giovedì 7 agosto 2014

A proposito del nuovo Mac Pro.


L'altro giorno bazzicavo presso un Apple Store della capitale, e, senza essermelo realmente andato a cercare, ho visto per la prima volta dal vivo il nuovo Mac Pro.
Che poi è l'oggettino che vedete fotografato in questo post.
Sì, quello che, a dispetto di tutta la microelettronica high-end e la potenza di calcolo che Apple è riuscita a concentrare in uno spazio ridicolo – specie se confrontato al suo precedessore, il gigantesco Mac Pro col case d'alluminio ereditato dal G5 – sembra un cazzo di vaso di Ikea da nove euro e novanta.
E manco un vaso di design: un vaso cilindrico dai bordi smussati, e basta.
Niente nel suo aspetto suggerisce che si tratti di un calcolatore.
Il che, facendo qualche passo nel passato, non è necessariamente un male, anzi... altrimenti, staremmo ancora coi cassoni di plastica pressofusa della stragrande maggioranza dei PC Windows-based, che pure hanno conosciuto una loro evoluzione, specie nei modelli dichiaratamente orientati al gaming (e quindi a un target più giovanile e più sensibile a certe suggestioni estetiche che si sono tradotte in PC che assomigliavano a dei Transformers).
Apple, dal canto suo, lo sappiamo, ha sempre seguito la strada del minimalismo esasperato, a volte apparentemente sacrificando la funzionalità (come quando fece sparire il pulsante per l'espulsione manuale del CD) ma in realtà riuscendo a mandare in produzione macchine di un'eleganza formale rigorosa che riuscivano contemporaneamente ad adattarsi visivamente ad una grande varietà di ambienti e a mantenere inalterato il loto valore estetico nel tempo: in altre parole, diventavano vecchi molto, molto lentamente rispetto i loro concorrenti.

Con soluzioni estreme come il Power Macintosh Cube o l'iMac G4, Apple dimostrò che era possibile  produrre calcolatori all'avanguardia utilizzando forme inconsuete, e di questo bisogna riconoscerle il merito di aver dato impulso al design:Tutte le macchine che vedete qui sopra sono state dismesse da tempo, non obsolete nell'aspetto quanto nell'hardware, a sua volta reso sorpassato dal software, che, in definitiva, resta ancora la migliore arma in mano all'industria per favorire il turn-over del vostro computer (che, nel caso non ve ne foste accorti, funziona benissimo finché non si cerca di fargli fare qualcosa per cui non era progettato: fra girare l'ultimissima release di un sistema operativo o di un pacchetto software su una macchina concepita anni prima è come pretendere di far trainare una roulotte allo stesso mulo che fino a ieri portava a spasso senza problemi un carretto. Il mulo ci proverà e poi vi manderà a fare in culo, e avrà tutte le ragioni per farlo).
Ma non voglio divagare.
Restiamo sull'aspetto dei calcolatori domestici.
Un computer deve anche sembrare un computer?
Deve, cioè, corrispondere all'immagine mentale, al concetto che noi possediamo di un computer?
Quale immagine corrisponde alla parola "computer"?

La realtà è che queste "immagini mentali" variano non solo da persona a persona, ma – inevitabilmente – a seconda del periodo storico.
Negli anni cinquanta, i computer erano troppo grossi per essere trasportati, e si poteva vederli solo in televisione o in qualche film di fantascienza: grossi armadi metallici con bobine di nastro che giravano e lucine intermittenti. Con l'avvento del personal computer, alla fine degli anni settanta, quest'immagine mutò nei case di plastica dove la tastiera, la CPU e lo schermo (rigorosamente un tubo catodico a fosfori verdi) erano un unico blocco. Poi arrivò il Macintosh, i primi assemblati, i portatili, i netbook, e i computer sono finiti negli zainetti e nelle borse.
E ora?
Ora, Apple propone questo:

Un cilindro antracite con un'apertura circolare in cima, smussata.
Il vaso di cui dicevo.
E, se dalle fotografie ufficiali o in qualche render può anche sembrare attraente, beh, dal vivo non lo è.Che, torno a ripetere, assomiglia dannatamente a un vaso, o, ad essere cattivi, a un cestino per la carta straccia.
Non è nero, ma antracite. Lucidato a specchio, piuttosto pesante (il rivestimento esterno è di metallo), privo di qualsiasi dettaglio superficiale sul fronte (ammesso che un oggetto cilindrico abbia un fronte), con prese USB e Thunderbolt sul retro... ma anche il logo Apple e l'interruttore d'accensione sono "nascosti" sul retro, e mi chiedo il perché.

Il logo Apple è un brand importante, per alcuni un tratto distintivo determinante nella scelta di un prodotto, e "nasconderlo" sul retro mi sembra una mossa di marketing discutibile.
È vero che anche su due dei prodotti di punta di Cupertino (l'iPad e l'iPhone) il logo è posizionato sul retro, ma è una scelta dettata più che dalla pulizia formale dalla necessità di demandare al fronte del device tutto lo spazio possibile al display... ma nel caso del Mac Pro sul "fronte" c'è spazio in abbondanza. Perché nasconderlo sul retro?
Il pulsante d'accensione, oltre ad essere più facilmente azionabile sul fronte, può diventare elemento di design (è dal Powerbook Titanium che Apple ha adottato dei bellissimi pulsanti circolari in acciaio inossidabile), e inoltre aiuterebbe a chiarire la "funzione" dell'oggetto: difficilmente un vaso o un cestino hanno un pulsante.
Per finire, la finitura antracite lucida.
Che può piacere o meno, ma... perché?

Nella sua storia Apple, ha sempre unificato i materiali costruttivi dei suoi prodotti: negli anni ottanta, c'era la plastica beige, che, pur diventando sempre meno gialla con l'avvento dei nuovi modelli, era sostanzialmente lo stesso tipo di materiale: leggermente ruvido al tocco, con scarso appeal e difficile da pulire.
Tutto cambiò, e radicalmente, quando venne presentato il primo iMac nel 1998: la sua carrozzeria impiegava un nuovo tipo di plastica traslucida colorata, che incontrò così tanto successo da spingere non solo Apple a produrne di vari colori, ma da influenzare tutto il design industriale di quel periodo: nei negozi comparvero spillatrici, ferri da stiro, telefoni e qualsiasi altro oggetto di uso quotidiano possa venirvi in mentre realizzato in plastica traslucida e colorata.



Già nel 2000, tuttavia, Apple modificò il tiro e declinò tutta la sua linea produttiva in colore bianco.
Scoprì e brevettò un nuovo tipo di polimero simile al cristallo chiamato Antarctica e con quello carrozzò l'iPod, il nuovo iMac, i Powerbook e l'eMac.
Poi nel 2003 apparve il nuovo desktop destinato all'utenza pro che introdusse per la prima volta l'alluminio come materiale costruttivo: all'inizio, Apple se ne servì per differenziare le linee dei suoi prodotti (plastica bianca i consumer, alluminio i pro), ibridandoli nel MacMini (plastica bianca profilata di alluminio) e poi adottando unicamente e definitivamente l'alluminio per la linea desktop, iMac, portatili, MacMini e persino gli iPod.

Il case del nuovo Mac Pro è ricavato da un tronco di alluminio ritagliato in forma cilindrica che viene anodizzato e fresato e infine verniciato antracite lucidato a specchio, introducendo così un nuovo tipo di finitura inedito nei prodotti Apple (la cosa più simile che abbiamo avuto era l'iPod nero lucido di quinta generazione, e ancor meno i portatili nero opaco).
Una scelta che, non per fare il reazionario a tutti i costi, ma mi pare meno azzeccata che in passato... a meno che, naturalmente, Apple non abbia intenzione di presentare nel prossimo futuro una nuova linea di monitor e di portatili stampati nella stessa finitura antracite lucida, che di certo qualche designer si divertirà ad immaginare in qualche render fantasioso.

