domenica 22 agosto 2010

UK chronicles, parte 2


Londra non è certo una delle mie città preferite, non sta neanche nelle prime cinque, ma, dopo averci girato una settimanella dopo dieci anni d'assenza dalla mia ultima visita, non posso che riconoscere che coincide col concetto di metropoli molto di più di quanto noi potremmo mai avvicinarci.
Prendete la metropoli italiana che preferite: Milano, Roma, Napoli... quella che volete.
Stanno a Londra come Milano sta a Bassano del Grappa, o Roma a Vetralla.
Noi giochiamo a fare i moderni e i mitteleuropei. Londra lo fa per davvero.
Noi, con i nostri negozi chiusi tre ore per la pausa pranzo e i quartieri che sembrano una scena di Io Sono Leggenda se ti avventuri in città le due settimane di ferragosto. Con le strade che si svuotano all'abbassarsi delle saracinesche e con un metrò che usano solo extracomunitari e diseredati.
A Londra cammini per strada e le undici di sera sembrano le undici di mattina: una sfilza ininterrotta di ristoranti uno attaccato all’altro, negozi, negozietti, food e news, bookstore, illuminati a giorno, neon e insegne accesi in tutte le lingue.
Se a Roma ti fai una passeggiata dopo le nove di sera, gli unici negozi che non vedi blindati dalle saracinesche sono le banche e le agenzie immobiliari con gli annunci illuminati da un faretto alogeno.
Vedo un giamaicano con un giubbotto fosforescente, un elmetto di plastica colorata e l'iPod nelle orecchie a cavalcioni di una macchinetta che pulisce il marciapiede. È tardi, non lo vede nessuno ma lui esegue quel compito con precisione e metodo, e non si fa sfuggire manco una cicca. Muove la testa carica di rasta al suono di una canzone che non posso sentire.
Quel lavoro, da noi, se ci fosse, sarebbe riservato al cugino del parente del fratello dell’assessore.
E, ad ogni modo, il cugino del parente non pulisce per terra, sarebbe in malattia.

Made in Italy.
Dalle parti di Leicester Square mi fermano tre ragazzi, un indiano, una giappo e una di colore, e mi chiedono di fargli vedere l'iPad. C'è qualcosa nel loro aspetto e nel modo di fare che non mi fa sorgere neanche per un secondo il sospetto che vogliono rubarlo, e per cinque minuti faccio il dimostratore senza beccare un soldo da Apple.
Il ragazzo indiano mi augura buona serata, ma me lo deve dire due volte.
Where you come from?– mi chiede la giappo.
– Italy...
– PERONI! – mi fa lei, tutta felice, sfoderando l’unica parola che conosceva in italico idioma.
Ci salutiamo a suon di Peroni e continuo la serata, rimuginando tra me e me: Heineken. Twinnings. Sapporo. Johnny Walker. Potrebbe essere un nuovo vocabolario turistico di base.

27 commenti:

Roberta la Dolce ha detto...

"Peroni"... :-D
Fantastico....
Complimenti per le foto!

Antonio ha detto...

Mi fa piacere che hai trovato i lati positivi di Londra....

Aspetto altre foto!

un abbraccio

:)

Christian ha detto...

La cosa del tipo che pulisce i marciapiedi è troppo vera...

laFra ha detto...

Proprio vero che in Italia non esistono metropoli degne di questo appellativo.
Nelle ultime vacanze che ho passato a Milano (inizio luglio) ho avuto la sensazione di essere in una città post-atomica.
Poi ho realizzato: i negozi sono chiusi la domenica; niente pedoni, e i pochi che ci sono anziani; non esiste un servizio pubblico adeguato; se parli una lingua che non è l'italiano ti guardano storto...meglio non andare oltre.

Alex McNab ha detto...

