariano Geta ha detto...

Cazzo Luca, confesso che man mano che procedevo nella lettura del post sentivo una vocina in testa che ripeteva "non può essere, non può essere".
Le ultime righe sono in qualche modo tranquillizzanti, se il medico ti ha detto che l'intervento è andato bene, beh, non penso che spari cazzate.
Capisco la bruttissima sensazione di non sentirsi più Terminator, però, che dire, purtroppo, siamo esseri viventi ben lontani dal poterci definire perfetti.
Ti faccio un'egoistica preghiera: sei già stato molto coscienzioso a tenerti tutto dentro e a fare outing solo nel momento in cui sembra che la tua situazione abbia preso una svolta positiva. Ora però, mi raccomando, continua ad aggiornare il blog anche solo due righe tipo: "Procede tutto bene".
Per tutti noi che ti seguiamo sarà sempre un piacere leggerle.

Davide Mana ha detto...

È un giro di boa.
Che uno preferirebbe evitare, ma non potendo decidere, cerca di ricavarne il massimo.
Un segnale che siamo mortali arriva, prima o poi - a me è arrivato nel 2013, e mi ha lasciato sbalestrato per sei mesi, ed era una cosa infinitamente più leggera di quella che descrivi.
Quindi ok cincischiare, ok "perdere tempo", ok ritrovare i propri ritmi.
E intanto, fai una tacca sul calcio della pistola - anche questa volta, sei stato il pistolero più veloce.
Forza!

Angelo ha detto...

Senza giri di parole, a un certo punto me la stavo facendo addosso. Non che certe cose non succedano ma il tono sembrava virare verso un "prognosi di x mesi ed adios", mi stava uscendo il fegato da un orecchio.
Se è andato tutto OK come dici, posso solo dire di esserne felice. Quanto all'essere più o meno eterni, più o meno Terminator, vale la frase standard "ecchisenefotte".
Rimani con noi, non dico che ci si diverta sempre ma almeno ogni tanto ti si farà ridere.

Simone Odino ha detto...

Un abbraccio, virtuale, ma forte, da un tuo sconosciuto seguace. Anzi, duemilauno abbracci.
Forza!

LUIGI BICCO ha detto...

Mi sa che rientro in quelli a cui sarebbe dispiaciuto. Mi sono letto tutto d'un fiato il post e sudavo. Sono sincero. C'entra il fatto che mi sarebbe dispiaciuto e il fatto che, in parte, sono ipocondriaco (non tanto, a dire il vero, ma un po' si). Ho sudato fino all'ultimo paragrafetto. E lì ho tirato un sospiro di sollievo, si.

Ma comunque.

Un abbraccio forte, Luke. Permettiti di cazzeggiare in giro senza pensare a nulla.
Un abbraccio grosso grosso.

Gianluca Santini ha detto...

Lettura intensa, cavoli.
Sono felice che la situazione sia di nuovo positiva.

Ciao,
Gianluca

Jack ha detto...

un abbraccio anche da parte mia.
ciao jack

Jack ha detto...

un abbraccio anche da parte mia.
ciao jack

Ettone ha detto...

Mi ha commosso la tua telefonata e mi ha commosso leggere tutto il tuo post. TVB amico!

Ettone ha detto...

Mi ha commosso la tua telefonata e mi ha commosso leggere tutto il tuo post. TVB amico!

Batman ha detto...

Sono contento che tutto si sia risolto per il meglio, Luke.
Ciao

andreapettini.blogspot.com ha detto...

...**ZZO!! Se riesci a scrivere un post così lungo, vul dire che stai bene, o - almeno - molto meglio ( una sorta di hit parade dei progressi post operatori!).

Anonimo ha detto...

"Sopravvivenza a 5 anni 80-100% nelle forme tipiche" (wiki)

Come dire che oltre 5 anni nessuno si azzarda a fare previsioni. Ma anche se 5 anni sono pochi (specialmente alla tua età) in 5 anni, o più, di cose ne càpitano, anche le più strane; magari ti crolla in testa la veranda di casa, tanto per fare un esempio inverosimile.
Pensa che beffa: esci a stendere i panni e PAM! Sepolto sotto le macerie.
Solo l'autopsia rivelò la presenza di un carcinoma polmonare che lo avrebbe certamente condotto alla morte, qualora non diagnosticato in tempo.

Mi sa che vivi sotto una buona stella ma tendi a dimenticartelo.

In bocca.
Ciao

Nonu Aspis

Mr. Lunastorta ha detto...

