lunedì 16 febbraio 2015

C'era una volta il MiniDisc.


Avete presente quelli che si innamorano sempre della donna sbagliata?
E sanno già (o intuiscono) che quella storia non avrà alcun futuro, ma se ne fregano perché è bellissima e ci si imbarcano comunque?
Ecco, si potrebbe definire più o meno così la mia cotta per il MiniDisc.

Venivo dall'ennesimo walkman (quasi tutti Sony, un paio di Aiwa, forse) che mi aveva lasciato insoddisfatto: aspetto di scatolette di plastica economica, qualità sonora non paragonabile a quella del CD, accesso lento alle tracce, ingombro del lettore erano tutti difetti che si portavano dietro anche i modelli più costosi.
Alla fine degli anni novanta, era evidente che il walkman si trovava in quello che viene definito un vicolo cieco tecnologico: più di tanto, non si poteva migliorare.
Il DAT, la nuova cassetta digitale lanciata nel 1991, non era mai riuscita ad uscire dagli studi di registrazione, e alla DCC, progettata da Philips, non andò meglio.
Chi riuscì a sopravvivere qualche anno in più fu il MiniDisc prodotto da Sony.
Sembrava un piccolo Compact Disc, del diametro di sei centimetri, inserito in una custodia a chiusura automatica simile a quella dei floppy disk.
Utilizzava un composto magneto-ottico che consentiva di cancellare i dati registrati in precedenza e contemporaneamente scrivere nuove informazioni da registrare sotto forma di una sequenza di aree a differente orientamento magnetico: un piccolo raggio laser interpretava le perturbazioni provocate dal campo magnetico come una sequenza di zeri e uno.
Era perfetto per l'utilizzo in movimento: aveva un sofisticato sistema anti-shock, un accesso praticamente istantaneo alle tracce, era resistente agli urti e tutto il lettore era grande come un pacchetto di sigarette.
Ma era anche troppo costoso per sostituire gli economici walkman a cassette, e qualunque sviluppo futuro gli venne precluso dall'avvento prima dei masterizzatori CD a basso costo e poi dei lettori MP3... che spazzarono via definitivamente ogni ricordo del MiniDisc, nonostante Sony abbia continuato a promuoverlo strenuamente fino a pochi anni fa.
Eppure, io conservo ancora il mio Sharp MD-MS702.

Era una specie di miracolo di miniaturizzazione: lettore e registratore, tre modalità di riproduzione dei bassi, riproduzione casuale, un ingresso per un microfono esterno e uno ottico per la registrazione, sofisticate funzioni di editing, titolazione delle tracce e controllo dei livelli di registrazione.
Il tutto sigillato in una scocca di metallo che lo fa assomigliare ad un oggetto proveniente dalla plancia dell'Enterprise.
Lo comprai su eBay, usato ma senza un graffio, e lo utilizzai per due anni interi... finché un lucido iPod di prima generazione, bianco e con un hard disk da cinque gigabyte, una sera d'inverno del 2002 non fece la comparsa nella mia vita e cambiò tutto quanto.


Davanti la sua praticità d'uso, la velocità di trasferimento dei dati attraverso la porta FireWire, la sterminata capacità di stoccaggio e la perfetta integrazione col Mac, il MiniDisc finì presto in fondo a un cassetto, a scaricarsi lentamente e a spegnersi nell'obsolescenza di tante altre tecnologie estinte prima della sua.

Ogni tanto lo ritiro fuori, godo del suo peso nella mano, del suo aspetto curato con attenzione zen nei dettagli più minuscoli (i pulsanti smussati con dolcezza, il meccanismo d'espulsione che fa un verso come di uccello, le piccole viti Tork incassate e simmetriche), accendo il display azzurrino, mi sistemo le cuffiette nelle orecchie e tocco il tasto "play".
E faccio un po' come il tizio in questo vecchio spot pubblicitario.

9 commenti:

Il solito bene informato ha detto...

Non mi mancherà, ma ricordo con piacere il mio primo lettore MiniDisc, in un'epoca (credo fosse il '98) in cui vedevo le audiocassette come una soluzione sempre più pietosa (le ho sempre mal sopportate, come i VHS), i lettori portatili CD offrivano una buona qualità ma erano poco versatili e portabili (quando la batteria era bassa dovevi portare in giro il lettore come un cameriere perché non saltasse), i lettori mp3 con hard disk erano troppo costosi e quelli con memoria a stato solido erano troppo costosi e poco capienti, così trovai questo supporto magneto-ottico super compatto che offriva ottima qualità audio e una grande versatilità (come il poter indicizzare e spostare le tracce a proprio piacimento). All'epoca già soffrivo il limite degli 80 minuti per disco e il loro spessore, con una collezione già di dieci dischetti, si faceva sentire però, dai... erano fichissimi

Anonimo ha detto...

Pure io ne acquistai uno, più o meno nel tuo stesso periodo, per registrare le mie esecuzioni musicali e le prove.
Ne rimasi molto soddisfatto, perchè univa la qualità alla praticità (avevo anche una piastra DAT ed un registratore multitraccia per audiocassette).
Devo averlo ancora da qualche parte, chissà se si accende ancora!

Anonimo ha detto...

il minidisc era la quadratura del cerchio.
ancora non capisco come sia stato possibile che nella memorizzazione ottica non abbia soppiantato completamente il cd nei successivi dieci anni...


F

Persefone ha detto...

Più o meno è la mia stessa storia ;-)
Io ho un Sony azzurro in fondo al cassetto... Quasi quasi stasera lo tiro fuori e metto da parte l'iPod!

Glauco Silvestri ha detto...

Io son passato direttamente dal walkman all'ipod shuffle. Gli oggettini di cui parli erano out-of-budget per uno studente quale ero :-)

Zero Tolerance ha detto...

Personalmente posseggo ancora il minidisc con un microfono di qualità, e devo dire che le registrazioni dei concerti live o delle prove in sala di registrazione vengono proprio bene. Mi mancherà....

Anonimo ha detto...

E' questo che succede quando qualcuno prova a introdurre una tecnologia proprietaria sul mercato, chiudendo il mercato alle grandi aziende. Ai tempi hanno speso un botto per la pubblicità tappezzando intere città, ma il risultato non cambia, è solo più disastroso per il bilancio.

CyberLuke ha detto...

@anonimo: il MiniDisc è fallito non perché fosse una tecnologia proprietaria, ma perché la finestra di "formato di passaggio" tra le obsolete audiocassette e i lettori mp3 è stata troppo stretta perché avesse tempo di prendere piede. Per quanto la qualità fosse ottima, l'idea del "supporto da inserire nel lettore portatile" era ormai morente.
Come i MD, sono spariti e dimenticati anche i CD player portatili.

@Persefone: l'hai fatto davvero?

@Glauco: infatti non te lo regalavano mica. Purtroppo non scese mai abbastanza di prezzo da diventare un vero oggetto consumer. Anche se poi l'iPod c'è riuscito.

Anonimo ha detto...

Uso ancora il minidisc, non ho lettori mp3 compro ancora dischi in vinile, per me e' troppo divertente!!! Perché devo avere 100mila canzoni?

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