mercoledì 8 aprile 2009

Da zero a una campagna in due ore.

Che negli ultimi anni sia dovuto diventare, volente o nolente, rapidissimo nel progettare è una cosa che solo in piccola parte mi autogratifica.
Uno dei miei più grossi desideri, in questo mestiere, è avere più tempo per starmene lì a pensare, provare, sperimentare, paragonare, scartare, modificare, aggiustare, buttare via e ricominciare daccapo... fino ad arrivare a una soluzione di cui io sia il primo ad esserne convinto, piuttosto che mettere assieme una o più proposte che rientrano alla meno peggio nelle guidelines del cliente di turno ma che di sicuro non appariranno mai in un numero di Creative Review o Communications Arts, e spesso, manco nel mio ben più modesto portfolio personale.
Orbene, la settimana scorsa è stata una delle più impegnative dell'anno, qui in agenzia.
Io e il mio collega ci siamo dovuto barcamenare tra almeno una mezza dozzina di gare e consegne di lavori veri e propri... apparentemente tutti con lo stesso livello di priorità, e cioè: estremo (questa storia che ogni lavoro è di importanza cruciale e a scadenza praticamente immediata, per quanto mi riguarda, è una solfa che non fa più effetto, ma lasciamo stare).
Avevo appena consegnato la Supergara per [gigantescoCliente] e avevo tutta l'intenzione di riprendere fiato, quando arriva la tegola.
"Ci eravamo dimenticati la gara per l'Ordine degli Psicologi", mi dicono.
"Come dimenticati? Ma quando era la scadenza?"
"Oggi".
"Oggi?? Oggi quando?"
"Beh... all'ora di pranzo".
"Ti rendi conto che sono già le dieci passate, vero?"
"Sì. E mi dispiace, so che fino a ieri siete stati su [gigantescoCliente]. Ma dobbiamo comunque presentare qualcosa".
"In due ore".
"Per l'appunto. Hai il brief sulla posta elettronica".
È così che va.
È così che è andata: una campagna advertising... in due ore.
È il mio nuovo record, se a qualcuno può interessare.
L'obiettivo della campagna era aumentare la domanda di consulti psicologi e spingere le persone indecise a contattare lo psicologo.
Il target era prevalentemente femminile (70%), profilo socio-culturale medio-elevato, età dai 30 ai 40 anni.
Queste le mie proposte di creatività (art e copy, due al prezzo di uno, accorrete signori).


Dopo un veloce consulto interno, decidiamo di puntare sulla terza.
"Non è male... ma visto che il target è prevalentemente femminile, dovresti rifare il visual declinandolo al femminile".
"Ho trovato quella foto... non ce n'è una con una donna", obietto, ma so già perfettamente come investirò i miei ultimi 20 minuti prima della campana.
Lavorando di Photoshop e ravanando negli stock image, questo è il risultato finale:
Alla fine... non abbiamo vinto, ma su un totale di 7 agenzie (tutte di advertising/mktg) siamo arrivati in finale (testa a testa con un'altra) e buona parte della commissione ha preferito comunque il mio lavoro perché giudicato "giovane, fresco, innovativo e diverso dal solito approccio al problema".
Pare che la parte più conservatrice dell'ordine abbia preferito non "osare" con la nostra comunicazione e optare per l'altra agenzia che ha presentato invece un progetto molto istituzionale.
Bei tempi in cui avevo settimane per progettare una campagna.

18 commenti:

Ari(anna) ha detto...

Peccato. La tua era proprio efficace :)
Bravo Luke!

Istituzione. Ma che vuol dire? Dovrebbero riflettere sul fatto che ultimamente nel nostro Paese questa parola non ha più alcun credito... anzi.

Sauro ha detto...

Era bellissima la tua proposta, anche se preferivo la versione maschile, anche per il testo scritto.

A dire la verità, vedere una donna come protagonista del visual, mentre il titolo è "Ritrova te stesso", al maschile, mi disturbava un po' ...

Matteo ha detto...

Devo dire che questa volta mi avevi proprio convinto, una proposta ottima, sotto tutti i punti di vista. E trovavo eccellente l'idea di non trattare l'argomento con la solita aria da complessati. Visto che più o meno tutti i problemi ce li abbiamo, già far passare questo messaggio con la comunicazione sarebbe stato un invito all'ottimismo. Peccato davvero che non abbiate vinto...

