lunedì 1 luglio 2013

Lo scrittore deve morire

Lo scrittore deve morire
Gianluca Morozzi e Heman Zed (2012)
Guanda editore, 313 pagine
18 euro

Al Moroz, anche se – signora mia – non è più quello di una volta, io continuo a comprarci i libri.
Schivo la sua produzione noir, non perché non sappia padroneggiare il genere quanto perché per indole non fa proprio per me, ma tengo sempre d'occhio la sua produzione più scazzata scanzonata... perché dopo aver ricevuto un gioiellino come l'Era del Porco, uno può passare anche una vita ad aspettare che il miracolo si ripeta.
Con questo nuovo romanzo scritto a quattro mani con il padovano Zed, classe 1967, ciò avviene?
No.
Ma questo non significa che il vostro tempo e i vostri soldi saranno sprecati.


Il romanzo racconta quello che succede a chi passa bruscamente dal sogno (il romanzo nato in una notte di bruciante ispirazione, l'editore illuminato e amante della parola scritta, il successo, le presentazioni e le interviste) alla realtà (un orrido libro assemblato con capitoli mischiati a cazzo, un editore psicopatico e un tour promozionale organizzato da un delinquenziale ufficio stampa).
Eccessivo?
Se avete visto Boris e conoscete il mondo della tv generalista, saprete anche che Boris non è una parodia ma neorealismo.
Com'è neorealismo, in un certo senso, Lo scrittore deve morire.
Solo che Morozzi, come gli autori di Boris, usa il registro a lui più congeniale: quello umoristico, solo spingendo più forte sul pedale dell'assurdo e del grottesco.
Nella duplice veste di burattinai e burattini, Morozzi e Zed sbeffeggiano senza pietà l’intero carro allegorico del mondo editoriale, senza risparmiare editor, promoter, critici, circoli letterari, fans.
E, naturalmente, lo scrittore stesso.
Lo fanno con garbo, sagacia e mestiere. Niente di più ma neanche nulla di meno.

Insomma non un capolavoro... ma una lettura divertente e piacevole che fila via liscia un capitolo dietro l'altro, quello sì.
La copertina del solito Scarabottolo è bella e la cura editoriale ai soliti livelli di Guanda, anche se non gli perdono l'interlinea bella comoda che fa levitare inutilmente la foliazione a oltre trecento pagine.

7 commenti:

Glauco Silvestri ha detto...

Ma sai che non riesco a farmelo piacere Morozzi?

LUIGI BICCO ha detto...

Ma sai che di Morozzi non ho letto mai nulla? A parte Hellzarockin', una raccolta di racconti a fumetti a tema musicale.

Magari se capita...

Però la cover non mi piace, eh, devo proprio dirlo. Di Scarabottolo ho visto di meglio.

Alex McNab Girola ha detto...

Bella segnalazione.
Morozzi poteva dare molto di più, ma è comunque un autore che vale la pena tenere d'occhio.

Appuntato.

Fra ha detto...

Mai letto... bella recensione.
Quando ho letto il titolo del post, pensavo che "lo scrittore deve morire" fosse un tuo pensiero!! :))

pa ha detto...

Il MOrozzi è adorabile!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Diego ha detto...

Devo dire, ho conosciuto Morozzi in occasione della presentazione a Pierluigi Porazzi a Bologna, e immediatamente mi è rimasto simpatico. Ho comprato il mio primo libro di Gianluca, Blackout e subito mi è piaciuto, non rientrando nel mio genere preferito. Che dire, quest'ultimo libro non l'ho ancora letto ma è il prossimo della lista.

Neliel ha detto...

Ank'io mi faccio sempre affascinare dalle copertine .... e a volte prendo delle grandissime cantonate ^_*
seguirò il consiglio e mi procurerò questo libro ... dalla copertina davvero inguardabile!!!!