martedì 14 dicembre 2010

Sei cose che magari non sapevate sul Natale.

Ok, non siete riusciti ad intrufolarvi alla festa qua sopra. E tutto quello che avete in agenda per la sera del ventiquattro è il solito cenone in famiglia.
Magari non sapete di cosa parlare con tutti i parenti che non vedete da un bel pezzo, che avreste anche continuato a non vedere ma che però vi allungano la solita busta e voi vi sentite un po' in imbarazzo ma la pigliate lo stesso.
E allora, per dire qualcosa in tema, eccovi un breve concentrato di argomenti natalizi che ho raccolto in giro per voi.

Babbo Natale: la genesi. Al culmine dell'inverno, i germani festeggiavano Odino, principe degli déi. Odino era uno a cui piaceva farsi notare: galoppava su Sleipnir, un cavallo con otto zampe, era coperto da un largo mantello, aveva in testa un cappellaccio e portava regali o castighi agli abitanti del mondo. Stessa cosa faceva per i finlandesi l'Uomo Inverno, che però non andava a cavallo, ma su una slitta trainata da renne. Gli antichi romani festeggiavano, al culmine dell'inverno, i Saturnali, e credevano che non fare regali portasse sfiga. Per i britanni, Old Winter (Vecchio Inverno) girava casa per casa, ma senza distribuire regali: bussava alle porte, chiedeva alle famiglie come stavano e beveva con loro un bicchiere di vino.

25 dicembre. Se festeggiamo il Natale proprio in questa data, lo dobbiamo all'uomo che vedete qua sopra. Era più o meno la metà del quarto secolo quando papa Giulio I stabilì che la nascita di Gesù dovesse essere fissata al 25 dicembre. In questo modo le festività pagane – che non potevano essere soppresse se non a prezzo di tumulti e abiurie – vennero mutate in cristiane, e l'abitudine di scambiarsi i doni non venne persa. Insomma, una mossa degna di un politico navigato.

La storia dei regali. Scommetto che a parecchi di voi tutta questa storia di scambiarsi i regali sembra qualcosa inventata dalle multinazionali o da qualche associazione dei commercianti. In realtà, è roba vecchia persino più di Gesù Cristo.
Circa cento secoli prima di Lui, gli uomini smisero la vita nomade e si diedero all'agricoltura. Coltivando, si accorsero di una cosa: si accumulava più cibo del necessario, che si poteva mettere da parte. Quando l'inverno era al suo culmine, più o meno in questo periodo, i nostri antenati tiravano un sospiro di sollievo: ce l'avevano fatta, la stagione poteva solo migliorare. E allora i PR dell'epoca organizzavano una gran festa, e tutti tiravano fuori il cibo o la bevanda che aveva risparmiato. Scambiatisi i doni (tutta roba da mangiare), si ballava e cantava fino all'alba. Ed eccoci così arrivati agli assalti ai centri commerciali di oggi.

Albero. I missionari notarono che i germani adoravano la quercia. E allora gli mostrarono l'abete. "Vedete?", gli dissero, "è un triangolo: nel vertice in alto c'è il Padre, e nei due in basso il Figlio e lo Spirito Santo". I germani, non ancora convinti, chiesero se i loro dèi avrebbero potuto dimorare nell'abete. E i missionari, con una faccia degna di un rappresentante di aspirapolveri, risposero: "Senz'altro". I germani adottarono senza difficoltà Gesù Cristo tra i loro dèi, misero in soffitta la quercia e presero ad adorare l'abete.

Slitta. Secondo la tradizione, le renne della slitta di Babbo Natale erano otto, come le zampe del cavallo di Odino. Le renne hanno tutte un nome (Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donden, Blitzen) e nella nostra traduzione sono diventate Brillo, Ballo, Balzo, Burbo, Stella, Amore, Dondo e Turbo. Per inciso, è praticamente impossibile guidare una slitta tirata da otto renne. Non provateci a casa.

Coca Cola. Fino al 1931, il vecchio Santa Claus era vestito di pelle o di pelliccia, con calzoni verdi, pipa in bocca e boccione di vino in mano. Poi arrivò la Coca Cola, e lo scelse come testimonial (tenendoselo fino agli anni sessanta, visto che non doveva pagarne i diritti a nessuno). Ingaggiò il pittore Harold Sundblom che gli rifece il look, dando alla sua divisa i colori del marchio Coca Cola, aggiungendo la barba bianca, il cappuccio, l'aspetto rotondo e ridanciano ed eliminando pipa e vino. A meno che non accada qualcosa di altrettanto epocale, l'iconografia di Babbo Natale resterà così com'è anche dopo l'estinzione della Coca Cola.

18 commenti:

Simone ha detto...

Bellissimo post! Alcune cose mi convincono poco (tipo in 12 anni in una scuola cattolica io di piante "sacre" tolto l'ulivo non ne ho viste... ma magari non mi ricordo ^^) ma non è un po' troppo presto per farsi gli auguri? Comunque buon Natale! ^^ Quando arriva l'ipad che dovevi regalarmi?

Simone

Dama Arwen ha detto...

Ahahahah!
Simone sei tremendo! XD

Che inculata l'idea che per i romani portasse sfiga non scambiarsi i doni... ci ha fottuti nei millenni sta cosa!

Grazie per il post che mi ha strappato un sorriso

Intromat ha detto...

