lunedì 8 giugno 2009

L'Uomo delle Mele. E il suo Reparto Segreto.

Non nutro un'eccessiva simpatia per Steve Jobs, CEO di Apple nonché una delle persone più influenti del mondo in merito di nuove tecnologie (ma non solo).
Jobs non è un tecnico, ma un teorico e un visionario di prima grandezza. Ha un carisma straordinario e pochissimi altri come lui vengono identificati dal grande pubblico con la sua stessa azienda.
Ma è anche uno che impone ritmi di lavoro bestiali ai suoi dipendenti e che pretende ai suoi progettisti di pensare sempre un anno avanti rispetto gli altri. O più.
Ha un'idea della sicurezza aziendale che rasenta la paranoia e il suo ufficio legale è uno dei più agguerriti del mondo, che non si fa scrupoli ad intentare causa per uno zilione di dollari ad un blog che ha pubblicato una mezza voce di corridoio su uno dei futuri prodotti.
Ricordate la bellissima campagna Think Different della fine degli anni novanta?
Io ero uno di quelli che ci credeva, e mi lanciavo in discussioni senza fine con chiunque osasse mettere in dubbio la supremazia tecnologia e filosofica di Apple, spesso degenerando in indecorose zuffe sul pavimento che si concludevano senza un vincitore.
Poi sono arrivati gli anni duemila, l'iPod e i quattrini.
Vagonate di quattrini, e Apple mise in soffitta il Think Different diventando una delle aziende con la politica più aggressiva e monopolista del mondo intero... non per questo alienandosi le simpatie di milioni di fan che hanno continuato a seguirla e osannarla esattamente alla stessa stregua di una setta religiosa, pronti ad inginocchiarsi davanti un iPod nano rosa o a cancellare sul calendario i giorni che mancano al rilascio di una nuova versione software per il loro iPhone.
Jobs (di cui ho letto di recente l'interessante biografia pubblicata da Sperling&Kupfer) ha smesso i panni del genio visionario che voleva cambiare il mondo e ha vestito quelli del manager senza scrupoli ma forte di un'azienda che – e su questo direi che non ci piove – ha sempre fatto dell'innovazione il suo principale valore aggiunto, quello per cui io stesso continuo a seguirla con estrema attenzione, qualsiasi cosa faccia.Apple elimina il floppy disk? Potete star certi che se lo fa, vuol dire che non serve più e dopo un po', tutti la seguiranno.
Apple introduce l'Universal Serial Bus sui suoi calcolatori? Tempo due anni, e sarà uno standard dappertutto e persino i frullatori saranno alimentati dall'USB.
Apple presenta un lettore di mp3 con un hard disk e una connessione ultraveloce FireWire? Non creerà solo un prodotto, ma un vero e proprio mito.
Apple presenta un nuovo sistema operativo? Guarda caso, il principale concorrente ne presenta un anno dopo una sfacciata fotocopia.
Apple entra in un mercato completamente nuovo per lei, come quello della telefonia cellulare dove Nokia e Motorola la fanno da padrone da sempre? Il suo iPhone è un oggetto di culto già mesi prima della sua presentazione ufficiale, e oltre a vendere milioni di esemplari è un anno luce avanti chiunque altro. Un anno dopo, tutti gli altri produttori mettono in listino un modello touch.
L'industria discografica è in crisi ammazzata dal download selvaggio? Apple crea l'iTunes Music Store e con un sistema che potrebbe utilizzare un bambino di quattro anni, vende più di un miliardo di canzoni in pochi anni.
E potrei continuare.
Questo basta a rendermi simpatico un personaggio come Jobs?
Probabilmente no.
Ma a guardarlo con sconcertata ammirazione, con la voglia di sbirciare nel suo cervello e – quindi – nel futuro di tutti noi, quello sì, assolutamente sì.Jobs si è preso un lungo periodo di vacanza per gravi problemi di salute, e, nonostante i soliti rumors, dubito fortemente che stasera farà una comparsata sul palco della conferenza annuale del Worldwide Developers Conference (WWDC) programmata per le 18, ora italiana.