Londra invece rientra senz'altro nelle cinque città in cui mi piacerebbe vivere.
Oltre a tutti i pregi che hai giustamente segnalato tu, ci aggiungerei anche un traffico sostanzialmente fluido (perché si usa molto meno l'auto come mezzo privato), e la gente più terra terra (meno abiti firmati, più ragazzi in felpa e jeans). Per me questa non è una cosa secondaria, non vivendo a Milano, dove oramai è quasi obbligatorio vestirsi in un certo modo anche solo per prendersi un caffè al bar.
Ah, aggiungerei anche che a Londra esistono luoghi, pubblici e non (pub, pret a manger etc) dove ci si può sedere per un'oretta o due con un libro o con un portatile, senza essere disturbati da vicini chiassosi o da gruppi di cafoni ululanti.

Micaela ha detto...

Mettere a confronto Londra con Milano è fin troppo impietoso! ;D
E, purtroppo, a partire dalle cose più piccole e all'apparenza banali... la segnaletica, tipo.
Chi è turista qui a Milano non riesce ad orientarsi... anche con le piantine della città alla mano, fanno assai fatica !
A Londra invece puoi tranquillamente girare senza nulla (o al massimo con quella della metro, dato che hanno 11-12 linee) e non ti perdi mai !
Non sapete poi le volte che mi è capitato di essere fermata da turisti in zona Cadorna-Conciliazione (quartiere che io ho soprannominato la “Chelsea Milanese”) che mi chiedono dove sia non qualche sperduto e sconosciuto monumento o chiesa, ma bensì Santa Maria delle Grazie e quindi il Cenacolo ! Questo per dirvi che neppure l’opera d’arte più famosa di Milano nel mondo è praticamente ignorata dalla segnaletica stradale (turistica e non)
ho chiesto infatti da tempo all’Atm di cambiare la fermata M1 di “conciliazione” in “conciliazione-s.m. delle grazie” (su esempio di cairoli-castello) e di mettere un segnale per il cenacolo almeno in corrispondenza dell’uscita su via Boccaccio...
e mi fermo qui!

Davide ha detto...

@Micaela: per quanto ne so io la segnaletica turistica non è esattamente la prima fonte di preoccupazione fra gli stranieri in visita.
Si accontenterebbero già di qualche auto che si fermi per farli attraversare sulle striscie, senza che debbano rischiare la pelle per arrivare a metà strada prima che qualcuno cominci a pigiare sul freno !
Inoltre non c’è un attraversamento stradale che sia sbiatito o che non abbia il famoso ed utile “look left - look right” segnato sull’asfalto con un impasto indelebile !

@Cyberluke: attendo ansioso il resto delle UK chronicles!

Angel-A ha detto...

Non abito in nessuna delle grandi "metropoli" italiane, ma ho vissuto anni a Milano, sono stata e ho amici in ogni parte d'Italia.
E ho passato tre mesi a Londra nel 2007 e posso dire con assoluta sicurezza che, ragazzi, noialtri siamo dei bei provinciali... di gran lunga.
Qualche milanese si illude che la città più internazionale del paese sia la sua, ma non ha la più pallida idea di che cosa sia una vera metropoli e di come ci si vive.
Londra è veramente cosmopolita, si incontrano persone da altri paesi e altre culture ovunque. E non parlo solo dell'immigrato che pulisce il marciapiede o ti timbra il biglietto sul Tube, ma di compagni di corso, colleghi, studenti di scambio, amici di amici, eccetera... si vive in un ambiente totalmente internazionale.
Nessuno bada troppo alle mode o ai modi di parlare, vestire, comportarsi... (in queste cose Milano è provincialissima). La città è aperta al mondo, per niente ansiosa di quello che è e del suo ruolo, o desiderosa di affermare supremazie morali sul resto del paese. Non è afflitta da nessun complesso di inferiorità ma nemmeno è ipersensibile alle critiche. È vivissima a tutte le ore del giorno e della notte. Ha un'offerta culturale che qualsiasi altra città italiana si sogna (e molto spesso tutto gratuitamente). Ha veramente il fisico da grande città del mondo, si vede che è una città con le spalle larghe, e non dà l'idea di essere una grossa provincia come ogni altra "metropoli" italiana... ^____^

Anonimo ha detto...