Come ci si imbuca (ogni doppiosenso è puramente casuale) alla festa della prima immagine?

In alternativa se volete ne posso organizzare una simile da me...

A parte glio scherzi (ma nemmeno troppo scherzi :p) interessanti le nozioni, mi hai salvato la conversazione a Natale!!!

Ferruccio gianola ha detto...

Complimenti, post notevole, diversi punti li conoscevo però hai fatto bene a ricordarmeli... caso mai a Natale non sappia cosa dire, mi servirò dei tuoi suggerimenti:-)

barbara ha detto...

Una delle renne si chiama "Turbo"?? :D
Io sapevo: Cometa (chiede a ciascuna stella dov’è questa casa o dov’è quella ), Fulmine (guarda di qui e di là per sapere se la neve verrà), Donnola ( segue del vento la scia schivando le nubi che sbarran la via), Freccia (controlla il tempo scrupoloso, ogni secondo che fugge è prezioso), Ballerina (tiene il passo cadenzato per far che ogni ritardo sia recuperato), Saltarello (deve scalpitare per dare il segnale di ripartire), Donato (la renna postino, porta le lettere d’ogni bambino), Cupido, (dal cuore d’oro, sorveglia ogni dono come un tesoro).
;)

sekhemty ha detto...

La data del 25 dicembre come dici tu è stata scelta per motivi politici di lotta contro i pagani; sovrapponendosi a culti preesistenti si tentava di assorbirli; fra questi uno di quelli di maggiore importanza era quello legato a Mitra, divinità ellenistico-latina mutuata dal mondo persiano.

L'immagine che hai allegato però mostra Giulio II, che visse durante il Rinascimento; è il celebre ritratto che ne fece Raffaello ;)

Ettone ha detto...

La prima foto è fantastica la tipa dietro con il ballgag natalizio è squisita...

AH AH

Ariano Geta ha detto...

Alcune cose le sapevo, altre onestamente no. E comunque il Natale per me... lasciamo stare va. Se tutti fossero come me le multinazionali, la Chiesa, e la Coca Cola dovrebbero mettersi le mani nei capelli.

Angel-A ha detto...

E persino in un post natalizio sei riuscito a mettere la donnina incaprettata!!! ^____^ sei fantasticooo uahahah
Grazie x gli spunti di conversazione... Ora devo solo imparare a memoria i nomi delle renne e sono a posto!

Yeeshaval ha detto...

Il cenone sarà un concentrato di ipocrisia e apparenze, ma l'ipocrita più grande è quello che pur lamentandosene vi partecipa ugualmente, non spezzando la catena di sorrisi di circostanza e falsando quella che potrebbe essere una bella occasione per riunirsi tra chi si vuole veramente bene.
Per cui, sapete, è anche colpa nostra e non solo di mamma e papà che ci dicono "vieni sennò la nonna/nonno/zio/zia ci rimane male".
I miei ormai ci hanno rinunciato da anni, e io, ogni tanto, faccio la mia comparsa, resto quel che voglio, parlo con chi sento e poi saluto e mi dileguo nella sera di Gesù.
E la storia della slitta inguidabile con otto renne che scalpitano, sotto sotto la sospettavo.

Licia ha detto...

sekhemty ha ragione, quello è Giulio II. E l'elenco delle renne di Babbo Natale mi fa pensare sempre a un capolavoro con Spencer Tracy e Katharine Hepburn in cui lei era dotata di una memoria prodigiosa e lui stava per installare un grande computer nell'ufficio di lei...

CyberLuke ha detto...

Licia e Sekhemty: non fate i saccenti.
A proposito delle renne e dei loro pittoreschi nomi, mi è venuto in mente che ne esiste anche una nona, Rudolph.
E ho scoperto che è un'intrusa, un'invenzione pubblicitaria dei magazzini Montgomery Ward del 1993.
Quasi quasi mi invento la moglie di Babbo Natale, Mamma Natale, e la imparento alla lontana con la Befana.

Fra ha detto...

bello!!
vorrei vedere un'immagine di babbo natale con il boccione di vino, ho cercato un po' ma ho trovato solo un disegno che ritrae babbo natale senza pantaloni e ubriaco!!

Nicla ha detto...

Meno male che a Natale non ho cene coi parenti così non li posso scandalizzare con la mia Grinchitudine (questi argomenti però sarebbe ad hoc).

Uapa ha detto...

Finalmente una storia chiara, sintetica, completa sul Natale e le sue tradizioni, resa interessante da un bel modo di scrivere e da belle immagini :-)
E' una delle poche volte in cui ho letto tutto sul Natale, senza annoiarmi, grazie :-)
E mi sono innamorata del temperino a forma di stella. Sai che nonappena ne avrò trovato uno, consumerò chili di matite per tentare di ricreare quell'alberello?!

Uapa ha detto...

PS: Ma il povero Rudolf, la renna dal naso rosso, dove l'hai lasciato? *.*

Uapa ha detto...

PPS: prometto che la prossima volta leggo anche gli altri commenti, prima di lasciare il mio ^^'

CyberLuke ha detto...

@Fra: questo l'avevi visto?
http://2.bp.blogspot.com/_jmXO_Oj_tiQ/TPwmQ2AHbtI/AAAAAAAAAic/pZKaQ48JwhE/s1600/MerryOldSanta.jpg

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