giovedì 28 dicembre 2017

Donny the drone.



L'intelligenza artificiale, inutile che ve lo dica, è una chimera tecnologica tuttora lontana, per quanto il termine venga ampiamente abusato dai media e dai pubblicitari.
Ma resta un tema talmente affascinante che continua a stimolare la fantasia di creativi, scrittori, futurologi e filmaker, come il bravissimo Mackenzie Sheppard che – sotto l'egidia di Dust, e tanto dovrebbe bastarvi – da una sceneggiatura di Andrew Miller dirige questo cortometraggio ispirato e degno del suo tempo, dove Donny, la prima macchina senziente del mondo, "sale" su un palco ad accettare il prestigioso premio di "Person of the Year", mentre un auditorium di umani si confronta con la sua storia emotiva e controversa.
E se pensate che il termine "emotiva" stoni nella stessa frase dove compare il termine "intelligenza artificiale" è perché non avete ancora guardato Donny the Drone.
È il racconto di una consapevolezza in divenire, di scoperta, di libero arbitrio, di come l'intelligenza conduca a risultati simili – non importa se sei organico o meccanico, di un'utopia che spaventa perché sovverte i nostri credo e i nostri schemi.
Merita dieci minuti del vostro tempo, insomma.

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