Dove, con ogni probabilità, sarà presentata la versione 3.0 del sistema operativo di iPhone che introdurrà meraviglie mai viste come il copia e incolla e il supporto agli MMS (roba per nulla rivoluzionaria in realtà, ma come mi fa notare il Duka, se si esce da subito con un prodotto perfetto nessuno compra più gli aggiornamenti) e la nuova release di MacOSX, battezzato per l'occasione Snow Leopard, Leopardo delle Nevi (cominciano a rimanere a corto di felini in Apple, gli restano Lion e Lynx dopodiché dovranno passare al gatto selvatico).
Ecco, a proposito di Snow Leopard... vedi sopra.
Quando si ha già in commercio un prodotto completo, bello, stabile e funzionale (e parlo di Tiger, non di Leopard) è dura convincere gli utenti che devono cambiarlo.
E allora ecco entrare in funzione il Reparto Lucine Colorate, una sezione ultrasegreta e sotterranea di Apple inaugurata un paio d'anni fa.
Il brief era semplice nell'esposizione ma difficilissimo nell'attuazione: far credere che si può fare meglio di Tiger.
È inizio 2008 quando Jobs fa il suo ingresso, lupetto nero anche in luglio e jeans scoloriti che fa tanto manager 2.0, e passa in rassegna le innovazioni previste per Mac OSX 10.5, il successore di Tiger.
"Allora, cos'abbiamo qui?"
"Abbiamo un nuovo dock, boss"."Che cosa fa?"
"Niente, è come il vecchio. Però adesso ha un aspetto 3D e sotto ha delle lucine azzurre al posto di quelle brutte freccine nere".
"Uhm... non male. E qui, la vogliamo piantare di giocare con le copertine di iTunes?"
"Ma boss, non è iTunes. Cioè, è il cover flow di iTunes, ma l'abbiamo applicato al Finder. Guardi qua che roba. Whoooossh".
E fa scorrere le anteprime dei documenti e delle cartelle.
"Ma non serve a un cazzo..." obietta Jobs "...però mi piace. Va bene. Diamogli un nome figo e spariamolo come una delle Dieci Grosse Novità di Leopard".
"Boss, che ne dice di Fast View?"
Jobs ci pensa un attimo. "No. Facciamo QuickLook, funziona meglio".
Qualcuno prende appunti forsennatamente su un Mac Tablet ancora sperimentale e coperto da un lenzuolo nero e sorvegliato da quattro addetti alla vigilanza ciechi dalla nascita per maggior sicurezza.
"È tutto qui?"
"Beh... no, abbiamo SaveYourAss".
"E sarebbe?"
"Un'applicazione per il backup. Riempirà a dismisura gli hard disk e tutti dovranno comprare uno dei nostri hard disk esterni".
"Che stronzata. Nessuno fa i backup".
"Ma è qui la genialata, boss. Il sistema è del tutto automatico. Qualunque puttanata l'utente creerà sul suo Mac, SaveYourAss ne salverà una copia al sicuro".
"Uhm. Va bene, ma cambiategli nome. Che so, una cosa tipo WhormHole, o Macchina del Tempo, una roba così. E l'hard disk chiamatelo Capsula del Tempo... e tanto per dargli un'aria molto fighetta, fatelo senza fili. E poi?"
"Questo è figo, boss. Abbiamo un nuovo QuickTime"."Che cosa fa?"
"Beh, registra tutto quello che accade sullo schermo e spara i tuoi video direttamente su YouTube. Lo fanno già i software di terze parti, ma così a questi glielo buttiamo in quel posto e agli altri facciamo vedere che Apple è più avanti di tutti".
Jobs ci medita un minuto, e poi decide: "Mi piace. Ma aspettiamo. Questo lo facciamo uscire con MacOSX 10.6, sennò che cazzo ci mettiamo dentro per venderlo? Volete proprio che ce andiamo tutti a casa?"
I tecnici intimoriti, fanno sparire QuickTime X dagli schermi.
È passato un anno da quel giorno, e finalmente QuickTime X può vedere la luce. Magari vivevamo bene anche senza, ma la carretta bisogna pur tirarla avanti in qualche modo.
E stasera, quando Philp Schiller presenterà Snow Leopard, resteremo tutti senza parole. E applaudiremo tutti.
Anch'io, perché Apple ci avrà fregato tutti quanti un'altra volta ancora.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

