martedì 21 settembre 2010

[ADDETTI AI LAVORI] Monik Dinardo


Proseguiamo con la carrellata di veloci interviste ai professionisti nel bistrattato settore della creatività. Oggi è di scena Monik, che ho scelta per ricordare che c'è tutto un aspetto "dietro le quinte" che è fondamentale a tenere in piedi il baraccone: quello che fa lei fa meno scena che creare una campagna pubblicitaria, ma richiede altrettanto mestiere.

Cosa c'è scritto sul tuo biglietto da visita? O, se preferisci, cosa rispondi quando ti chiedono "che lavoro fai"?
Quando mi pongono questa domanda, rispondo molto sinteticamente: sono un tecnico delle industrie grafiche, e mi occupo di prestampa in una tipografia.
In altri casi, a seconda del mio interlocutore, rispondo che lavoro con il Mac e pigio i tasti, per creare dei documenti con dentro testi e immagini da stampare in tante copie uguali fra di loro su delle stampanti gigantesche e costosissime. ;)
E nonostante questa spiegazione molto semplice che ho adottato, mia madre dopo sette anni che faccio questo mestiere, non ha ancora capito come mi procuro da vivere.
E mi guarda con un filo di sospetto ogni mattina che esco di casa per andare al lavoro.

Per i non-addetti: in che consiste il tuo lavoro? E cosa accadrebbe se non ci fossi tu?Il mio lavoro consiste nel saper interpretare tutte le informazioni che accompagnano l'elaborato grafico che arriva dal cliente, effettuare un controllo qualità e fare le modifiche necessarie a rendere il tutto ottimale per la stampa offset.
Le spiegazioni non sono il mio forte... quindi faccio degli esempi: supponiamo tu voglia stampare un libro, e che lo vuoi su carta patinata lucida da 180 grammi in brossura fresata: io apro il file, e noto che ci sono 81 pagine. Ti telefono e ti dico: "Devi togliere una pagina, o aggiungerne tre... le segnature possono essere dei quartini, ottavi, sedicesimi". La segnatura non è nient'altro il foglio di macchina contenente tutte le nostre pagine disposte in una determinata sequenza in modo che una volta piegato e tagliato ci restituisca la sequenza corretta di pagine.E non è tutto!… contemporaneamente devi fare altre mille cose, come procurarti un campione per verificare la dimensione del dorso di copertina a seconda della grammatura utilizzata, controllare le immagini, convertirle nello spazio colore per quel determinato tipo di carta e quella macchina da stampa, inserire tutte le lavorazioni particolari, come verniciature, serigrafie, stampe a caldo o l'inserimento di colori speciali in sostituzione della quadricromia (per esempio bicromie, o pantoni metallici) e tutto ciò che è relativo alla cosidetta "nobilitazione" degli stampati.
Una volta che tutto è sistemato si passano i file al reparto fotoincisa che prepara l'imposition delle pagine per la creazione delle segnature. Una roba sexy, eh?
Nel tuo lavoro è richiesta della creatività o hai la sensazione di fare la parte di un robot ben programmato?
Fare il robot è la parte obbligatoria del mio lavoro... sia nel caso che i file li forniscano i clienti, sia che ci si debba gestire i file internamente. Qualche volta capita che ci vengano dati solo testi e immagini, e le proposte grafiche devo tirarle fuori io. E in questo caso è ancora peggio... perché mi incazzo con me stessa. Litigo intimamente con la parte che vuole dare sfogo alla creatività, per tirar fuori qualcosa che sia anche tecnicamente fattibile.
Magari tiro fuori una bella idea creativa, poi i miei colleghi mi fanno notare che non ho adottato le finezze tecniche necessarie per la stampa.. o che potrebbero fare risparmiare soldi.

Quello che fai viene apprezzato (o, almeno, percepito) al di fuori del tuo ambiente di lavoro? O tua madre ti guarda con l'aria "sarebbe ora che ti trovassi un lavoro vero"?
Per quanto riguarda mia madre come ho già detto sopra... non ha ancora capito che faccio. Fuori dal mio ambiente vedo che viene apprezzato (o almeno... fa comodo ad alcuni avere un amico che fa il grafico): lo deduco dalla quantità di favori che mi vengono richiesti esternamente... e che mi rifiuto puntualmente di fare perché ho un altra passione che mi tiene impegnata oltre alla grafica e non avrei tempo materiale per farlo.