Son felice che tutto sembri essersi risolto per il meglio!

In bocca al lupo da un affezionato lettore! ;)

Marvin ha detto...

Luca mi spiace davvero per le tue vicissitudini, chiamiamole così. Collega la batteria secondaria e torna ad essere il Terminator di prima.

Auguri.

Anonimo ha detto...

O_O
orpo boia.
devo dire che mi dispiace Luca.
cioè, sono contento che le cose stiano andando "bene" (mi sembra di capire "al meglio di quanto possano andare"), ma mi spiace che tu sia passato per questa cosa.
in generale potrei far parte della maggioranza a cui non gliene frega 'na fava, in fondo non ci conosciamo, ma visto che in fondo ogni tanto mi butti lì un pensiero interessante su questo blog, beh, in una qualche maniera "un servizio" me lo rendi, e quindi sono dispiaciuto dei tuoi travagli.

per esempio, credo che l'immagine della luce accesa con la passerella sull'abisso sia molto bella ed efficace.
credo anche che per molti, per quanto possa suonare strano, cose di questo genere se si riescono a superare lascino più strascichi positivi che negativi: ricordano che, appunto, nessuno di noi è un terminator e che È NECESSARIO prendersi cura di sè e della propria felicità, per il maggior tempo possibile.

ora, per augurarti di tornare al più presto a pensare a ciò che immagino ti dia soddisfazione, ti chiedo: sinceramente, ti piace il logo della general electric? io lo trovo un po' inutile...

in bocca al lupo...

F

Damiano ha detto...

Ok Luke, tutto ok. La vita è fatta anche di queste cose.
Ci sono delle cose, dei fatti, degli avvenimenti che per uno strano giro del destino capitano a chi è in grado di sopportarle.
E parlo anche per esperienza personale.
Un amico una volta mi disse: "tu penserai che ti stia dicendo una cazzata, ma se riesci a trovare qualcosa di positivo nel male, vedrai che riuscirai ad affrontare meglio le cose future e apprezzare di più il presente".

Certo, come no, é proprio una cazzata.
Ma alla fine c'ho creduto.

Fabio F ha detto...

Spero tu stia meglio.
Ciao

Moreno Pavanello ha detto...

Grande Luca. L'importante è uscirne.

Dama Arwen ha detto...

Beh, in pvt ci siamo già scritti abbastanza in questi giorni, ti abbraccio virtualmente anche da qui :-)

Lady Simmons ha detto...

Tanto per cominciare, sei sempre un cazzo di Terminator e non si discute.
Leggo solo ora e mi dispiace, e ti abbraccio fortissimo.
Sono contenta di leggere che ti senti bene adesso e che l'operazione sia andata come doveva.
Prenditi cura di te, fermati e goditi le cose che ami, ma soprattutto fatti coccolare.

Lady Simmons ha detto...

Tanto per cominciare, sei sempre un cazzo di Terminator e non si discute.
Leggo solo ora e mi dispiace, e ti abbraccio fortissimo.
Sono contenta di leggere che ti senti bene adesso e che l'operazione sia andata come doveva.
Prenditi cura di te, fermati e goditi le cose che ami, ma soprattutto fatti coccolare.

dactylium ha detto...

Sono situazioni che cambiano del tutto la prospettiva su ogni altra cosa, e uno si chiede invariabilmente perché, come se la ragione mitigasse il senso di smarrimento.

Ti auguro di stare bene.
Credo ci sia poco altro da aggiungere.

In bocca al lupo!
Gabriele

Daniela Vio Benedetti ha detto...

Un abbraccio. L'ennesimo.

Planetary ha detto...

Beh, la collina l'hai salita, sei arrivato in cima e ora scendi :)
In bocca al lupo per ilr esto :)

Angel-A ha detto...

Arrivo tardi a leggere!!!! Spero che adesso sia tutto alle spalle... mi unisco al coro di baci, abbracci e incoraggiamenti!!!!! ^_______^

Angel-A ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Angel-A ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Maura ha detto...

Spero sia tutto alle spalle e soprattutto non ci siano stati strascichi.
Queste cose colpiscono spesso "a ciel sereno", ma l'importante è reagire. Un forte abbraccio.

paroleperaria ha detto...

La prima parola che mi è venuta in mente è stata "minchia!"...
Era davvero tanto che non leggevo qua (come altri blog) e che, in generale, latito anche sul mio...
Luca, sono contenta che sia andata bene... non so cosa altro dire per non diventare banale, ma sono davvero contenta.
Un abbraccio