Vado un pelo OT... l'ultima foto, quella col grattacielo a uovo, è strepitosa... ma dov'è questo palazzo? a Londra?
E' una roba recente?
E' identico – tra l'altro – a uno comparso in uno degli ultimi Dylan Dog... e io che credevo fosse inventato... O__o

CyberLuke ha detto...

@anonimo: in effetti, è un edificio abbastanza recente, completato nel 2002 e inaugurato nel 2004.
Su Wikipedia trovi tutto cercando 30 St Mary Axe.

Uapa ha detto...

Che spettacolo, Peroni XD
Belle foto, mi piace rivedere quei posti :')
E capperi, che vergogna, ancora non ho attraversato il Tower Bridge °O°'
Se fossi in te, io farei attenzione a parlare così del cugino del parente del fratello dell’assessore...
Comunque non mi stancherò mai di ripeterlo: l'Italia è un paesemeraviglioso a cui non manca nulla. Solo che è amministrato da schifo ç_ç
Qualcuno, qualche gradino più su di te, nella prima foto, stava mangiando un panino che sembra delizioso ^^ Hai assaggiato quei panini ripieni di tutto-formaggio e pickles? ^^

Uapa ha detto...

E in effetti è una città strapiena di culture così diverse che mi sembra unamagia come possano vivere così bene insieme, totalmente amalgamati :-)

Anonimo ha detto...

....Peroni...!!

e pensare che da un pò non è più cosa italiana (non ricordo quale multinazionale l'ha acquisita)

almeno Paolo Rossi o Baggio..... :))

Beppe

iSDC ha detto...

Che ti ha fatto Bassano del Grappa?
>;)

Noemi2010 ha detto...

Gli inglesi amano la loro cucina ma non disdegnano di cenare in un ristorante giapponese o greco (o pakistano, o indiano, o vietnamita, qui a Londra c'è tutto, ma proprio tutto-tutto), non perché fa figo come succede in Italia, ma perché gli piace; lavoro non in un ufficio pubblico ma in una multinazionale con sede a Londra, che ha il suo ufficio principale in Italia a Roma; non ho mai sentito nessuno parlare di Totti o Fabrizio Corona.
Per molte cose, l'Italia mi manca.
Ma se volete respirare l'aria di una città internazionale e cosmopolita (sul serio), non c'è proprio lotta.

CuriosityKillTheCat ha detto...

A Londra ci vivo per motivi di studio e devo dire che sono d' accordo con te su ogni punto.
Adoro i tuoi racconti sulle tue vacanze in UK :)
Prima abitavo a Milano ed il clima è molto differente. Sono più attenti alle mode e magari ti guardano storto per come sei vestito o per il tuo accento.
Ho passato anche un paio d'anni a Roma, decisamente meno provinciale. Si è più liberi. Il contatto con altre culture, con altre tradizioni , è fantastico. Mi sono trovata benissimo tanto che quando torno in Italia , nonostante i miei stiano in Brianza, cerco sempre di passarci qualche giorno.

Yeeshaval ha detto...

Ok, io vado un po' controcorrente (tanto x cambiare).
Va bene il turismo. Ma se parliamo di trasferirsi all'estero per motivi di lavoro, non la vedo troppo bene.
Andare a vivere in una grande città - specie all'estero, dove si è sempre stranieri - è un vero e proprio salto nel buio per chi non ha le spalle ben coperte, o non ha una qualifica che gli permetta di trovarne un lavoro con cui mantenersi.
Ho sentito che ultimamente anche i businessman, a Londra, tendono ad affittare in periferia...
Tutti che appena possono scappano dal loro paesino per andare a vivere a Roma, Milano, Londra, Barcellona, Madrid, Amsterdam, Parigi, Bruxelles....salvo poi fare ritorno a casa (almeno il 70% di essi) dopo qualche mese o al più un anno.
Le metropoli hanno il loro fascino, non lo nego.
Ma, in Europa e soprattutto in Italia, offrono delle condizioni di vita più scadenti, con prezzi assurdi non solo per gli affitti, ma anche per i generi di prima necessità.
Senza parlare della situazone dei trasporti pubblici, che magari all' estero è un po' migliore, ma che in città giganti come Parigi e Londra sono comunque super-costosi (confermi, Cyber?) e richiedono un lungo tempo di percorrenza, se vivi in periferia (e di certo il 98% di chi parte all'avventura non va a vivere in Zona 1-2-3 a Londra...)
Senza contare la grande concorrenza, di cui il mondo del lavoro nelle grandi città è saturo: troppi, troppi immigrati da ogni parte del mondo, trovare un lavoro "semplice" come cameriere a Londra o Parigi o Roma - specie se non si parla perfettamente la lingua locale - può essere inaspettatamente un'impresa.
E se lo si trova, è quasi sempre mal retribuito (tanta concorrenza = stipendio più basso, visto che se tu non lo accetti, assumono il prossimo)
I forum sugli italiani all'estero sono pieni zeppi di gente delusa e frustrata, partita per Barcellona e simili con l'idea del "non torno più" e poi tornata a casa dopo qualche mese scrivendo sempre le solite 3-4 frasi: "non c'è lavoro" - "sono razzisti" - "costa troppo" - "non ti ci mantieni".

