martedì 1 ottobre 2013

Su Agents of Shield, Bling Ring e Superior Spiderman.

Agents of S.H.I.E.L.D.
Regai di  Joss Whedon
Ogni giovedì su ABC TV

Passabile.
Whedon ha confezionato un minestrone che pesca brutalmente, oltre che dall'universo abilmente messo in scena col campione di incassi The Avengers, da serie come Fringe, Firefly, CSI, A-Team e via dicendo.
Fa del suo meglio per evitare la (facile, lo riconosco) trappola degli stereotipi nel mettere assieme un cast di cui innamorarsi, ma ci riesce solo in parte. Se non fosse per la presenza carismatica dell'agente Phil Coulson, il resto della squadra si appiattirebbe sullo sfondo del collaudato (ma trito) schema del crime procedural ibridato col fantastico. 
La vera anima di The Agents of S.H.I.E.L.D.: l'attore americano Clark Gregg, classe 1962. Cosplay ideale per chi è un pelo stempiato e non gli va di impelagarsi con armature e mantelli.


E, ve lo dico subito: se significa che anche Agents of Shield andrà a infilarsi nel comodo binario del mostro/eroe settimanale, smetterò di seguirlo molto presto.
Qualche citazione nerd sparsa qua e là e il bel faccino di Chloe Bennet potrebbero non essere abbastanza per un pubblico sempre più esigente e che ormai inizia ad aver visto tutto nell'ambito della serializzazione televisiva… anche se sono curioso di vedere come risolveranno la "resurrezione" di Coulson (a mio avviso, le strade possibili sono due: o è un clone, o un Life Model Decoy, in entrambi i casi inconsapevoli di non essere il "vero" Coulson).
Vediamo come si evolve, per ora di certo non grido al miracolo.


The Bling Ring (2013)
di Sofia Coppola

Un film inutile, ridondante, di una superficialità indescrivibile e non meno condannabile anche se questa fosse voluta. 
Tre quarti del film (e approssimo per difetto) mostrano le incursioni di un gruppetto di adolescenti – apparentemente totalmente privi di senso morale – nelle ville dei VIP di Los Angeles lasciate incustodite durante i loro impegni mondani.
Senza la minima trovata o il più piccolo guizzo registico, quasi come quelle ricostruzioni che potete vedete su uno dei millemila canali tematici di Sky che, a posteriori, raccontano fatti di cronaca che possano stimolare la curiosità degli spettatori più inclini allo zapping da divano.
E se non si trattasse di fatti di cronaca realmente avvenuti, ci si alzerebbe dalla sedia alla prima scena dove i ladruncoli, tutti di buona famiglia e cresciuti al mito delle superstar 2.0 (incarnati alla perfezione da Paris Hilton, presa ripetutamente di mira), entrano nelle villone miliardarie usando la chiave lasciata sotto lo zerbino, accendono le luci, si provano vestiti e scarpe, si portano via tutto quello che vogliono, trovano al primo colpo (facile, sempre in una valigetta sotto il letto) migliaia di dollari in contanti, gioielli, Rolex, cocaina, un revolver carico… il tutto senza che scatti un allarme, senza l'ombra di una guardia giurata, un cane da guardia, una tagliola. Zero.
Le dimenticabili protagoniste della nuova "fatica" di Sofia Coppola. E, sì, sembra una qualsiasi foto presa da Facebook. E invece.


Lo sguardo della Coppola è talmente freddo, distaccato e didascalico da essere più noia che cifra stilistica, e men che meno atto d'accusa verso la Facebook generation.
La colonna sonora (del tipo, una compilation Hit Dance 2013 volume 7) è a dire poco fastidiosa. Avrete voglia di azzerare il volume del film con un telecomando.
A voler salvare qualcosa, il cast, dove tutti gli interpreti sono ben scelti e piuttosto convincenti.
Per me, da evitare.


Superior Spider-Man n.1
Marvel Now- Panini
di Dan Slott, Ryan Stegman e Edgard Delgado

Come tanti altri fan di vecchia data, non volevo saperne della morte di Peter Parker (che lo avessero fatto secco nell'universo Ultimate e sostituito con un tredicenne di colore poteva anche starmi bene, da tempo quella dimensione ha smesso di essere una reale alternativa al macroverso Marvel tradizionale): la "trovata" di scambiare la sua mente con quella del morente dottor Octopus per lasciare in vita solo quest'ultimo, ma nel corpo di Peter – con tanto di poteri ma anche ricordi (e la promessa strappata in fin di vita di proseguire la sua missione di eroe e difensore dei deboli) mi è sembrata inizialmente poco più di un escamotage per introdurre una nuova prospettiva di un personaggio che, nel corso dei decenni, sembrava esserci stato raccontato in ogni condizione e sfumatura possibile, una chiave di lettura più cinica, noir, violenta e persino più naif.
Ma ero in fumetteria, e mi sono ritrovato in mano i numeri 15 e 16 della miniserie Spiderman il Vendicatore, e catturato (quella è sempre la prima cosa) dagli ottimi disegni di Paco Medina (e un altro applauso va al colorista digitale Dave Curiel), ho iniziato a leggere un paio di pagine.
E poi un'altra.
E un'altra.
E alla fine, li ho comprati entrambi, anche perché il tizio alla cassa mi stava guardando storto.
E ci ho messo dentro anche lo Spider-Man n. 600, che in Italia conclude ufficialmente la testata principale dedicata all'Uomo Ragno ma prosegue idealmente con Superior Spider-Man n.1.
E li ho letti tutti e quattro.
Di fila.
Funziona il nuovo corso?
Funziona.
E non mi piace ammetterlo.
Tanto per cominciare, è disegnato e colorato alla grande. 
Spiderman ha uno spessore e una vita" nelle vignette di Yost, Stegman e Camuncoli che non vedevo da un sacco di tempo.
E le tematiche, apparentemente banali sul cambio di status quo del ragno sono invece solide, cariche di pathos, non artificiose. Un fumetto sul rimettersi in gioco, sull'opportunità di concedere a qualcuno una seconda possibilità, sul rimescolamento delle certezze, sul guardarsi dall'esterno con occhi nuovi (letteralmente) e sullo scoprire che l'erba del vicino non è sempre più verde.
Se i fumetti supereroistici sono sempre stati tradizionalmente manichei nella divisione tra bene e male – buoni e  cattivi, bianchi e neri –  Superior Spider-Man spiega le sfumature di grigio.
Denso di simbolismi, dualità e giustapposizioni. 
Insomma, decisamente consigliato.

