mercoledì 23 luglio 2014

Letture per l'estate.


Robopocalypse, di Daniel H. Wilson
Editore: Rizzoli
Pagine: 425
Prezzo: 19 euro

Vale il vostro tempo e i vostri soldi?
Più no che sì. Robopocalypse (che non so per gli anglofoni, ma per me questo titolo è uno scioglilingua) è un'onesta storia di fantascienza, dove, una volta di più, le macchine cattive sterminano la razza umana, o almeno ci vanno molto vicino. Onesta ma anche solita vecchia storia, dunque, narrata strizzando un occhio a Brooks e alla sua World War Z e quindi costruita attraverso testimonianze, registrazioni miracolosamente scampate eccetera eccetera.
Che partirebbe anche benino... ma in tutta la parte centrale il ritmo si affloscia in una serie di testimonianze/capitoletti che aggiungono poco o nulla alla letteratura di questo genere.

Oltre che un plot elementare e non troppo originale, l'universo immaginato da Wilson non ha una frazione della potenza e della limpida visionarietà dei futuri cyberpunk di William Gibson o, se è per questo, un'unghia del compianto Michael Crichton al quale il marketing cerca di accostarlo... la sola qualità che mi sento di ascrivergli è un discreto background dell'autore in fatto di robotica, ma che non basta ad elevarlo da tante robe banalotte che potete trovare in un qualsiasi Urania venduto a un euro al pezzo nelle librerie dell'usato.
Ciò nonostante, Steven Spielberg deve averla pensata diversamente da me, visto che ne ha comprato il soggetto e ne sta facendo un film. Che dirti, Wilson, hai vinto te. 


Jony Ive, di Leander Kahney
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 324
Prezzo: 18 euro

Vale il vostro tempo e i vostri soldi?
Qui è facile: se siete utenti Apple e ammirate l'estetica dei suoi prodotti, se vi interessate di design industriale, se siete capaci di cogliere la bellezza dietro una forma perfettamente smussata e priva di viti o di qualsiasi altro dettaglio superfluo, allora dovete leggere questa biografia.

Leander Kahney, che si occupa del mondo Apple da oltre dodici anni (suoi sono i bestseller Il culto del Mac e Il culto dell'iPod, tradotti anche in Italia), ha uno stile molto "americano" ma piacevole, se capite cosa voglio dire.



Emergendo tra i tanti volumi usciti su Steve Jobs, questo punta invece i riflettori sull'uomo che ha ridefinito lo stile Apple negli ultimi vent'anni, interpretando e a volte anticipando le visioni di Jobs trasformandole in oggetti che sono diventate delle icone, come l'iMac, l'iPod, l'iPhone o l'iPad.

Questa biografia, oltre che raccontare dell'uomo (un inglese riservato, a cui non interessa né la direzione operativa di un'azienda come Apple né salire sul palco a ritirare i numerosi premi e riconoscimenti internazionali ma solo e soltanto il design industriale), descrive nel dettaglio la genesi di molti dei suoi progetti più significativi, e potrà appassionarvi come un romanzo.

Viceversa, se non appartenete a una delle categorie che ho elencato, potete tranquillamente risparmiarvi l'acquisto.

Semplice, proprio come le robe che disegna Jony.




Quantum, di Dean De Servienti
Editore: autopubblicato
Pagine: 344
Prezzo: 14 euro

Vale il vostro tempo e i vostri soldi?
No. Ma proprio no.
E la cosa che più mi dà da pensare è il numero di recensioni positive che questa robaccia può vantare in giro in rete.
Dico sul serio, se vi prendete il disturbo di fare una ricerca on line, troverete frotte di gente che dichiara di aver adorato questo romanzo e parla di De Servienti come l'astro nascente della letteratura di genere degli ultimi anni. E io, sempre parlando estremamente sul serio, non riesco a crederci (ma Germano, con cui ho discusso della cosa, mi ha suggerito che a pensar male a volte ci si azzecca però io alla roba delle recensioni finte ci voglio credere ancora meno).