Yeeshaval ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
CyberLuke ha detto...

@Uapa: hai perfettamente ragione, l'Italia potrebbe essere non solo un bel Paese, ma un vero e proprio punto di riferimento artistico e – a scavare – culturale.
Ma decenni di malgoverno e una mentalità media in continuo degrado (incoraggiata da pochi ma influenti personaggi), ne ha fatto il luogo da barzelletta che è oggi.
Sul serio, guardando l'Inghilterra la differenza è palpabile. Non è un posto dove mi piacerebbe vivere, ripeto... ma il provincialismo italiano è insopportabile.
E, no, quei panini non li ho mangiati... ma come hai fatto a vederli? :D

@Micaela e Davide: tutto giusto, ma mi ha sconcertato al mancanza del giallo nei semafori. Ma magari, là non gli serve.

@Yeeshaval: andare e "rifarsi una vita" oltreconfine non è una passeggiata, questo non l'ho mai detto.
Per andare a vivere in una grande città all'estero ci vuole iniziativa, autonomia, forza e coraggio: invidio Francesco, Alessandra e Antonio che l'hanno fatto. Chi prende l'esperienza come un momento di crescita personale riesce a reggere, almeno per un po', perché un'esperienza all'estero è arricchimento non sempre economico ma personale, culturale, linguistico.
Probabilmente non vale la pena restare a tempo indeterminato all'estero per fare il cameriere o la baby-sitter... ma, specie se si è abbastanza giovani, è un tentativo che merita di essere fatto.
Se poi le cose proprio non ingranano, al ritorno si ha se non altro una conoscenza della lingua superiore a qualunque studio fatto in Italia, e il trascorrere un periodo anche breve di lavoro all'estero è un buon biglietto da visita quando si rientra in Italia, cercando di nascondere la coda che striscia tra le gambe.

CyberLuke ha detto...

@ISDC: niente, ma non si tratta esattamente di Los Angeles... tutto qua.

Francesco Sternativo ha detto...

@Yeeshava e @Cyberluke

Il fatto di partire é una questione molto molto complessa e personale.
Attualmente io considero l'Italia un bellissimo paese per le vacanze, ma solo ed esclusivamente per quello.
Io sono partito per trovarmi un lavoro migliore perché in Italia la situazione é imbarazzante (e per imbarazzante, vi dico solo che ogni mese dovevamo dire al nostro capo di chiamare la commercialista e "ricordarle" di farci fare il pagamento in tempo o non avremmo continuato a lavorare.....).
Io ammetto di aver avuto la fortuna di essere la persona giusta al momento giusto e di aver trovato un ottimo lavoro, ma dietro la mia assunzione c'é stato un anno in Italia dove mi sono preparato i lavori da spedire alle compagnie.
Con i tempi che corrono non ti puoi permettere di dire "basta, ora prendo e parto" perché o hai una gran fortuna, o dopo 6 mesi torni indietro.