Arianna non polemizzare sempre...
Lo sai bene che in Italia comandano gli Anziani. Però consolati, tra poco anche tu potrai far parte di loro! :D

Ari(anna) ha detto...

Poco male. Luke dice che da Anziana sono più interessante :D

E comunque... NO!

Hirilaelin ha detto...

Mi piace un sacco la tua proposta, Luke!
Sei davvero in gamba, in due ore io starei ancora a scarabocchiare a vuoto sui post-it...

Peccato che non sia stata apprezzata da tutti, ma ti mostrerei le pubblicazioni di quest'Ordine, per farti vedere quanto siano antiquate e pesanti, solo per potersi dire "serie".

mawi ha detto...

Lo sai che non era affatto male?
Anzi da ex direttore creativo ti devo dire che gli avrei dato un bel sette e mezzo.
Considerato poi il tempo ridicolo (incommentabile) in cui hai dovuto lavorare ti darei 15 e ti proporrei un contratto a vita tipo Maldini al Milan.
Da copy ti devo dire che il titolo "Ritrova te stesso" con la faccia di donna sopra strideva un po'. Ma dato che lì in stanza non c'erano copy in quel momento, vi posso dire solo: bravi!

Una domanda: l'account che aveva dimenticato la data di scadenza della gara è stato impalato con la macchinetta del caffè?

Simone ha detto...

Bravo davvero!

Mi piace il lavoro di creare immagini per trasmettere un messaggio (perdonami ma ignoro i termini tecnici). Per un periodo mi divertivo a fare fotografie e ritoccarle, poi però sono passato al reportage e ci sono rimasto... nel senso buono intendo ^^.

Simone

Planetary ha detto...

Bella luke, considerando il tempo è anche grasso che cola :)

Ms questa del tempo è una questione epocale che prima o poi TUTTI, dovremo affrontare, non solo nella grafica. Il tempo negli ultimi anni, lo stiamo "stuprando". Non viene più rispettato, nel processo produttivo è un ingombro, un costo.
Tutto.
E subito.
Lo stuprano i clienti chiedendo le cose per ieri e non capendo che OGNI COSA ha il SUO tempo.
Lo stuprano i venditori quando si calano le brache coi clienti e come valore aggiunto primario si danno la velocità e non la qualità.

"Michelangelo, quando finirai la Cappella?"
"Sarà finita quando sarà finita"

CyberLuke ha detto...

Già.
Quest'accelerazione incontrollalta sembra aver avuto come unico risultato quello di rendere i creativi più stressati (e meno creativi), gli account più isterici e i clienti più esigenti.
Il fatto è, come dici tu, che calarsi le braghe, le mutande, e assumere anche la posizione sembra essere il trend del nuovo millennio: se non lo fai, c'è qualcun altro che la fa.
E alla lunga, lui sopravviverà e tu no.
È allucinante.

@Sauro e Mawi: non me ne parlate. Nelle prime tre proposte il copy era mio, e solo nella proposta finale è stato riscritto e declinato al femminile. E in effetti, perde parte della sua potenza comunicativa, ma tant'è.

Quanto all'account, non l'aveva dimenticato: era semplicemente finito in coda a tutti gli altri lavori, che potevano vantare un livello di priorità superiore.
Solo che quando noi ci mettiamo su un lavoro, dobbiamo (o almeno, dovremmo) trattarlo con la stessa attenzione di qualsiasi altro: cioè, massima.
Ma a pochi sembrano più considerare l'importanza del fattore "tempo".

mawi ha detto...

Il problema secondo me non è tanto il tempo quanto l'incompetenza dei clienti, specialmente le direzioni marketing e pubblicità, è inconcepibile che dei professionisti non riescano a capire che non si possono fare le cose in un giorno o due. Torniamo però alle solite constatazioni: come possa una società antimeritocratica come la nostra sopravvivere alla sua cultura deviata, al circolo vizioso del peggio chiama peggio e del motivo sbagliato per ogni cosa.
Prima o poi salta tutto, è chiaro, bisogna vedere quanto malessere genera prima di saltare.
Non è un caso che l'Italia sia da parecchio tempo in testa alle classifiche dell'Organizzazione Mondiale della Sanità come diffusione delle malattie mentali.
E qui torniamo a bomba all'Ordine degli Psicologi.
Come si giustifica l'impegno sociale con gli 80 euro l'ora che chiedono questi signori ai loro pazienti?
Solo i ricchi potranno sanarsi o trovare se stessi?

koyanisquatsi ha detto...

