martedì 7 settembre 2010

Guarda e impara, 20

Le campagne pubblicitarie di oggi da cui imparare provengono dalla Germania, dall'Olanda, dal Brasile e dalla Thailandia.
E non che noi non siamo capaci, come avrete notato a più riprese nelle scorse puntate.
È che noi, la buona pubblicità la esportiamo, non la usiamo.
Come al solito, alcune di esse vanno obbligatoriamente ingrandite per apprezzarle meglio (basta farci clic sopra).

Veggieburger (McDonald’s)
Sapevate che è da anni e anni che McDonald's ha nei suoi listini l'hamburger vegetariano? Non che io sia tra i possibili clienti, ma i tizi di Neue Digitale/Razorfish di Berlino hanno trovato comunque un modo efficace di promuoverlo.

Mais Printing House (multisoggetto)
L'agenzia è la Mohallem/Artplan di San Paolo del Brasile.
Il cliente è un'azienda che si occupa di stampa digitale. Ebbene, se vi affiderete a loro, suggeriscono i tre manifesti, non correrete il rischio di avere brutte sorprese a lavoro finito.
Notate che i modelli hanno in mano delle stampate, non degli specchi.
Io la trovo fantastica.

Volkswagen (multisoggetto)
Le pubblicità Volskwaagen sono immancabilmente di ottimo livello.
E, come sapete, io ho un debole per le campagne dove non viene mostrato il prodotto. Questa multisoggetto assicura, in modo inequivocabile, che guidare di notte un'auto con dei fari Bi-Xenon, dev'essere proprio una gran cosa.
L'agenzia è la DDB di Berlino.

King’s Stella (multisoggetto)
Lavoro di copy ridotto al minimo per questa multisoggetto destinata a promuovere un deodorante per ambienti. Lavoro elegante, pulito, d'impatto. Ma che si può volere di più, da una campagna pubblicitaria? Che ci sia Totti?
L'agenzia è la McCann di Bangkok.


Ikea
(multisoggetto)
Qualcuno comincia a sospettarlo già da un po': montare la roba dell'Ikea una volta era più facile.
E se facesse parte di un piano per spingere gli utenti a servirsi del loro servizio di montaggio a domicilio? Comunque sia, questi cascano sempre in piedi.
L'agenzia è la Grabarz & Partner di Amburgo.

Sikkens
(multisoggetto)
Sikkens produce vernici. Il che potrebbe sembrare piuttosto noioso, per non dire di chi è chiamato a pubblicizzare il marchio.
Direi che la Van Walbeek Etcetera di Amsterdam se l'è cavata alla grande.

Vista à la Carte
Sarà pure una banalità, ma quale terapia di coppia è più efficace (o – quantomeno – piacevole) che mollare tutto per un po' e farsi un bel viaggetto assieme senza prosciugare il conto in banca? È quanto consiglia Vista à la Carte, un tour operator che si è affidato alla Publicis di Bangkok.

15 commenti:

Gloutchov ha detto...

Credo che, in Italia, pubblicità simili si siano viste negl'anni ottanta, con la fiat uno (ricordi? Sciccosa, comodosa etc etc) e più di recente con le pubblicità di Esselunga ^_^ Però sono eccezioni che confermano la regola...

Ferruccio gianola ha detto...

Ogni tanto da noi si trova qualche spot originale o quale manifesto fuori dagli schemi, tuttavia esiste sempre il limite dovuto al fatto che cerchiamo sempre di usare l'immagine di personaggi famosi o lo stile di qualche pubblicitario che ormai ha fatto il suo tempo. Questo meccanismo tocca anche gli altri campi; è banale, lo so, ma io la vedo così:-)

Uapa ha detto...

La mia rubrica preferita ^^
Non so nulla di grafica e non mi intendo di queste cose, ma certo, quando vedi pubblicità di questo genere, la differenza si vede eccome...
Sono davvero belle, originali e d'impatto.
In effetti comincia ad urtarmi un po' i nervi che qui si debbano per forza usare personaggi famosi per fare pubblicità. Per carità, tantissimi di loro davvero simpatici, ma secondo me si tagliano un po' le gambe a idee originali o, perché no, a tanti sconosciuti che invece potrebbero trarne qualche opportunità :-S

Simone ha detto...

Io provo a vederle da "cliente": una pubblicità elaborata è divertente, ma non sempre mi dà l'idea di cosa potrebbe essere realmente il prodotto.

Se avessi i fari fighi vedrei la notte come di giorno? Davvero? E per far pace con qualcuno basta andarci in vacanza insieme? Io penso proprio di no, per cui non vedo perché dovrei comprare un prodotto che pare una fregatura.

Per assurdo il personaggio "famoso" magari mi sta simpatico, e penso (ovviamente sbagliando, ma è così) che se mi consiglia lui che è simpatico e affidabile evidentemente non sarà una fregatura. Cioè, George Clooney accetterebbe dei soldi per dire che è buono un caffé di merda? E Bonolis, e Totti?

Nella mia mentalità (italianissima, immagino) gli "amici" ci vogliono bene e non ci fregano mai, mentre se incarti qualcosa in una busta colorata con disegnini ed effetti speciali (il classico "mattone" nel pacco) mi stai tirando la cosiddetta "sola".

Simone

Matteo ha detto...