11 commenti:

hollyver07 ha detto...

Ho visto Bling Ring. E purtroppo concordo con la tua recensione.
In pratica, in una pellicola dove non esistono spunti emozionali (noia, paranoia e divismo compresi nel prezzo del biglietto) mi chiedo a cosa mirasse Sofia Coppola.
La sola apatica descrizione di eventi e conseguenze (che appaiono ancor più apatiche degli eventi) non mi paiono capaci di trasmettere alcuno stimolo agli spettatori, al più... i significati che si possono evincere non mi sembra proprio siano classificabili in termini positivi - qualche ulteriore perplessità sovviene... anche considerando quante volte le griffe e certi personaggi sono ripetutamente nominati).

Maura ha detto...

Non so... io credo che la Coppola abbia voluto fare un film volutamente amorale, e ho trovato che sia riuscita a fotografare bene il mondo pop malato che fiorisce attorno al culto delle celebrità.

(Agents of Shield non l'ho visto, e fumetti ne leggo davvero pochi... sorry)

LUIGI BICCO ha detto...

Se la serie Agents of Shield trova forza nel personaggio di Coulson, mi sa che passo mano velocemente, visto che nel film sui Vendicatori non ero riuscito a farmelo stare simpatico nemmeno per cinque minuti. Magari però la serie prende spessore con il passare degli episodi. Facci sapere per i prossimi :)

Il film di Coppola sembra aver diviso le masse. Non l'ho ancora visto ma le tematiche toccate, la storia e il cipiglio, non mi attirano davvero per nulla.

Ho finito di leggere proprio qualche giorno fa Spider-Man 600. Devo dire che non mi va giù questa cosa dello scambio di menti. L'ho trovata una roba un po' vecchia. Anche se non mi aspettavo il finale con il "cambiamento" di Octopus per via dei ricordi di Peter. Superior non l'ho ancora letto, ma in effetti mi attirano i disegnatori all'opera.

Tatiana_89 ha detto...

su Agents of Shield: è divertente come un film Marvel (nel bene e nel male) ma al momento rischia di somigliare al grandissimo ma incompreso “Alphas” di Syfy.

Ultimo ha detto...

L’avvio non è eccezionale (parlo di agents of S.H.I.E.L.D.), i personaggi non bucano ancora lo schermo e la storia in sé denota troppo la necessità di compiacere i fans.
Bisogna vedere se la serie riuscirà a mantenersi sugli stessi livelli senza Joss Whedon alla regia e alla sceneggiatura. Credo che il secondo episodio potrà già dare qualche risposta, in questo senso

BlackBox ha detto...

Su Bling Ring... Io l'ho visto in lingua originale e devo dire che non mi ha lasciato proprio niente... L'ho trovato noioso e senza significato, non so, molto banale... Concordo in pieno con la tua recensione!
Emma Watson è l'unico elemento interessante del film, più che altro perchè ero curiosa di vederla in un personaggio diverso dal solito...

Angel-A ha detto...

Yawwwnnn.... visto Blin Gring ieri sera.... Effettivamente c'è stato qualche sbadiglio (mi limito ai miei vicini) durante e dopo la proiezione. -__-
Da notare che la maggior parte del pubblico era di gggiovani 15/25. Ho detto tutto.
Per quel che riguarda Emma Watson bisogna ammettere che è brava. Ma lo dice una persona che di Harry Potter ne ha visti uno o due e che quindi quando la guarda non ha perennemente negli occhi Ermione. ^______^

GC ha detto...

Hoseguito tutto il nascere della saga di Superior Spiderman.
Devo dire che Dan Slott ha inventato un buon espediente per rivitalizzare l'Uomo ragno ( e si spera che l’ectoplasmatica presenza di Peter venga trattata con un piglio più intelligente. Dio ci scampi da una perenne presenza di ecto-Peter, come grillo parlante pronto a correggere gli eccessi di Doc Ock ).

Superior Spiderman potrebbe diventare interessante e aprire nuovi spiragli narrativi a un personaggio che ha perso un po’ del suo mordente, poiché troppo legato a quella concezione ingenua anni 60’... anch'io lo promuovo :)

Alex McNab Girola ha detto...

Agents of SHIELD mi è piaciuto molto, ma io parto avvantaggiato perché sono un Marvel fan.
Sul resto non posso commentare perché non ho ancora visto/letto.

CyberLuke ha detto...

Alphas. Certo.
Ecco cos'altro mi ricordava.

claudia ha detto...

avrei pensato che ti sarebbe piaciuto the bling ring, se non altro perche' potevi vedere da vicino (si fa x dire) la casa e l'armadio della tua amata Paris. pero' evidentemente tutto il resto ti ha lasciato talmente indifferente che alla fine di questo film ti ha colpito il tono freddo ed asettico di sofia coppola.
che sara' pure brava eh, pero' ogni tanto, come in questo film, sbrocca..