martedì 19 luglio 2011

Elektra: Assassin


Recensire una graphic novel che ha fatto la sua prima comparsa in Italia nel 1990 può sembrare decisamente fuori tempo massimo.
Ma se siete su questo blog, evidentemente, non è perché è il più aggiornato sulla piazza in merito di fumetti, giusto?
Ma la vera ragione per cui questo post è tutt'altro che fuori tempo, è che opere come Elektra: Assassin non invecchiano mai. È un'opera talmente valida, sotto ogni punto di vista possibile da essere quello che alcuni definiscono un classico istantaneo.
E la pubblicazione della ristampa integrale (stavolta nel formato originale e con una nuova traduzione) da parte di panini Comics, mi regala l’occasione di poter parlare di uno dei più grandi talenti mai partoriti dal fumetto americano: Bill Sienkiewicz.

La prendo parecchio alla larga.

Erano i primi anni ‘90, il Batman di Burton al cinema aveva fatto sfracelli e aveva rilanciato il personaggio a fumetti con un effetto catapulta mai visto. Erano gli anni della Batmania, e molta gente che sapeva dell'esistenza del personaggio creato da Bob Kane negli anni quaranta ma non aveva mai comprato un suo albo, iniziava a entrare nelle fumetterie e a recuperare alcune tra le sue avventure "storiche".
Tra questi, c'ero anch'io.
All'epoca, era la Milano Libri a detenere i diritti di Batman per l'Italia, e sempre della Milano Libri era la rivista a fumetti Corto Maltese, una sorta di contenitore di storie di artisti di tutto il mondo che, in quel periodo, Batman o meno, stava vivendo una grande stagione sotto il profilo del fumetto.

Con un tempismo senza eugali, Corto Maltese ebbe la trovata di allegare, in due numeri consecutivi della rivista, due albi brossurati di Batman inediti in Italia che riscrivevano le sue origini, firmate da due talenti eccezionali come Frank Miller e Davide Mazzucchelli: si trattava di Year One, che – come immaginerete facilmente – andarono letteralmente a ruba.
Al sottoscritto, felice di essersi assicurato i suoi volumetti di Year One e sempre più immerso nel personaggio di Batman (cosa che lo portò, parecchi anni dopo, a indossarne persino il costume, ma questa è un'altra storia), restava in mano la rivista, che, di grande formato e stampata più che discretamente, gli permise di conoscere autori come Simon Bisley, Alan Moore, David Lloyd e Dave McKean, con opere come Watchmen, V for Vendetta e Black Orchid... tutti piccoli capolavori, destinati a un successo planetario solo molti anni più tardi grazie alle loro trasposizioni cinematografiche (ma, eccettuato il Batman di Burton, di film tratti dai fumetti all'inizio degli anni novanta neanche si parlava).


Tra le tante cose notevoli proposte da Corto Maltese, mi aveva colpito in particolare una storia pubblicata (sarebbe meglio dire spezzettata) in otto parti, disegnata in maniera stupefacente da tale Bill Sienkiewicz e scritta dall'autore la cui voce, in quegli anni, era praticamente la stessa di Dio, in ambito fumettaro: il mai troppo citato Frank Miller.
Ovviamente, si trattava di Elektra: Assassin.

Su Frank Miller, osannato per aver (re)introdotto atmosfere cupe ed adulte nel mondo dei supereroi nel suo Ritorno del Cavaliere Oscuro e futuro autore di Sin City, 300, Ronin e Give my Liberty non mi dilungherò troppo. Sienkiewicz, dalla sua, aveva già allineati sulla sua mensola un discreto numero di premi (tra cui il Kirby Award come miglior artista ottenuto nel 1983)... e avrebbe dovuto fare ulteriore spazio per lo Yellow Kid Award –la più alta onoreficienza europea in questo campo– ottenuto proprio grazie a Elektra: Assassin.

All’epoca, non ero ancora abbastanza esperto per capire quanto e come la tecnica di Sienkiewicz fosse straordinaria. L’unica cosa che mi era chiara è che questo tizio dal cognome difficile (americano di origini polacche) aveva abbastanza mestiere da permettersi di realizzare ora anatomie realistiche, ora grottesche e caricaturali senza spezzare mai la continuità grafica, che le sue tavole erano più simili a dei quadri e che la storia di Miller... beh, era semplicemente folle.

A voler semplificare, un thriller fantapolitico, praticamente privo di personaggi positivi, dove realtà, allucinazione e flashback si mescolano senza sosta, deformate e confuse ad arte da un continuo incrociarsi di flussi di coscienza... fino ad arrivare a una conclusione inquietante, molto critica - ma questo lo realizzai anni dopo - nei confronti dei governi repubblicani allora in carica.
Elektra: Assassin apparteneva a una scuola di disegno (ma anche narrativa) radicalmente diversa da quella dei supereroi di cui mi ero pasciuto fino a quel momento, e scoprii che mi prendeva. E alla grandissima.


Tempo un anno, e la Milano Libri raccolse la sua graphic novel in un bel volume tradotto da Stefano Negrini e dall'allora non indifferente prezzo di copertina di 36.000 lire... poi, Elektra Assassin sparisce dagli scaffali e dai cataloghi per qualcosa come vent'anni, prima di ottenere una meritata nuova edizione giusto in queste settimane (ma la nuova traduzione è parecchio più politically correct, e numerose espressioni un po' "ruvide", diciamo, sono state epurate).
Se vi trovate in libreria o in fumetteria, prendetelo in mano e sfogliatelo.
Dopo poche pagine dovreste cominciare a capire perché sto qua ad ammorbarvi.