io ce le ho da secoli le lucine colorate nel dock :D:D
su winzozz ovviamente eh...

peccato che lo sviluppo delle dockbar sia stato brutalmente castrato proprio da quel mitomane di jobs... con la scusa che la dock deve avercela solo macos...

http://home.cogeco.ca/~rklauncher/
dal 2005 non sviluppano piu', la beta e' perfetta gia' cosi' eh.. customizzabile, efficiente, e stabile... pero' resta una beta :(

larsen

Simone ha detto...

Be' è innegabile che la roba della Apple è bellissima e trendissima.

Il fatto è che sono anni ormai che sul computer uso il browser, il programma di videoscrittura, il programma per le email e l'antivirus. Il cellulare che ho fa talmente tante cose che mi stresso solo a pensare di configurare tutto come si deve, e alla fine lo uso solo per filmati e sms.

Non mi serve davvero altro, eppure ogni volta che vedo un Mac fichissimo da un amico o un programmino stupido che trasforma l'iphone in un fucile o in un bicchiere di birra ho quasi voglia di andare lì e sganciargli questi 500, 600 euro o quanto costano.

Quello che mi chiedo sempre, non con Apple ma un po' con tutti i produttori, è se i nuovi prodotti accontentino l'esigenza di qualcosa di cui c'era bisogno, o se piuttosto creino il bisogno di cose che non servivano a nessuno.

Simone

Simone ha detto...

Ti sei dimenticato di scrivere che SJ, un grandissimo Figlio di, si fa pagare circa un dollaro all'anno (per non pagare le tasse) ma ha benefits contrattuali ILLIMITATI.
Ovvero, se gli piace un qualcosa (un aereo, una città, il mondo) l'Apple DEVE comperarglielo.

Però non se approfitta.
Quasi.

;)

dandia ha detto...

Sono più propensa a credere che spesso l'uscita di un nuovo prodotto crei il bisogno di averlo e non il contrario.
Ho l'impressione che la capacità predittiva di S Jobs non dipenda solo dalla sua abilità a leggere le tendenze in corso. Si deve tanto all'influenza che il nome Apple, in quanto tale, sa esercitare su utenti e altri produttori.

Simone ha detto...

Beh, quando SJ tolse l'infrarossi dai portatili per il bluetooth oppure quando lanciò l'iPod a prezzi folli, in moltissimi (tra cui il sottoscritto che all'epoca era praticamente un macevangelista) avevano pensato che fosse impazzito del tutto in un delirio di onnipotenza.

E invece...

CyberLuke ha detto...

Tra le caratteristiche peculiari di SJ c'è il conclamato Campo di distorsione della realtà, che riesce a far apparire irresistibile qualsiasi cosa marchiata con la meletta mordicchiata, a prescindere dal fatto che cmq di prodotti di qualità si tratta.
È il solito, collaudato meccanismo dei Bisogni Indotti, in cui tutti, per un verso o per l'altro, finiamo "vittime".
@Dandia: sì, è certo che nell'ultimo quinquennio l'influenza di Apple sia aumentata esponenzialmente, parallelamente ai suoi successi commerciali.

Dama Arwen ha detto...

Ti straquoto quest'ultima osservazione Cyber.

Ma...
è davvero la stessa persona delle 2 foto??? O_O

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