martedì 3 novembre 2015

I cani volano.


Non aveva mai avuto alcuna possibilità, ma lei questo non lo sapeva.
Era un cane e credeva in quel presente infinito che concepiscono solo gli animali e – naturalmente – credeva nei suoi colleghi umani.
C’era solo l’imbarazzo della scelta: poteva crepare di fame, per mancanza di ossigeno, o per il surriscaldamento dello Sputnik 2 col quale Laika lasciò la Terra per sempre, mucchietto di carne e pelo sacrificabile.
Forse attraverso il piccolo oblò avrà anche gettato un’occhiata alle stelle là fuori, ma era incapace di capirle o di apprezzare quanto più vicina di noialtri rimasti quaggiù a girare manopole ci fosse finita... quindi una ben magra consolazione.
Il suo cuore di cane fu schiantato dal panico e dalla solitudine incomprensibile, e compì più di duemila orbite intorno la Terra prima di tornare giù, bruciando come una cometa e disperdendosi nel cielo, sfortunato pioniere spaziale a cui non era stata regalata neanche una chance in cambio dei progressi che – ci hanno detto, per poi essere smentiti anni più tardi – avrebbe fatto compiere al volo umano nello spazio. 

Dopo tanti anni, ripenso a Laika oggi, nell’anniversario del suo lancio dal Cosmodromo di Bajkonur e sono ancora dispiaciuto.
Una morte è una morte, e, forse, non esistono morti giustificabili, non importa su quale altare vengano compiute. E, sì, lo so bene, è difficile piangere un animale – morto, questo, pure parecchio prima che io nascessi – senza esporre il fianco a cinici commenti sarcastici. E vi dico di più, penso che sia anche giusto così.
Ma detto questo, è altrettanto difficile, per me, stasera, non dedicare un pensiero e una veloce photoshoppata proprio a lei, la cagnolina sparata a spianarci la strada per l’universo, all'abbordabile costo del suo piccolo cadavere.
Laika in the sky with diamonds.

10 commenti:

Lady Simmons ha detto...

Ci ho pensato tante volte a questa piccola astronauta involontaria. Simbolo della crudeltà umana che si giustifica con la scienza. Sicuramente lei avrà scodinzolato a quelli che l'hanno infilata nella sua bara spaziale. Avrà voluto bene a quegli scienziati che non hanno dubitato per un secondo se fosse giusto sacrificarla.

Glauco Silvestri ha detto...

Quand'ero piccolo avevo una cassetta con dei brani cantati da Topo Gigio. Uno di questi brani era dedicato a Laika. Era il mio preferito. Lo cantavo spesso, e ancora oggi ne ricordo ancora alcune strofe.

Mi rendo conto che al momento del lancio Laika era già spacciata, e che lei non sapeva neppure ciò che gli sarebbe successo, e che si fidava degli scienziati che l'hanno infilata in una bara di metallo e spedita nello spazio... Ma, è lo stesso discorso della vivisezione. E' vero, non è bello far soffrire gli animali, è sbagliatissimo, però se lo scopo è importante, forse è possibile farlo. Magari bisogna cercare di ridurre il più possibile la sofferenza della creatura che si sacrificherà per noi, ma è giusto farlo.

Peggio sarebbe uccidere l'animale per farne una pelliccia, o castrarlo affinché non abbia piccoli, o non vada in calore, o tagliargli le corde vocali così che non abbai forte di notte, o ancora strappargli gli artigli così che non rovini le tende di casa, o addirittura abbandonarlo perché costa troppo mantenerlo, o perché il figlio si è stancato, e persino fargli una iniezione perché le cure sono costose. Ecco... Queste sono le vere malvagità rivolte agli animali. Comprarli, usarli come giocattoli, e buttarli via perché danno fastidio.

Ma Laika ha fatto qualcosa di importante, e ancora oggi è ricordata da tutti. E' diverso.

Topogigio recitava, vado a memoria:
L'han messa in una casa del futuro, e ora viaggia nelle immensità.

