giovedì 29 marzo 2012

Quattro Torri (recuerdos de Madrid).


Non ricordo, onestamente, che i grattacieli di NY mi abbiano mai procurato vertigini... ma il complesso delle Cuatro Torres, all'estremità nord del Paseo de la Castellana a Madrid al quale dedicai un pomeriggio dello scorso luglio, caldo e asciutto come un pezzo di ferro lasciato sotto il sole, sì.
Non sono altro che quattro palazzi che ospitano uffici e un albergo... eppure, mi hanno fatto un'impressione che nessun altro edificio mi aveva mai procurato.



Ogni volta che le guardo, tanto più che mi ci avvicino, muovono qualche corda nascosta dentro me, e una parte di me che neanche sapevo esistere, inizia  a vacillare e ad accendere segnali d'allarme.
Nessun giramento di testa... ma solo irrazionale, incontrollabile timore.
I giganti di vetro e cemento hanno personalità ben definite, e si spalleggiano, anche otticamente, a vicenda.
Sono disumani e taglienti.
Ostici e monolitici.
Ma hanno una loro sinistra bellezza, ed è quella che mi spinge ad avvicinarmici sempre di più.

All'inizio, immersi nella calura domenicale, sembrano far parte di qualche progetto ancora da completarsi, tanta è la mancanza di vita che li avvolge.
Gli giro intorno alla lontana, come si farebbe con un animale pericoloso, come si accostavano i proto-uomini al monolito in 2001. Cerco di scorgere un qualsiasi movimento umano dietro i cristalli azzurrati, ma non si muove niente.
E poi penso: non è l'idea di qualcuno che possa osservarmi da dietro i vetri che mi inquieta. È l'edificio stesso che mi osserva.
Cammino in uno scenario urbano privo di connotazioni, in pieno sole, accorgendomi di quanto le quattro torri cambiano in continuazione aspetto col variare del mio angolo di visuale.

Sembrano quattro complici che, se distogli loro lo sguardo anche per poco, si muovono e si accostano tra loro in maniera diversa, assumono configurazioni nuove, per bloccarsi di colpo quando alzo di nuovo lo sguardo su di loro.

Li aggiro, li fotografo, mi apposto a distanza su una collinetta di un parco che qualcuno ha voluto costruire proprio qui, popolato da corridori della domenica e occasionali passeggiatori.
Quindi decido di affrontarli di petto, e mi incammino deciso verso le loro fondamenta.
E scopro un habitat che sembra pensato per attirare l'uomo: gazebo d'alluminio e marmo nero, spianate di cemento con aiuole perfettamente curate, fontane geometriche e sculture, stendardi che sbattono furiosamente nell'aria surriscaldata del primo pomeriggio e che rompono il silenzio irreale.
Guardo uno dei giganti che svetta immenso sopra di me e mi viene – del tutto irrazionalmente – da pensare: è una trappola.
Ma se di trappola si tratta, sembra disattivata. Arrivo fino alla base dei giganti, appoggio le mani e la fronte alle grandi porte di vetro e sbircio dentro atri luminosi, ingressi regolati da lucenti tornelli elettronici, pavimenti lucidati a specchio, ascensori dalle porte levigate d'alluminio... e neanche la più risicata presenza umana.

Le altre tre torri si lasciano avvicinare con la stessa facilità, qualche altro mio simile è venuto qui a fare la sua passeggiata domenicale, un uomo con una piccola compatta digitale, due belle ragazze dalle gambe nude venute a parlare qui sotto sicure di non venire importunate.
Le mie scarpe non producono praticamente nessun rumore sulla spianata d'asfalto resa lucente dal sole – aliena da qualsiasi cicca di sigaretta o altri segni di passaggio umano – mentre, naso in aria, scatto le mie foto e socchiudo gli occhi per il riverbero e che le facce di vetro delle torri riflettono e moltiplicano.
Salvo sulla memory card tagli e prospettive e linee che nessuno mostra di Madrid, ma che io vi riporto qui, perché le guide possono anche far finta che questi giganti non esistano, ma ci sono... e osservano tutta Madrid come quattro sentinelle di vetro e acciaio.
E quando finalmente decido di andarmene, sento chiaramente al centro della schiena una lama d'attenzione tutta per me, fatta solo di aria e di immaginazione. Ma lucida e sgradevole come una vera.

16 commenti:

Ferruccio gianola ha detto...

Sono stato a Madrid diverse volte, ma mai da quando hanno costruito queste torri.
Non le ho mai viste dal vivo e sì che il Paseo della Castellana l'ho fatto quasi tutto a piedi:-)

Le immagini sono molto belle, come sempre del solito.
Devi esserti divertito quel pomeriggio.

Larsen ha detto...

belle foto!!
le prime sembrano quasi dei render architettonici tanto sono pulite.

barbara ha detto...