Tralasciando la cura editoriale scarsissima, tipica purtroppo di tante autoproduzioni che pensano di non potersi permettere un grafico per uno straccio di copertina decente, Quantum è un romanzo che ibrida temi classici della fantascienza (il rinvenimento di un oggetto antichissimo di origine aliena) e la spy-story più trita che possa venirvi in mente (i governi e i servizi segreti cattivi che vogliono mettere a tacere la cosa).
Una prosa priva di qualsiasi caratterizzazione che un elenco del telefono è più ricercato, una narrazione ingessata, colpi di scena mal distribuiti e che comunque mai fanno alzare la testa al romanzo, personaggi ritagliati nella carta velina sono solo i primi difetti che mi vengono in mente.
Il tutto spalmato su ben 344 inutili pagine.
Che io sappia, dopo questo "brillante" esordio, nessun editore ha chiesto a De Servienti di scrivere il secondo e il terzo capitolo (Quantum nasce nientemeno che come una trilogia, complimenti per l'autostima): me ne farò una ragione.
Insomma, facciamola breve che mi sono dilungato già troppo: evitatelo.


Come per una goccia d'acqua imparare a nuotare, di Maurizio Guarini
Editore: mai pubblicato.
Pagine: 327
Prezzo: non in vendita

Vale il vostro tempo e i vostri soldi?
Li varrebbe, se fosse in vendita. E invece, Come per una goccia eccetera eccetera, è solo la prima stesura del primo romanzo di Maurizio Guarini (ne parlai QUI e lui si racconta QUI) prima che, preso da mille paranoie inutili (e Maurizio è uno degli individui più paranoici che conosca) e forse spinto dai rifiuti delle case editrici a cui lo inviò, lo sottopose ad una radicale riscrittura che si tradusse nella Fabbrica dei pensieri corretti, che pur mantenendo l'incipit e alcuni dei personaggi chiave è sostanzialmente un'altra storia.
Inferiore, a mio giudizio, a Come per una goccia eccetera.
Che possiede tutta la freschezza e la potenza di un'opera prima di quelle venute fuori bene, con un'idea di fondo improbabile ma suggestiva a fare da propulsore a tutto il romanzo, un linguaggio informale ma ricercato nello stesso tempo, personaggi graziati da un tocco di surrealismo e un controllo sulla vicenda che resta saldo fino all'ultima pagina e ad un epilogo che fa gridare al sequel.

Purtroppo, nè questo nè la sua versione 2.0 hanno mai visto le stampe (se si eccettuano le due copie che feci stampare, una per me e una per Maurizio, tanto ero convinto della bontà del prodotto quando me lo sottopose per un giudizio), quindi, a meno che, incuriositi da questa recensione non me ne chiediate una copia in qualche formato digitale, sarete privati del piacere di leggerlo nonché della possibilità di bullarvi di aver messo le mani su un'opera inedita che – sempre se vi fidate del sottoscritto – è più intelligente e intrigante di tanta letteratura da ombrellone che pure trovate ben piazzata in classifica.
Esclusivo.

4 commenti:

Ivan ha detto...

A Robopocalypse mi ero incuriosito quando avevo letto che Spielberg ne avrebbe tratto un film, e sono andato in cerca della sinossi: un'Intelligenza Artificiale cattiva che vuole sterminare l'umanità, e la storia della Resistenza Umana che le si oppone.
Questo tizio non deve mai aver visto Terminator, mi sa.

Gabry ha detto...

Ma se il libro di Maurizio Guarini è inedito, perché ha la copertina di un vecchio Feltrinelli? :)

CyberLuke ha detto...

La copertina Fetrinelli-style era una mia facezia per Maurizio. Volevo convincerlo che avevo sottoposto di nascosto il suo libro e gliel'avevano pubblicato.
Dovette prenderlo in mano per rendersi conto che non era così, ma la prese sportivamente.
Mi disse che non mi avrebbe mai più dato nulla da leggere di suo. ;)

paroleperaria ha detto...

Ahahah per tuo commento qua sopra :) un abbraccio!