venerdì 20 febbraio 2015

Il mio nuovo Mac Mini. Anzi, vecchio.


Il Mac mini è sempre stato il Brutto Anattrocolo di casa Apple.
Mentre la linea iMac e i MacBook ricevevano aggiornamenti a manetta, il Mini veniva lasciato al palo e tenuto quasi nascosto come il parente povero imbarazzante.
Dal 2007 al 2009 ricevette un solo upgrade, tanto da far pensare a una sua imminente uscita dal listino Apple, poi di colpo nel 2010 il suo design venne completamente riprogettato. Quell'anno si passò ad una scocca unibody in alluminio, dall’accessibilità semplificata e – finalmente – l’alimentatore interno.
Con le versioni successive del 2011 e 2012 tutti i modelli persero il SuperDrive e continuarono a guadagnare potenza, fino ad arrivare nel 2012 a montare sul Server un processore Intel (Ivy Bridge) Core i7 quad-core da 2,6Ghz. Pur non possedendo schede grafiche dedicate (il suo vero, grosso limite), il Mac mini del 2012 offriva una potenza più che sufficiente anche per attività lavorative impegnative: parecchi l'hanno dotato di doppio SSD per arrivare a velocità ragguardevoli nella gestione dei file, e grazie alla facilità di raggiungere i banchi RAM era sempre possibile aggiungere memoria.

Perché vi parlo del Mac Mini di due anni fa e non del nuovo modello uscito lo scorso ottobre?

Perché l’ultimo aggiornamento del più piccolo dei Mac ha sì portato un'architettura rinnovata con CPU Haswell, connessioni Thunderbolt 2 ed SSD PCIe (in opzione), ma ne ha anche ridimensionato flessibilità e potenza, riportandolo al ruolo di desktop piccolo ed "economico”: andando a guardare i numeri si scopre che il vecchio Mac Mini da 2,5GHz aveva uno score Geekbench 3 di 5731, mentre quello nuovo da 1,4GHz si ferma a 5350 (peggiore di circa del 10% del precedente), mentre il vero colpo basso è la scomparsa del modello con la CPU i7 quad-core… ora rimpiazzato da un i7 dual-core da 3GHz con uno score vicino ai 7200, mentre il quad-core 2,3GHz del vecchio superava 11000 (e quello opzionale da 2,6GHz arrivava ad oltre 12000). Insomma, se guardate il grafico qui sotto capite al volo cosa sto cercando di dire.


Inoltre, c’è la brutta faccenda della Ram saldata sulla scheda madre e non più aggiornabile, cosa che rende quasi un controsenso quella magnifica opera di ingegnerizzazione che è il vano inferiore apribile con una semplice rotazione e che rende accessibile tutta la componentistica interna.
Questo cosa significa? Che – e non sarebbe la prima volta – qualcuno in casa Apple deve essersi reso conto che il Mac Mini funzionava fin troppo bene, e poteva, potenzialmente, andare a erodere quote di mercato del più redditizio iMac.
Da qui, la “castrazione” del dispositivo, depotenziato e limitato negli upgrade.

Ora capirete meglio perché, al momento di pensionare il mio vecchio Mac Mini 2009 (pensionato si fa per dire, perché il piccoletto continua a lavorare sodo e in silenzio, solo in un’altra stanza) ho preferito orientarmi verso una delle offerte sull’usato e acquistare un modello del 2012, equipaggiato con un i5-3210M da 2,5GHz e 8GB di Ram.


PANORAMICA
Come per tutti gli altri Mac già passati ad Ivy Bridge, oltre alle CPU più veloci ci sono nuove porte USB 3.0, RAM a 1600MHz e – soprattutto – un comparto grafico migliorato alla stragrande con la Intel HD Graphics 4000.
Rispetto la generazione precedente (la HD 3000) le prestazioni sono nettamente superiori (ed è probabilmente per questo che Apple ha pensato di poterne fare a meno anche nel top di gamma). Lavorando con applicazioni corpose come Photoshop e parecchi altri programmi aperti contemporaneamente (un vizio che ho sempre avuto e del quale non cerco neanche di liberarmi), ho notato un'ottima reattività del Mac mini che non mi ha fatto rimpiangere la GPU integrata: ho riaperto vecchie illustrazioni particolarmente pesanti (dell’ordine di mezzo gigabyte e oltre l’una), e il rendering è sempre stato rapidissimo. E badate che non ho neanche un disco a stato solido, che, a sentire chi lo usa, offre un'esperienza d'uso ancora più entusiasmante, ma un tradizionale hard disk meccanico da mezzo tera.
Certo, sarei stato più felice di trovarne uno con un disco SSD… ma non si può avere tutto, immagino, specie considerando che l’ho pagato meno di quanto pagai nuovo il Mini nel 2009, e ad ogni modo la sostituzione fai-da-te non è costosa, non richiede kit aggiuntivi e non è neanche troppo complessa.

Cos’altro dire di una macchina che offre così tanto in così poco spazio? Le connessioni sono tutte poste sul retro, dove si trova una porta Gigabit Ethernet, la Firewire 800, l’uscita HDMI, la porta Thunderbolt (micragnosi, dovevano essere almeno due, se si collega un monitor con questa porta si perde la possibilità di sfruttare altri dispositivi Thunderbolt), quattro USB 3.0 (pochissime anche queste, finiscono subito), un lettore SD/SDXC (questa molto gradita), ingresso ed uscita audio.
All'interno, un modulo Wi-Fi n con Bluetooth 4.0 e un ricevitore infrarossi compatibile con il telecomando Apple Remote.