Belle foto e gran bel racconto.
Alcuni edifici sanno essere abbastanza inquietanti, in effetti.

pa ha detto...

bellissimo post.
io impagino soprattutto libri di architettura, di foto di edifici ne vedo molte ma queste sono fatte davvero molto bene e riescono ad essere affscinanti ed inquietanti assieme. sono stati realizzati libri in merito, che tu sappia?
il contrasto forte con quel cielo paradisiaco è molto potente. si sente il silenzio, il vento; bello.
pa

Mawi ha detto...

Madonna, ma chi sei? Il campione intercontinentale di cielo in post-produzione?
La prossima volta il cielo me lo fai meno drammatico? Più vaporoso, come una mattina d'agosto con l'alta pressione.
Comunque il mio preferito è quello con cornicione di metallo e gli appartamenti a pacchetti dentro.
Non so se mi sono spiegato.

BlackBox ha detto...

Le tue avventure metropolitane mi intrigano un casino.
Scrivi bene e le fotografie sono un ottimo supporto all'immaginazione.
Neanch'io conoscevo le Cuatro Torres, ma immagino che le guide turistiche si concentrino su altro. E' sempre bello esplorare.

Uapa ha detto...

Che bello, mi è sembrato di essere lì per davvero, ho sentito il rumore di quei drappi nell'aria calda :-D
Belle anche queste torri, così diverse fra loro che potrei perdere ore a cercare la mia preferita, senza riuscirci. Proprio il genere di cosa che adoro :-)
Ma la parte naturalista che è in me non adora troppo i palazzi di vetro @'.'@

Ariano Geta ha detto...

Come ti avevo già accennato una volta, il mio viaggio a Madrid è stato disastroso, comunque in questa zona c'ero passato con un mezzo pubblico. Li avevo visti da lontano e non mi avevano fatto un gran effetto, ma rivedendoli nelle tue foto sono decisamente più d'effetto. Si vede la mano dell'artista ;-)

Maura ha detto...

Quoto. I tuoi racconti "turistici" sono diversi dagli altri diari di viaggio che ti può capitare di incontrare.
Ho apprezzato anche i toni vagamente inquietanti, pure se la giornata soleggiata sembrava suggerire ben altro.

Lory84 ha detto...

A me i palazzi vuoti mettono ansia.
E un pò, pure gli edifici alti.
Io a questi quattro bestioni non mi ci sarei neppure riuscita ad avvicinare.
Mi fanno paura già da lontano... chiamatemi scema, se vi va. :P

Glauco Silvestri ha detto...

Uff... Madrid manca al mio elenco :( Devo rimediare e farci un salto!

Ettone ha detto...

Me ne avevi parlato quando ci siamo visti e come pensavo, sono foto molto belle così come è bella la descrizione che ne fai...

Ti riesce bene captare la magia di certi angoli...

dandia ha detto...

Non potevo mancare all’appuntamento con i quattro giganti madrileni, i colossi di vetro plasmati da nomi dell’architettura altrettanto enormi.
La mia impressione però è stata diversa: non li ho trovati insidiosi, anzi il loro spalleggiarsi mi è sembrato un modo per farsi coraggio.
Le vertigini? Di certo le hanno avute loro quando gli ultimi ponteggi sono stati smontati: attorno solo forme microscopiche, nessuno simile a loro, nessuna rassicurante metropoli newyorkese ad accoglierli…
Presenze aliene in un contesto disegnato in una scala dimensionale completamente estranea, hanno assecondato fino all’ultimo vetro l’idea che li ha generati, imprimendo nei loro volumi forme ora rigide ora sinuose, trasparenze ed opacità. Si sono fatti plasmare senza battere ciglio, racchiudendo in sé equilibri e forze che nessuno può vedere, perché nascosti in algoritmi e calcoli strutturali inestricabili.
In quella mattinata tersa e ventosa li vedevo assistere dall’alto al movimento e al rumore della città che li circondava, silenziosi ed inermi, impegnati soltanto a proteggere nei loro ventri di vetro i loro abitanti.
Con estrema sensibilità seguivano scrupolosamente le variazioni della luce e dei colori, assecondando il cielo e le nuvole in movimento, senza fare una piega.
Stavano lì a guardarmi, lucidi e silenziosi, mostrandomi cosa può succedere quando le idee si materializzano e l’immaginazione incontra la tecnologia.
Io non ho dubbi, erano giganti buoni.

Dama Arwen ha detto...

Dovresti vedere - nel bene e nel male - ciò che stanno costruendo qui a Milano…

CyberLuke ha detto...

Grazie per i commenti alle fotografie.
So di essere stranuccio, ma nessuno di quelli che torna da Madrid parla mai delle Cuatro Torres, forse perché non sono altro che quattro grattacieli, dopotutto, e la maggior parte dei maschi in pellegrinaggio si ferma al Bernabeu, qualche chilometro prima.
@Glauco: Madrid merita. Sul serio. Metti in agenda.
@Dama: che stanno costruendo?

Vlao ha detto...

Bellissime foto! E interessante luogo.

E' vero come dici tu... io mi sono fermato al Bernabeu... la prossima volta mi spingerò più su.

Gli unici grattacieli che avevo visto erano le Torri KIO (Porta d'Europa) ma sono veramente orribili in confronto!

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