lunedì 2 settembre 2013

[Recensione] The Dome

The Dome
Stephen King (2009)
Sperling & Kupfer, 1037 pagine
13 euro


L'avevo comprato praticamente appena uscito, e me l'ero trascinato dietro col suo peso non indifferente per un'intera vacanza senza neppure aprirlo. Probabilmente, intimidito dalla sua mole (con le sue oltre mille pagine è di uno dei più lunghi libri che King abbia mai scritto, forse è proprio il più lungo dopo It) e non del tutto convinto che fosse uscito dal tunnel in cui l'autore del Maine sembrava essere entrato con L'acchiappasogni (del 2001, ripetitivo, stanco e appena passabile), La casa del buio (del 2002, il cui connubio con Peter Straub ha fatto più male che bene al suo stile), Buick 8 (del 2003, praticamente un raccontino breve stiracchiato su 480 pagine) e il trascurabilissimo The Cell (del 2006, mollato, tipo, dopo 150 pagine faticosamente consumate chiedendomi che ne fosse stato del Re e dei suoi antichi fasti), che mi ha impedito, tra l'altro, di avvicinarmi al successivo Duma Key il cui unanime giudizio è che un finale affrettato, confuso e contraddittorio sciupa quello che di buono c'era stato per i tre quarti del romanzo.

Rientrato dalla vacanza, l'avevo tirato fuori dallo zainetto, fissato con un vago (molto vago) senso di colpa e l'avesso rimesso sullo scaffale, accanto ai suoi pluricelebrati colleghi di carta e colla.
Per lasciarcelo fino alla settimana scorsa, quando, spinto dalla visione della miniserie tv Under the Dome ispirata proprio al romanzo di King e portata anche sui domestici schermi da RaiDue oltre che dalle onde dello streaming, l'ho ripreso in mano, ho preso un gran sospiro e ho iniziato a leggere.
Per scoprire, con un misto di sollievo e di quella vaga esaltazione che credevo di avere definitivamente perso anni fa l'ultima volta che avevo preso in mano uno Stephen King del calibro di, fatemi dire, Cose Preziose o Il Gioco di Gerald, che The Dome è un romanzo di razza, autentico Stephen King al cento per cento senza edulcoranti, coloranti o conservanti.

The Dome segue la traccia già battuta da King con La nebbia, Le Creature del buio, L'Ombra dello Scorpione e lo stesso Cose Preziose affrontando un argomento spinoso come gli orrori che si nascondono nel cuore degli uomini, i loro meschini segreti, le umane debolezze, e quel piccolo, orrendo tumore nascosto in ciascuno di noi che, se all'esterno si verificano certe circostanze, cresce esponenzialmente e spazza via quanto c'è di ragionevole, caritatevole e moderato possa esserci in una qualsiasi società "civile".

L'incipit del romanzo è una cupola invisibile e indistruttibile che, in una soleggiata mattina estiva, isola dal mondo esterno una cittadina del Maine, Chester Hill. Niente entra, niente esce, per quanto si moltiplichino gli sforzi da ambo le parti.
Uno spunto improbabile tanto da farne un film coi Simpson ma con una carica suggestiva potentissima che King cavalca alla stragrande, usandola una volta di più come pretesto (o una cornice, se preferite) per suggerirci (di nuovo) che l'orrore, quello vero, va cercato dentro le nostre case, nei cassetti dei nostri comodini, nel buio delle cose non dette, nell'abisso delle pulsioni che mai raggiungono la luce.
In poche parole, The Dome è una nuova storia di mostri. I nostri.


Il libro è costruito in maniera egregia e con mano sicura, senza alcuna fretta (anche se, a differenza di altre sue opere dove, prima di venire al dunque, il lettore poteva sorbirsi anche centinaia di pagine preparatorie qui l'evento scatenante è descritto fin dal primo capitolo) e senza nessuna forzatura. 
I personaggi sono gli stessi che potete trovare in qualsiasi altro suo romanzo (l'eroe senza paura ma con le macchie, il malvagio che veste i panni dell'agnello, il puro di cuore ma pavido e via stereotipando) ma – e qui sta la magia che rende King un numero uno e non uno delle migliaia di wannabe – a renderli "veri" e non cliché su due gambe è la straordinaria qualità di scrittura di zio Steve, limpida, avvincente, solida e persino più ironica e sferzante del solito.

I difetti? Sostanzialmente, i classici che affliggono tutti (o quasi) i romanzi di King: un certo eccesso di prolissità (così, a spanne, un paio di centinaia di pagine si sarebbero potute sfoltire), una manciata di personaggi di troppo (e poco o nulla funzionali all'economia della storia) e un finale un pelo più affrettato di quanto avrebbe meritato.