:-)

CervelloBacato ha detto...

Perché dici progressi poi smentiti?
Comunque sia è impossibile non provare un po' di dispiacere ed empatia. Purtroppo spesso c'è bisogno di testare certe cose prima di provarle sull'uomo, ma è giusto che sia così, la vita umana trovo sia più importante. Per questo la domanda iniziale. ;)
Bellissimo post comunque.

Glauco Silvestri ha detto...

Un video che potrebbe interessarti:
http://www.asitv.it/media/vod/v/2258

Ariano Geta ha detto...

C'è un albo di Dylan Dog in cui una misteriosa creatura proveniente dallo spazio commette atrocità perché odia gli esseri umani. Alle fine della storia si scoprirà che la creatura era una scimmietta, evolutasi sino a diventare intelligente, che decenni prima era stata lanciata nello spazio come Laika, e si era perso nel buio dell'universo avvolta da un terrore profondo e dall'incapacità di capire il perché le abbiano fatto una cosa così crudele...

Silvia ha detto...

Una vita è una vita, hai detto bene. Pur non essendo uno di quegli animalisti sfegatati che augura la morte tra atroci sofferenze anche a chi schiaccia una zanzara, trovo la storia di Laika ti una tristezza infinita. Per la cagnolina, che ha avuto negli scienziati non solo dei padroni ma dei compagni di lavoro, ed è un legame enorme per un cane che significa affetto, dedizione e soprattutto fiducia. E per le persone che senza voltarsi indietro l'hanno condannata a morire in maniera atroce, mettendo (almeno per me) nella stessa bara spaziale la loro umanità. Non si poteva fare altrimenti? Stento a crederlo, onestamente, e ogni volta che ripenso a questa bestiola mi manca l'aria. Grazie di averle dedicato un pensiero e un photoshop :)

Matteo ha detto...

Un bel pensiero per un povero animale sacrificato sull'altare della "scienza". Penso non sarebbe stato difficile trovare altre vie, ma negli anni '60 la questione animalista era lievemente meno sentita rispetto a oggi. Per fortuna almeno in quel senso sembriamo esserci un po' evoluti.

CyberLuke ha detto...

@Lucrezia: gli animali, i cani in particolare, sono straordinari. Una fiducia così cieca e assoluta nelle loro controparti umane. Che è anche la loro rovina.

@Glauco: L'han messa in una casa del futuro, e ora viaggia nelle immensità.. Ecco. Mi è tornato il magone.

@Cervello: il fatto che il lancio di Laika fu un sacrificio inutile è opinione persino di Oleg Gazenko, responsabile della missione, che in un'intervista del 1998 affermò che erano state raccolte pochissime informazioni da quella missione, dovute anche alla morte prematura della bestiola.
Come in parecchi altri casi, la missione di Laika (il primo essere vivente nello spazi) aveva una valenza soprattutto politica.

@Ariano: credo di averlo letto. Struggente. E, come diceva qualcuno: non mandare una scimmia a fare il lavoro di un uomo.

@Silvia e Matteo: mi piace pensare che un giorno ci evolveremo sotto questo punto di vista… anche grazie a Laika.

Uapa ha detto...

Grazie, Luca, per questo articolo. Sei una persona sensibile ed è una cosa rara in un mondo di persone glaciali o non abbastanza coraggiose da mostrare i loro lati più teneri.
Ci penso anche io a Laika, ogni tanto, e mi si stringe sempre il cuore, povera cucciola.

Uapa ha detto...

@Glauco sarei cauta nell'associare castrazione e sterilizzazione a crudeltà; sono pratiche necessarie per evitare che chiunque si improvvisi allevatore, andando a guadagnare sulla pelle dei cuccioli che, spesso, finiranno ad affollare i canili. E, nel caso in cui non si desiderino gravidanze, riduce il rischio di tumori e gravidanze isteriche.
Concordo col resto: troppo spesso gli animali vengono adottati per sfizio, pensando di poterli gettare via quando il capriccio passa.