Io, tanto per cambiare, vado controcorrente e mi sono immaginato un MacPro in alluminio satinato e con le altre modifiche di cui vi dicevo (logo Apple e pulsante d'accensione sul fronte), che meglio si armonizza con gli attuali prodotti in alluminio... anche se, ora che lo guardo meglio, non mi sembra più un vaso, ma un dannato fusto di birra.
Niente, non c'è verso.
QUESTO resta ancora il migliore.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

uno scaldabagno...

un piccolo scaldabagno.

Luca B.

BlackBox ha detto...

Io non trovo troppo sgradevole il design del nuovo Mac pro, però trovo che, mentre da anni ogni nuova uscita Apple è sempre stata un ottimo prodotto di design, è indubbio che questo prodotto, se non avesse la mela sopra, non avrebbe nessun appeal, o comunque in modo molto ridotto.
E questo detto senza entrare sul merito della potenza, che poi è quello che è importante, m considerando solo il design. E volendo "scivolare" sulle prestazioni, la forma mi lascia perplessa, perlomeno per espandibilità future. Queste macchine sono aggiornate troppo raramente. Ma su questo non mi sono informata, è solo una considerazione "a caldo".

Cos78 ha detto...

Per l'espandibilità penso vogliano puntare tutto su espansioni esterne con tb2... in fondo apple è stata la prima a fare mosse che sembravano spesso avventatissime (ricordi oltre 10 anni fa quando tolsero il lettore di floppy???).

Come design mi piaceva più il cube mentre i vecchi mac pro non mi hanno mai fatto impazzire... ma son gusti!

Gloutchov ha detto...

Ti dirò che nero mi sembra un vaso da fiori, mentre in alluminio mi sembra un cestino per la carta da ufficio!

Bah!

Per di più non mi pare neppure troppo azzeccato per il 'lavoro duro' visto che non è possibile espanderlo con hd aggiuntivi, se non impilandoli al suo fianco e connettendoli alle poche porte disponibili nel suo di-dietro!

izzy ha detto...

Ma alla apple sanno che non si può più fumare negli uffici? Perché vendere un posacenere da 3000 euro...

Ariano Geta ha detto...

Sicuramente particolare. Comunque, estetica a parte, quello che conta sono soprattutto la praticità e le prestazioni che è in grado di offrire, almeno per come la vedo io.

Mic78bit ha detto...

Non amo molto il mondo Apple, non tanto per il marchio a me molto familiare, sono nato con i 610 quadra e ho usato il primo powermac costo all'epoca 18milioni, collegato ad uno scanner cilindrico da 50milioni, parliamo di quasi 20anni fa (....).
Ora è diventata più una moda e nient'altro, persone che acquistano imac da 27 solo per navigare e andare su Facebook, però fa molto figo!
Comunque detto questo non posso dire che questo coso non sia bello, magari poco agevole e collocabile però il design lo trovo molto accattivante.

CyberLuke ha detto...

@Ariano: da sempre, chi acquista e usa Apple recepisce nel suo design un valore aggiunto per il quale è disposto a sborsare dei quattrini in più (e io sono tra costoro).
E, potendolo fare, ci sono davvero pochi modelli di Macintosh che non avrei comprato solo per tenermeli spenti in casa e bearmi del loro design. E il nuovo Mac Pro è tra questi (abbiamo avuto anche i Quadra, bruttarelli forte, gli FX, e, in tempi più recenti, gli iMac mezzi alluminio e mezzi plastica nera).

paroleperaria ha detto...

Quando ho visto la foto i testa al post, ho pensato che fosse la tua scrivania e quello il cestino della carta e mi chiedevo dove fosse il case!!! :) Comunque, nemmeno a me piace, almeno uno ci potesse mettere dentro dei fiori... :D
Interessante tutto il post... io ho iniziato a lavorare sui mac nel 97 e ricordo bene il colore beige e poi la transizione a quello monoblocco di plastica colorata.

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