Se avete cominciato a seguire il serial TV (di cui parlo QUI), approfittatene e recuperate in edizione economica The Dome. Probabilmente, a dispetto della sua foliazione, lo finirete molto prima che finisca la serie… ma di questo non dovete minimamente preoccuparvi, perché, fin da subito, quest'ultima prende direzioni e scelte narrative anche significativamente diverse, tanto da rendere i due prodotti complementari ed entrambi godibili, simili ma differenti.

17 commenti:

Fra ha detto...

Finalmente!! Dopo il giro in Inghilterra, lo hai finito... :)
A me è piaciuto molto, fino a un centinaio di pagine dalla fine... il resto, fine compresa, mi ha lasciata perplessa, non tanto per il fatto in sé, ma per la velocità con cui tutto finisce.

Angel-A ha detto...

Il romanzo è meraviglioso.
Pure la tua recensione del serial l'ho letta con gli occhi semichiusi per non spoilerarmi uahahahahahah
Il telefilm lo guarderò solo a serie finita, insieme alle altre tremila serie che ho messo in pausa.
Spero sia all'altezza del libro (di cui condivido TUTTO ciò che scrivi) ma contando che c'è Spielberg.... ^________^

Franius ha detto...

Sono tra quelli a cui il libro è piaciuto molto, e viceversa, poco il serial... sono troppe le discordanze(cito a memoria): nel libro, Barbie non ha mai seppellito un cadavere; Julia è molto più vecchia e e non è sposata; Angie non stava con Junior, e nel libro muore subito; tra l'altro nella serie è la sorella di Joe!! Norrie risulta figlia di Carolyn, insieme ad Alice, che nel libro è una bambina mentre nella serie è un'adolescente.. Dodee lavora con Phil Bushey (lo Chef) alla radio, ma nel libro lui lavora da solo ed è descritto in maniera molto diversa.. Linda è aiutante dello sceriffo invece che impiegata part time e non è ancora sposata con Rusty, che rimane fuori la cupola.. Lo sceriffo Perkins sembra sia a conoscenza dei traffici di Big Jim, mentre nel libro cercava di incriminarlo.. Ma nonostante tutte queste discordanze, capisco che non potevano riprodurre un romanzo che si svolge in una settimana proprio fedelmente...

Simona ha detto...

Comperai il libro un paio d'estati fa e lo lessi in pochi giorni, a letto, prima di dormire.
Non amo i bestseller: le mie letture si dirigono altrove, ma, trovo che The Dome, sia veramente geniale. Bravo King per aver costruito una storia che si fa "divorare", anche con un po’ di fiatone...L’aria scarseggia sotto la Cupola, e per una strana immedesimazione, le ultime pagine le ho lette con un affanno che non mi riconosco.
Inizialmente mi è sembrato molto noioso e lento, tanto che sono stata tentata di saltare qualche pagina... arrivata circa ad un quarto del libro (non senza il dubbio se abbandonare o meno l’impresa) è nata la passione pura e non sono più riuscita a staccarmi più dalle pagine che scorrevano in maniera decisamente piacevole anche se devo ammettere che mi ha trascinato più la curiosità del "come andrà a finire" che la trama vera e propria (a tratti mi pareva addirittura quasi sconclusionata).

BlackBox ha detto...

Il serial non mi ha preso, come leggi nell'altro commento... ma del libro sei solo l'ennesimo che ne sento parlare bene... quasi quasi... (devo pigliare fiato per affrontare un tomo di oltre 1000 pagine., eh!)

AtTheActionPark ha detto...

Gran romanzo, i suoi difetti sono quelli che sottolinei tu, un certo eccesso di personaggi (alcuni davvero servono a poco o nulla), e più in generale una lunghezza eccessiva (non ci si crede che quando hai finito di leggere le mille e rotte pagine, sotto la Cupola è passata appena una settimana).
Pure il finale è per me un po' sottotono, riscattato da diverse trovate originali, certo l'ombra dello scorpione, opera a cui mi sento di avvicinarlo, è altra cosa.
Mi è dispiaciuto non trovare rimandi all'epopea della Torre Nera (ci sono affezionato:)) e la chiave dell'evento m'è sembrata non proprio azzeccata ma tant'è, in fin dei conti contava fino ad un certo punto.

poisonedTooth ha detto...

Non voglio spoilerare, ma mi ha fatto lo stesso effetto di IT alla fine.

In It tutta la “magia” di Pennywise il Clown viene “distrutta” dal ragnone gigantesco uscito da un B-Movie degli Anni 50…

Idem con the dome… venire a conoscenza di chi c’era dietro alla “cupola” è stato peggio, almeno per me, che ignorarla e rimanere con il dubbio… Mi è letteralmente cascata la mascella…mah....