Caro Luke, ti suggerisco una garbata provocazione nei confronti dei metodi produttivi della tua agenzia. Domani presentati al lavoro mezz'ora prima e appendi sopra l'entrata uno striscione con su scritto:
PIZZERIA DA ASPORTO
campagne impastate, cotte e mangiate in due ore.

CyberLuke ha detto...

Stavolta ho messo l'accento sul fattore tempo.
Che è comunque figlio dell'incompetenza, alla quale ormai dovrei essere abituato.
Sono anni che ci ripetiamo che "così non si può andare avanti", ma di fatto si è andati avanti comunque, scendendo a compromessi biechi e ricattando (è l'unico termine che mi sembra realmente appropriato) i lavoratori... dal direttore dell'agenzia all'ultimo dei fattorini.
O ti adegui, o non sopravvivi.

Quanto agli psicologi, sono certo che anche loro sarebbero pronti a far valere le loro ragioni, magari sventolando 740 da fame. Non saprei.
Certo è che c'è più di una categoria alle quali ho paura anche solo ad accostarmi:dentisti, carrozzieri e notai, tanto per dirne tre.

CyberLuke ha detto...

@ koyanisquatsi: è tutt'altro che una cattiva idea. :)
"Signò, quanti etti de brosciur, oggi? Ho fatto tre etti e mezzo, che faccio, lascio? Je c'aggiungo pure du' loghi caldi caldi?"

mawi ha detto...

Sì, ricattati mi sembra la parola giusta.
Grazie a Maroni, vero estensore della legge Biagi (si sono fatti scudo con il nome di un morto).
La proposta Biagi prevedeva sì flessibilità di contratti ma anche tutele da parte dello Stato per bilanciare l'aumentata precarietà. Si sono dimenticati di attivare le seconde.
Grazie ai sindacati e grazie alla nostra sontuosa classe politica.
Spero vivamente che un giorno ci potremo sdebitare.

Peppe ha detto...

Una brochure tre etti e mezzo!?
Ma che sei pazzo, con quello che costa la carta e la stampa in quadricromia.
Nooo, cala cala, questa brochure di 78 pagine non può pesare più di due etti al massimo. E i loghi me li fai in gif che pesano di meno.

(li mortacci loro, che gli possa venì un figlio grafico)

Anonimo ha detto...

o bhe' :D ma giusto perche' sei in una struttura, e quindi un minimo di filtro ce l'hai, ti eviti le cose tipo: oggi pomeriggio voglio far vedere qualcosa ad un mio cliente, fai tu....

e queste sono cose che mi capitano tutte le settimane, quando lavoro per conto terzi... :D

larsen

Dama Arwen ha detto...

Vedo che questo post ha aperto le porte a mille aspetti del nostro lavoro... e di tutti i lavori oramai, temo.

A me piacevamo molto anche la prima campagna!
Noi non facciamo ADV, purtroppo non è ilmio cmapo, ma complimenti! Non so come tu abbia fatto in 2 ore.

Per quanto riguarda gli psicologi: pur non amando la categoria, (non tanto per i costi delle sedute, l'argomento è complesso e non voglio addentrarmici ora) trovo la campagna giusta, anzi giustissima.

Mi spiego: credo che anche la nostra psiche, il nostro equilibrio, il nostro "io" vada "curato" (prendersene cura) come la salute fisica e medica.
Quindi a livello di campagna di sensibilizzazione trovo che sia molto giusto promuoverla.
Troppo spesso nel nostro paese (negli altri?) ci si vergogna se si va da uno psicologo o da qualcuno che cmq ci possa aiutare...

Roberta la Dolce ha detto...

Le campagne "sociali" sono quelle che preferisco.
Anche se in questa si cerca comunque di vendere un servizio... quanto utile, non saprei, ognuno valuterà...
Complimenti Cyber per l'ottimo lavoro svolto in così poco tempo! :-)

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