Per il discorso dei trasporti di Londra, a parte la sfiga di Cyber con i treni, io in 2 anni ho avuto cosí poche situazioni spiacevoli che potrei contarle sulle dita di una mano. Il treno quando dice che parte alle 18, parte alle 18. La metro e gli autobus sono super efficenti ed ho sempre sentito che il prezzo che pagavo era ben proporzionato al trattamento che ricevevo.

Per il discorso del mercato saturo é vero, la situazione sta diventando sempre piú difficile proprio per via di noi immigrati che stiamo sovrappopolando l'inghilterra cercando di scampare alle nostre brutte situazioni. Alla fine dipende molto da te e come ti vendi...la mia ragazza ha impiegato 8 mesi prima di trovare un impiego che non fosse nella ristorazione.

Diciamo che comunque lasciare casa, parenti, amici e tutta la vita che hai vissuto finora é una cosa estremamente difficile, ci sono giorni in cui vorresti tornare a casa, sai che gli italiani sono considerati lo zimbello d'europa, il cibo sembra artificiale ed il sole si mostra 40 giorni all'anno....ma dall'altra parte la sera vado a letto felice :)

Francesco Sternativo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Larsen ha detto...

le poche cose che ricordo dell'inghilterra (sono stato a nottingham qualche tempo da ragazzo) e' che mi ritrovai in compagnia di spagnoli e francesi, e ognuno continuava a parlare la propria lingua senza nessun (o quasi) problema di comprensione, con buona pace del mio inglese parlato che resto' a livello del miglior rutelli...

per il resto, tranquillita' nelle zone residenziali (sembrava una ghost town), pulizia, servizi pubblici precisi... ma un'aria fredda e impersonale.

invidio molto francesco e la scelta che ha fatto, scelta che avrei dovuto fare 10 anni fa, ma da giovani si e' stupidi, e si da troppo valore a cose che, col senno di poi, a distanza di 10 anni non valgono la rinuncia fatta.
oggi come oggi, mi dicessero vieni su a lavorare (preferirei in canada, ma non nella parte francofona...) starei gia' facendo le valigie, senza nessun problema, pronto a cancellare questo paese dalla mia routine quotidiana.

Uapa ha detto...

@ Luke: nella prima foto, qualche gradino più su... Quella persona ha in mano un panino *.* Magari non è quello che intendo io, ma magari sì XD Gnam ^^ Mi sa che non riuscirò mica ad entrarci nel vestito da Sailor Jupiter ^^'

Antonio ha detto...

Non e' per niente facile.

E' una citta' che da' tanto ma chiede anche tanto.

Londra e' una citta' molto bella e affascinante, ma per un Italiano potrebbe essere molto difficile abituarsi.

Immagino che sappiate quali sono gli aspetti negativi...

Per quanto riguarda gli aspetti positivi, io sono felice di aver fatto questa esperienza, perche' l'esperienza all'estero fa crescere molto, sopratutto umanamente.

Non ho mai vissuto nel nord Italia ma presumo che Milano o Torino non siano paragonabili a Londra, purtroppo o per fortuna...

Dal punto di vista lavoro...Sta diventando tutto molto piu' complicato, i mercati sono saturi, ma ricordiamoci siamo a Londra e per quanto sia vera la crisi e la competizione e' forte, le societa' continuano ad assumere e riciclare nuove posizioni.

Non penso proprio che gli immigrati non sono rispettati, io posso dire tutto il contrario, invece mi hanno parlato molto male dei ristoranti italiani, dove il personale viene sottopagato e sfruttato.

La Sicilia mi manca moltissimo!!!

Dama Arwen ha detto...

Amo Londra dall'infanzia, l'ho amata di puù quando ci sono stata per un mese (un sogno che si avverava).
E rivedere le tue foto e leggere le tue "cronache" mi fa venire una voglai immensa di tornarci...

Fra ha detto...

Le foto sono bellissime. Una volta, ero in funivia, e degli stranieri mi dissero "Italia... mafia" sorridendo come se avessero detto una cosa bellissima... mi chiedo se avessero capito esattamente cosa stavano dicendo.
la sensazione di essere in pieno giorno quando invece è notte, l'ho avuta in alcune zone di Parigi qualche anno fa... molto bello.
ho una voglia matta di tornare a Londra!

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