Inoltre ci sono alcuni elementi che mi hanno fatto ricordare un vecchio film per ragazzi http://www.imdb.com/title/tt0089114/
“Explorers” di Joe Dante… se hai visto il film e letto il libro, saprai di cosa parlo…

CyberLuke ha detto...

Il finale non m'è dispiaciuto.
Ho apprezzato parecchio la caratterizzazione dei "responsabili" della Cupola, e, anche se non del tutto nuove, le loro "motivazioni".
Di finali peggiori s'è macchiato King, a mio giudizio, a iniziare da L'Ombra dello Scorpione, ma anche Insonnia o il già citato It da poisonedTooth, qui sopra.
Ma, tutto sommato, resta un romanzo ben sopra la sua media.

Yeeshaval ha detto...

Non ho letto il romanzo in questione, ma, per inciso, preferisco anch'io di gran lunga i libri che non forniscono risposte, o, se le danno, aprono solo la strada ad altre domande.
Per rimanere in ambito di King, potrei citare Notte Buia, Niente Stelle, splendido – non dà risposte, mostra delle cose, delle persone normale infilate in contesti straordinari. Le conclusioni le deve trarre il lettore. Eppure le trame sono chiuse in se stesse, complete. Prendiamo "La Giusta Estensione", il terzo racconto. L’ho trovato una delle letture più disturbanti che abbia mai fatto. Non c’è uno straccio di giudizio sul comportamento del protagonista, né una bilancia cosmica che raddrizzi il corso del cose. Ci sono solo i nudi fatti, che, proprio perchè narrati in modo magistrale, aprono abissi di interrogativi sulla natura umana, sul destino, sul male e sul bene.

pa ha detto...

ecco, questo è un suggerimento fantastico. già tempo fa avevo pensato di leggerlo e poi me ne ero scordata. ti stupirò ma io amo stephen king, quello dei vecchi tempi per lo meno. e questa trama mi manda fuori di testa.

Narratore ha detto...

Il libro mi è piaciuto un sacco. Ottima gestione dei personaggi e della trama, con un finale che (come al solito) poteva riuscire meglio.
Devo ammettere che fra gli ultimi lavori del Maestro, questo è uno di quelli che più ho apprezzato, forse proprio per quella coralità che si respira.

La serie invece mi manca. Troppa paura di guardarla e scoprire, come spesso è accaduto, che si riveli una robaccia...

La firma cangiante ha detto...

Purtroppo il finale dei suoi libri spesso vanifica un po' il lavorone fatto in precedenza, vedi lo stesso It ad esempio. Io però sono della scuola che conta più il viaggio che la meta, vedi Lost per esempio. Quindi per me King è un grandissimo autore che ha commesso alcuni passi falsi (Il gioco di Gerald ad esempio a me non è piaciuto per niente, ma il peggio forse è quel mattonazzo di Insomnia polpettone lunghissimo e indigesto.

Per ora la serie la lascio da parte, voglio prima leggere il libro. Proprio in questi giorni sto rileggendo La zona morta.

Il Moro ha detto...

Per quanto riguarda il connubio con Straub, devo dire che Il Talismano a me era piaciuto moltissimo. The Dome è sullo scaffale in attesa che mi venga voglia di affrontare quella mole di pagine... :-)

CyberLuke ha detto...

Il Talismano lo lessi, tipo, nel 1992 (annus horribilis). E in effetti, quella bizzarra contaminazione fantasy mi piacque – inaspettatamente – parecchio.
The Dome spaventa, è vero, ma poi va giù come acqua.

LUIGI BICCO ha detto...

>> così, a spanne, un paio
>> di centinaia di pagine
>> si sarebbero potute sfoltire

Ellamiseria. Allora non ci siamo proprio. 200 pagine sono davvero troppe anche per Mister King :D
Ma a parte gli scherzi, questo libro è sullo scaffale "ancora da leggere", insieme a 22/11/'63.
Certo è che all'epoca, quando lessi la trama di The Dome mi chiesi come fosse possibile che per certi versi fosse così simile a quella del film dei Simpson di due anni prima. Sarà un caso. Ma il mistero rimane.

Babol ha detto...

L'avevo già detto nel commento alla serie ma lo ripeto: finale a parte (affrettato e un po' campato per aria a differenza del pre-finale, cattivissimo!) è uno dei migliori libri che lo zio King abbia scritto negli ultimi anni.
Però a me era piaciuto molto anche L'acchiappasogni, a differenza di quell'aborto di film XD

Maura ha detto...

Ho letto poco di King, ma tutta bella roba e di sostanza.
Non lo giudico nemmeno uno scrittore horror "classico", nel senso che. come dici tu, gli orrori di cui racconta sono molto più "umani". e proprio per questo "veri".
Ma in questo "The Dome" lo spunto è più fantascientifico, mi par di capire.

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