Per fare quello che fai ci vuole una vocazione? O ci sei arrivata per strane vie traverse?Terminate le scuole dell'obbligo non avevo le idee ben chiare sul mio futuro.
Ero indecisa, andare a lavorare in un negozio di fiori con mia cugina? fare il meccanico?
Avevo anche un'altra chance: iscrivermi alla stessa scuola che aveva fatto mia sorella. Non sapevo bene cosa insegnassero, ma c'era disegno, e a me piaceva disegnare. E poi c'erano c'erano questi bei computer bianchi, gli iMac... e io non avevo mai posseduto un computer in vita mia.
Sono contenta di quella scelta... a quest'ora mi sarei ritrovata a vendere mazzolini di fiori al mercato.

Ti è mai successo di percepire differenze di trattamento (nel bene e nel male) per il fatto di essere una donna a fare questo lavoro?
No, assolutamente.... forse, quando ero più giovane e non avevo esperienza, non venivo presa molto in considerazione; facevo il mio lavoro ma non ci mettevo molto del mio, ma tutto dipendeva dall'insicurezza legata all'inesperienza. Non aveva niente a che vedere col mio sesso. ;)


Uno sguardo al privato. Ti capita di frequentare più persone affini alla tua sfera professionale piuttosto che commessi, impiegati, elettricisti, parrucchieri, commercialisti? E finite per parlare sempre di quanto sia brutto il Comic Sans?
Io non esco mai, sono sempre attaccata al computer, sto bene solo quando sono con il mio Mac... le persone vere le vedo solo quando a vado a fare la spesa. (posso mettere le faccine? o si capisce che questa era una specie di battuta uscita male?) :D
A parte gli scherzi.... io quando esco dal lavoro raramente parlo di lavoro. Devo staccare completamente. Mi capita spesso di uscire con persone che lavorano nel mio campo, ma indubbiamente si parla di altro... e se si parla di lavoro lo si fa per raccontarsi cose assurde che ci capitano (e non mancano mai, ti assicuro).

Supponiamo che ci sia ancora qualcuno che, dopo averti letto fin qui, voglia ancora fare il tuo lavoro. Cos'hai da dirgli?
Caro aspirante martire: abbi pazienza, tanta pazienza.
Le tempistiche sono invariabilmente strette, il lavoro che stai facendo era per Natale 2009 e te lo hanno mandato oggi, e quando sei lì che pensi di aver finito... c'è un cambio di programma. Una modifica della grammatura della carta, o peggio, da un punto metallico diventa una brossura cucita e devi rivedere tutto.
E ricorda:
Se un cliente ti mette il bianco in sovrastampa... sei fottuto.
Se un cliente ti manda il file in power point ... sei fottuto.
Se un cliente ti dice che preferiva la sua versione con il comic sans... sei fottuto.
Se un cliente è tuo amico... sei fottuto. ;)

17 commenti:

Ettone ha detto...

GRANDE MONIKKKKKKKKK ;)

Gloutchov ha detto...

Quanto all'ultima risposta. Credo sia così per tutti i mestieri al mondo. Nel mio ufficio, per esempio, non viene contemplato nulla che non sia urgente. E di solito lavoriamo su progetti che sono già in catalogo o... addirittura, già venduti al cliente. E tieni conto che ci occupiamo di progettazione elettronica. E' come se tu comprassi un mac che la Apple non ha ancora realizzato... e alla Apple ci fossero persone che, saputo del tuo acquisto, si attivano per realizzare (pensare, progettare, collaudare, industriare, produrre, distribuire, vendere) ciò che hai già pagato!
Pensa un po'! ^_^

Cmq... continuo a credere che voi facciate il mestiere più bello al mondo... nonostante tutti i problemi e le frustrazioni del caso.

OniceDesign ha detto...

Figata queste interviste.
Leggerle è terapeutico, in un certo senso: aiuta a capire che non siamo soli :)

Barbara ha detto...