Elektra: Assassin è assolutamente originale ancora oggi, e all'epoca in cui uscì poteva tranquillamente essere definito eversivo.
Starvi a descrivere la caratterizzazione dei personaggi, direttamente discendenti del lavoro di Tex Avery e Walt Disney, le sue tavole e gli sfondi figlie dell’espressionismo, dell’art decò, del collage e dell’astrattismo, infarcite di irriverenti citazioni di Klimt, Schiele, Warhol, e Hopper è limitativo.


Potete studiarvi quelle riprodotte in questo post, o prendere l’edizione 2011 della Panini Comics come l’occasione perfetta per conoscere il genio di Sienkiewicz, abbinato per la prima ed ultima volta a quello di un altro number One (e non importa quante puttanate abbia sfornato in seguito, prime tra tutte il seguito de Il Ritorno del Cavaliere Oscuro) come Frank Miller.

Elektra: Assassin è un acquisto obbligato per chiunque pensi di saperne di fumetto, per chiunque ami le storie ben raccontate e disegnate ancora meglio e... per chiunque, punto.

12 commenti:

iSDC ha detto...

Lo sai che è uno dei piccoli grandi buchi della mia libreria??
Apprendo con gioia della riedizione e provvederò a breve.
P.s.: i New mutants erano fenomenali disegnati da lui e mi segnarono profondamente. Recuperali.

Christian ha detto...

Non conoscevo ne" Sinkiewicz ne' questo fumetto... Ma da come ne hai parlato, adesso devo quanto meno sfogliarlo, tra l'altro le anteprime da te postate mi intrigano molto.

The_Final_Cut ha detto...

Conobbi Sienkiewicz con Stray Toaster.
Mi colpì immediatamente e non ebbi un attimo di esitazione a definirlo un genio.
Assieme Devil, Elektra è il suo capolavoro, e sono felicissimo di apprendere che è stato finalmente ristampato (anch'io conservavo ancora i vecchi Corto Maltese: se hai l'edizione della Milano Libri tienitela stretta, oggi vale un botto).

Maura ha detto...

Non leggo troppi fumetti, ma questa presentazione mi ha messo addosso parecchia curiosità.
i disegni sono particolari, non ho afferrato bene il tema portante della storia ma mi sembra di capire che è uno di quei casi in cui è subordinata alle immagini... O no?

LUIGI BICCO ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
LUIGI BICCO ha detto...

Bellissimo post e non posso che sottoscrivere ogni parola. Elektra: Assassin rappresenta un pilastro fondamentale del fumetto americano e senza di esso, non sarebbero arrivate parecchie cose belle a seguire. Non credo sia tra le opere più immediate di Miller e qualcuno potrebbe trovarsi spaesato (per voce di chi l'ha letto senza aver mai letto molto altro fumetto), ma questo non va certo a sclafire l'importanza storica dell'opera stessa.

Corto Maltese Rivista: tocchi un mio pallino. QUELLA rivista è tra le migliori di sempre in ogni luogo. Non si è mai più ripetuta un'esperienza del genere. A voglia di dire che allora era epoca propizia per quel tipo di iniziative. E' che quella gente aveva un'altra testa. Sono anni che sto cercando di portare a termine tutta la collezione senza sborsare sangue. E pezzo pezzo, poco alla volta, ce la sto facendo :)

CyberLuke ha detto...

@The Final Cut: l"edizione della Milano Libri l'ho vista su eBay sui novanta euro, ma, fosse anche solo per la traduzione (stessa sorte capitata alle successive riedizioni del Ritorno del Cavaliere Oscuro) me la tengo, si, ben stretta.
@Maura: diciamo che è come è raccontata la storia.
E cioè molto "milleriana", ma con ingredienti e stratagemmi narrativi unici.

CyberLuke ha detto...

@Luigi: anch"io mi chiedo perché di realtà editoriali come Corto Maltese non ce ne siano più.
E, ogni volta che ci ripenso, mi tornano in mente nuove cose che ha pubblicato: il Batman digitale di Moreno e Giudizio su Gotham col Giudice Dredd, tanto per aggiungerne un paio.

Larsen ha detto...

ricorda molto alla lontana lo stile di "tanino" liberatore, che resta insuperato per certi versi...

Barney ha detto...

E' una delle pietre miliari della mia collezione di fumetti. Ottimo sapere che e' stata rieditata, perche' la mia copia e' talmente lisa che si spezza in due ;->

C'e' chi ha detto che quelli di Sienkiewicsz sono disegni. No, cazzo: ognuno e' un fottutissimo CAPOLAVORO.


Barney

Jack ha detto...

grazie del suggerimento, me lo vado a recuperare ;)

Anonimo ha detto...

Che colpo! Non credevo ci fosse ancora qualcuno che ricordava quel capolavoro assoluto di Elektra Assassin. Anche io lo avevo letto su C.M. (e anche Batman Early Years, Black Orchid e tutti gli altri). Anche se ho conservato tutti gli originale dell'epoca non mancherò di cercare la raccolta. Che bello sapere che ci sono altri "nonni" che si ricordano di 'ste cose. Grazie.

Nonu Aspis

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