Sono molto belle. Alcune un po' a doppia lettura (tipo quella dei deodoranti, l'idea che m'ero fatto a primo impatto è che facessero puzzare anche i fiori...).

La mia preferita è quella delle vernici, ma anche le stampate brasiliane e il Veggie Mac sono di gran livello :)

CyberLuke ha detto...

La pubblicità spessissimo parla per iperbole, meccanismo comunemente accettato dal consumatore che sa benissimo che le automobili che vede negli spot non saltano e ballano, ma è disposto a ricevere un messaggio di un certo tipo.

Anche se a molti può sembrare sbagliato, uno degli scopi principali della pubblicità e far conoscere il prodotto, non esplicarne le effettive caratteristiche, tanto più che l'emotività è da sempre il principale fattore alla base degli acquisti, anche di beni durevoli.

La storia dei testimonial io la trovo sorpassatissima e vuota, un'ultima spiaggia quando il creativo di turno non sa che pesci pigliare.
E, questo te lo posso assicurare, i testimonial ripetono alla lettera quanto gli viene detto di dire.
Sono professionisti. ;)

Maura ha detto...

Le trovo tutte molto belle, e anche potenti dal punto di vista comunicativo.
Certo, si vede che non sono "pensate" per un pubblico italiano, specie quella Ikea, molto ironica, e l'ultima, quella del tour operator, molto "raffinata".
Poi, certo, lo so anch'io che non basta farsi una vacanza da qualche parte per appianare ogni conflitto nella coppia, ma l'idea è carina e si fa notare, e allora ha centrato il bersaglio, come dice Cyber.
Le pubblicità con la gente famosa può avere un valore aggiunto sui più ingenui, quelli che credono o fanno finta di credere che se è Totti o la Canalis a dirmi di comprare una cosa, allora quella cosa dev'essere buona.
Però è un meccanismo che funziona ancora, almeno qui, non so all'estero.

Ariano Geta ha detto...

Credo che la percezione personale conti parecchio, però a titolo personale posso dire che trovo di gram lunga più interessanti (e creative) immagini del genere che non l'ennesimo mega-cartellone pubblicitario con le grazie di Belen in bella mostra a far da cornice a un telefonino...

dactylium ha detto...

Scusate, ma leggo bene sulla prima pubblicità dell'Ikea?
Perché in Italia un'immagine simile con la traduzione letterale mi parrebbe un po' volgare.
Non voglio certo fare il moralista (anche perché non lo sono), però, ecco, pensarla in italiano mi crea un'associazione di idee tra marchio e sostantivo non proprio felice.

Geniale quella delle vernici!

A me il testimonial famoso ha francamente rotto le scatole.
Anche perché sono esosi, e i loro ingaggi per dire quattro cazzate ricadono sui consumatori.
Sono più felice di "pagare" per la creatività di un grafico che per le grazie della bonazza di turno.
Anche perché credo che il grafico costi molto meno.
E poi, quando un prodotto è sponsorizzato da un personaggio che detesto, faccio a meno di comprarlo.

Ciao, dacty

Anonimo ha detto...

Il motivo per cui l'italiano medio non capirebbe la pubblicità dei fari che fannodiventare la notte giorno è semplice, e cioè che è stupido. proprio non la capisce, punto e basta.

dovrebbe fare due più due. gufo = notte (questa è cultura di base e anche qui stiamo messi male), che ci fa un gufo di giorno? aah, i fari!...

due pensieri uno di seguito all'altro? e uno per giunta consequenziale? see, vabbè. voi ci siete stati in coda nel traffico sulla casilina, per dire? avete presente il tipo umano? o avete sentito qualche conversazione nei posteggioni dei centri commerciali? ma quando.

Totti invece è un pensiero solo. neanche un pensiero, è un'immagine già scolpita nei pochi e lenti neuroni.

e tutto questo alla faccia dell'italiano "furbo" e creativo.

Planetary ha detto...

>uno degli scopi principali della pubblicità e far conoscere il prodotto, non esplicarne le effettive caratteristiche

Eh, a farlo capire ai clienti :(
Qua che ci sia poco spazio o ce ne sia tanto più roba ci infilano e più son contenti.

BlackBox ha detto...

Come fa notare Luke, queste pubblicità provengono oltreconfine e sono "tarate" per un altro mercato.
Quella Volkswagen, ad esempio, anonimo obietta che richiederebbe a noi italiani uno sforzo supplementare x essere colta, uno sforzo che forse "non vuole" fare, più che "non può" fare.
Cosa è peggio? ;-)

x dactylium: "shit" probab non è forte come se noi dicessimo "merda"! o "cavolo!" (vabbé, hai capito...)... anche qui è questione di mercato, di culture diverse, di società...

Bellissima gallery, comunque! Dovresti farne un appuntamento settimanale (ok, quindicinale?)! :-)

dactylium ha detto...

@ BlackBox: forse come interiezione "shit" è più comune del corrispettivo italiano, però il significato resta quello.
Propendo di più per la tua spiegazione sociologica. :-)

Grazie.
Ciao, dacty

Taka ha detto...

comunque, a voler essere pignoli secondo me quello è un allocco. :D

belle immagini, soprattutto quelle (un po' finte) della vw. :)

Fra ha detto...

mi piacciono tutte molto, quelle delle rose che "mangiano" gli odori in particolare... :)

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