Come in tutti i mestieri, serve la professionalità per non fare figure barbine, e per non ritrovarsi senza clienti nel giro di poche settimane... Specie in un periodo in cui i soldi da investire sono meno che una volta!
Monik mi sembra una che lavora responsabilmente, il che, assieme alla competenza tecnica, è quanto di meglio si possa desiderare.
Poi voi fate anche un mestiere creativo... E vi serve anche questa terza qualità, il che vi rende già "speciali" rispetto me, ad esempio, dove nel mio lavoro la creatività è addirittura scoraggiata!

Larsen ha detto...

penso a "voi" ogni volta che preparo un pdf esecutivo :D
l'unica cosa in cui potete sperare, e' che chi vi manda il file sia qualcuno che ha un minimo di conoscenza di prestampa... senno' davvero il tuo diventa un lavoraccio infame.
non so se hai iniziato quando ancora s'andava di pellicole, e i file semi.esecutivi erano i "sorgenti" con le immagini in bassa e i fotocolor da "scannare" :D e andare a sostituire in alta sull'esecutivo, con cartucce jazz che, ovviamente, morivano nel momento stesso in cui le si consegnavano al fattorino... quelli si che erano tempi "divertenti" :D
con file di xpress (odio xpresss!!!!!) con millemila font, millemila immagini (all'epoca mica gestiva i file psd con canali alpha :D), e per far uscire un riservato o un quinto colore c'era da diventare matti...

OniceDesign ha detto...

Io pellicole e fotocolor non ho fatto in tempo a vederle, se non di striscio. D'altronde, mi occupo di creatività ma adoro anche l'aspetto prestampa (o meglio: non lo adoro affatto, ma ritengo necessario e imprescindibile, per un creativo, la relativa conoscenza di quegli aspetti).
Non conosco nessuno, di persona, che faccia il lavoro di Monik. Ma con le tipografie ho molto a che fare e, mio malgrado, professionalità come le sue avrebbero bisogno di maggior considerazione e presenza nei "luoghi" della creatività.

BlackBox ha detto...

Io sono tra quelle che sta a un altro punto della catena... una grafica "pura" ;) che manda la roba da stampare alla Monik di turno, e che in passato si è presa cazziate di ogni tipo perché inviava file improponibili: pantoni non convertiti, abbondanze inesistenti, font mancanti, immagini a bassa risoluzione... :D
I service di stampa mi avevano sulla loro lista nera e sapevano il mio telefono a memoria!...
Quelle come Monik sono essenziali nel ns lavoro perché spesso la cavolate scappa pure a noi... :)

Anonimo ha detto...

Quoto Onice in tutto e per tutto:
"ritengo necessario e imprescindibile, per un creativo, la relativa conoscenza di quegli aspetti"
È come se un pittore non sapesse usare i pennelli e i colori o un sarto non sapesse usare la macchina da cucire e le forbici.

Chissà perchè, però, "mio cuggino" si è comprato un PC con CorelDraw e mi fa concorrenza!

N.A.

Matteo ha detto...

Bella intervista, traspare la passione per il tuo lavoro, non ancora definitivamente affossata dalle brutture cui ti sottopongono i clienti :9

Monik ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Monik ha detto...

:D Grazie, ovviamente ho anche a fare con persone competenti e che sanno fare (anche meglio di me) il loro mestiere creativo....

Solo che mi saltano alla mente sempre e solo le cose che mi hanno creato qualche problema ;)

Andrea Giovannone ha detto...

Per fortuna che ci sono ancora persone come Monik in tipografia. Simpatica la parte finale dell'intervista.

erik ha detto...

Grande Monik e grande Luca !

mAs ha detto...

Chissà se prima o poi riuscirò a conoscerti di persona ... intanto mi appendo in ufficio la tua chiusura di intervista ;) :P

@Luca: l'idea delle interviste è davvero bellissima!

Angel-A ha detto...

Bravo Cyber che va a intervistare belle pulzelle! E brava Monik che – da quanto ho capito – cava le castagne dal fuoco tutti i santi giorni a un sacco di gente!
(anch'io, nel mio piccolo... ma nessuno mi intervista, sigh)

Dama Arwen ha detto...

Graaaaaande Monik!!
Una cosa ci accomuna: manco io sapevo che cippa fare dopo il liceo!!!

Alessandra ha detto...

:) condivido il fatto della mamma e ci includo la maggior parte dei miei parenti.

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