mercoledì 4 marzo 2009

A proposito di percezioni...

Quello che vedete qua sopra è un interessante esperimento che dimostra quanto in profondità certi loghi e certe associazioni si siano fatti strada nella nostra mente, al punto che nessuno di noi, ormai, "legge" più il contenuto testuale di un logotipo, ma semplicemente lo "percepisce" come un insieme unico di forme e colori.
È una caratteristica tipica del nostro cervello, strettamente legata ai meccanismi che questo utilizza per codificare le informazioni e decodificarle quando siamo colpiti da un determinato stimolo.
Gran parte di questo lavoro viene compiuto in maniera del tutto automatica (la cosiddetta "memoria non consapevole"), ma le aree del cervello demandate alle funzioni superiori, situate nella corteccia (lo strato più esterno e più recente) mantengono sempre un livello di supervisione, anch'esso inconscio, ma che, se è il caso, fa scattare una specie di "allarme".
Esattamente il tipo di allarme che ci suggerisce che, leggendo "Ford" nel logotipo Ferrari, esiste un qualche tipo di discrepanza con un'immagine "campione" memorizzata in precedenza.
La percezione della realtà è, per molti versi, più interessante della realtà stessa.
E l'analisi di tali percezioni può raccontarci moltissimo su noi stessi.

11 commenti:

Dama Arwen ha detto...

mmhh.. tipo? cosa racconta di noi stessi? Tu che esempi puoi portare?

CyberLuke ha detto...

Prendi, per esempio, la "lettura" diversa dello stesso fenomeno che compiono due persone diverse.
Il fenomeno è lo stesso, ma assai raramente le interpretazioni (basate sulle nostre percezioni) coincidono.
La percezione può essere falsata e distorta da un'infinità di fattori, primo tra tutti l'emotività del momento.
Un esempio classico?
Prova a chiedere a due persone che si sono lasciate litigando come sono andate le cose.
Ammesso, naturalmente, che siano entrambe sincere nel raccontarne i termini, quasi certamente otterrai due versioni significativamente diverse.
Eppure, il fenomeno è lo stesso.
Come a dire che la realtà oggettiva, se esiste, comunque lo è solo a livello teorico.
Ognuno di noi percepisce la realtà in maniera diversa, anche se, necessariamente, molte cose vanno ricondotte ad una sorta di "oggettività comune" per permetterci di vivere in società... ;)

Simone ha detto...

Ma solo io non mi ero accorto che i loghi erano "diversi" prima di leggere il post? ^^

Simone

laFra ha detto...

no: pure io!

Dandia ha detto...

E' vero: le interpretazioni di uno stesso fenomeno possono cambiare molto per le diverse persone o anche per la stessa persona se posta in condizioni differenti.
Però l'esempio che hai postato tu mostra un aspetto diverso della percezione (tipico della percezione visiva), cioè come questa in certi casi possa essere falsata allo stesso modo per tutti. In altre parole percepiamo non quello che realmente arriva alla nostra retina ma quello che conosciamo. Quando questa conoscenza è comune a tutti (come nel caso dei loghi che ci bombardano senza tregua) anche l'errore è il medesimo. Immagino che il fenomeno venga sfruttato ampiamente da chi lavora nel campo pubblicitario...

CyberLuke ha detto...

Esattamente.
E il bello è che non ne siamo pienamente coscienti: i nostri sensi sono abbastanza precisi, è al cervello che spetta interpretare, ed è un'operazione, considerata la velocità alla quale viene eseguita, sulla quale non abbiamo molto controllo.
In altre parole, ci basiamo su dati che diamo per buoni alla fonte, ma che potrebbero benissimo non esserlo.
D'altra parte, analizzare con oggettività ogni singolo input sensoriale che ci arriva ci paralizzerebbe completamente: non avremmo più il tempo di fare altro.
La Natura lo sa bene e ha creato in noi degli automatismi... che funzionano dannatamente bene, ad esempio quando guidiamo (ma riusciamo a seguire una conversazione), quando mangiamo (ma possiamo seguire un programma televisivo), quando facciamo sport (ma possiamo pensare al nostro/a innamorato/a), eccetera eccetera.
A volte, gli automatismi ci tradiscono: nell'immagine che ho postato, Simone e laFra hanno visto la scritta "Nikon" sul logo Nike, ma entrambi hanno creduto di aver letto NIke.

Dama Arwen ha detto...

È un po' come la pubblicità subliminale... nel senso che nn ne abbiamo il controllo...

Io ero riuscita a soffermarmi qu qualche scritta, ma alcune mi erano sfuggite.
Sono state le stampanti HArry Potter la discirminante per i miei sensi :-)

Licia ha detto...

Fai riferimento a Chomsky, ma trasposto su grafica?

CyberLuke ha detto...

A Chomsky non avevo pensato: di lui conosco solo, e vagamente, Verbal behavior, in quanto ai tempi mi aveva molto colpito la teoria del behaviourismo.

Matteo Scandolin ha detto...

Se posso permettermi di buttarla in risa, come al mio solito: il "nuovo" logo di Google non è malissimo... ^______^
MS

Meequi ha detto...

Per quello che so io praticamente l'emisfero destro del cervello si occupa di associare le immagini al proprio significato, della fantasia e di cose "visive", mentre quello sinistro alla logica, al calcolo e all'analisi. In ogni individuo può essere più sviluppata una parte o l'altra, solitamente quella visiva nelle femmine e l'altra nei maschi. Però probabilmente dove l'ho letto non c'era scritto tutto il funzionamento esatto, visto che in questa logica mancano un bel po' di cose che il cervello fa. ^^

Io, comunque, son partito a ridere quando ho visto Ford sotto il logo della Ferrari e sono giusto due o tre quelle che non ho capito.

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