DIFETTI
Sostanzialmente due: da MacOS 10.7 (Lion), le prestazioni del Finder sono dichiaratamente ottimizzate per i dischi a stato solido, e il Mini avrebbe potuto dovuto esserne equipaggiato di base, anche alzando un poco il prezzo d'acquisto. La buona notizia è che potrete ancora farlo, sempre se non avrete comprato quel bidone del nuovo modello, dove l'operazione di aggiornamento è stata resa fisicamente impossibile (e con questo spero di avervi definitivamente convinto a lasciare sugli scaffali il modello 2014 e a cercarvi su modello 2012). QUI trovate un'ottima guida in italiano per provvedere da soli. Saranno soldi e fatica spesi bene.

Il secondo difetto è, naturalmente, l'audio. Che fa schifo esattamente come nei modelli precedenti, ma qui c'è poco da fare: il Mini è talmente "mini" che gli altoparlanti che gli ingegneri Apple hanno potuto infilare nella sua scoccca d'alluminio unibody più di tanto non riescono a farsi sentire.
La soluzione migliore è affidarsi a un sistema di altoparlanti esterno, magari sacrificando una delle preziose porte USB.
Io uso con soddisfazione da qualche anno questo sistema prodotto da Harman Kardon, bello da vedere e da ascoltare, e con dei bassi degni di questo nome.
Lo trovate a meno di centocinquanta euro, o più caro se lo prendete wireless.

CONCLUSIONI
In poche parole, la formula del Mac Mini (non eccessivamente potente ma ben più che a sufficienza per il mio tipo di impiego, flessibile nella scelta del monitor, piccolo, leggero e silenzioso) che mi sedusse e conquistò fin dalla sua presentazione, funziona ancora a meraviglia… se si ha l’intelligenza di ignorare le nuove generazioni “blindate” e depotenziate.

Le pecche sono ampiamente compensate dai suoi pregi, dal suo ingombro e, a conti fatti, dal suo prezzo contenuto (visto il pezzo di tecnologia che vi ritroverete per le mani e visti i costi di un qualsiasi desktop da ipermercato).
Nell’attesa che i futuri upgrade del Mini tornino nella direzione opposta dei modelli 2014, non posso fare altro che consigliarvi caldamente di trovarne uno ricondizionato e, possibilmente, dotato di disco a stato solido.

6 commenti:

Glauco Silvestri ha detto...

Pure io è un certo periodo che tengo d'occhio i mini 2012 (anche se poi ho carrozzato meglio il Macbook che possiedo e credo che potrà andare avanti ancora per un bel po' di tempo). La mossa di Apple mi ha un po' spiazzato perché sembra essersi ritorta contro le idee che già nel 2012 avevano confuso tutti. Ti ricordi? Niente più X-Serve, d'ora in avanti si usano i MacMini per creare degli array di server. Difatti il mini era diventato una vera bomba!
E ora? I mini hanno perso potenza, e capacità di upgrade... come te lo faccio un server nuovo di zecca con macchine di quel tipo? Tanto vale che smettano di produrre OSX-Server.
Bah... o stanno pensando a qualcosa di nuovo, oppure stanno chiudendo altri rami Professionali per dedicarsi solo al mondo consumer/ludico.

A ogni modo, mi pare che il disco rigido si possa cambiare nei mini 2014 (qui).

La ram saldata sta diventando una brutta moda, anche nel mondo windows cominciano ad apparire macchine con la ram saldata sulle motherboard, specie negli ultrabook. Bah!

Thomas Marzano ha detto...

Quello nuovo converrebbe prenderlo dagli Usa. Versione intermedia con SSD. Praticamente ti viene a costare poco più del base italiano. Il casino è farselo spedire senza pagare dogana.

LUIGI BICCO ha detto...

Ma quello usato che hai preso tu era già potenziato, giusto? Perché i due modelli del 2012 partono entrambi da 4. Anzi, mi ha sempre fatto incazzare questa cosa della differenza di prezzo tra i due, dovuta solo al cmabio solo il processore.
Counque giuro che non ci capisco più nulla. Così come non capisco che senso abbia montare degli i-7 dual invece che quad. Bah.

La "campana di vetro" è meravigliosa e la pulizia del suono è straordinaria.

CyberLuke ha detto...

@Glauco: per me è fin troppo chiaro: i MacMini stavano facendo concorrenza in casa, e così li hanno peggiorati. Punto.
D'altra parte, un'azienda che la stragrande maggioranza dei profitti li fa (ormai da anni) con altre cose, ha un modus operandi che a noi, vecchi utilizzatori di computer belli e solidi e che funzonano bene, non possiamo sempre condividere.

@Thomas: in effetti.

@Luigi: sì, l'ho portatta io da 4 a 8.

Dama Arwen ha detto...

Era l'unica altra alternativa all'iMac che ho poi comprato :-)

Larsen ha detto...

ti diro', per lavorare credo sia perfetto, la scheda 3d esterna ti serve a poco, l'importante e' avere una buona dotazione di ram, e 8gb sono perfette.
una scheda dedicata ormai fa la differenza solo se giochi o se fai 3d, per il resto, una intel integrata usa la ram di sistema, quindi piu' ne hai, meglio e'.
quanto agli ssd, luca, fidati, sono un'altro pianeta... trasforma completamente l'esperienza d'uso, senza contare che lo swap su ssd e' come se fosse in ram, togliendoti ogni limite o problema quando esageri su ps ;)