mercoledì 31 agosto 2016

Agenda autunno-inverno 2016.

Anche questa estate sta per finire.
Ecco la consueta carrellata di film, serie televisive, libri e fumetti in arrivo nelle prossime settimane che più attendo con impazienza.

Arrival, di Denis Villeneuve
Uscita italiana: 24 novembre

Per molti, il vero problema dei contatti con intelligenze extraterrestri – ammesso che questo problema esista – è il panico. Il panico psicologico. La sola esperienza umana importante in questo senso l'abbiamo avuta nel 1938, con la famosa trasmissione radio di Orson Wells, La Guerra dei Mondi. E la reazione era stata inequivocabile: la gente si era terrorizzata.
Per altri, invece, il problema principale sarà un altro: capire cosa diavolo vogliono da noi.
Stabilire un linguaggio comune, o, alla peggio, arrabattarsi a capire il loro.
È su questa premessa che si fonda il nuovo, il nuovo, atteso film di fantascienza di Denis Villeneuve (regista di Sicario e del prossimo Blade Runner 2) in concorso alla 73ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia dove verrà proiettato il 2 settembre.

Il cast presenta alcuni pezzi grossi dell'Hollywood odierna (Forest Whittaker, Jeremy Renner e Amy Adams), ammetto che il soggetto può sembrare parecchio trito, ma il trailer mi ha convinto, e anche il design delle navi aliene una scintilla di interesse me l'ha accesa.
E poi, che cazzo... stiamo parlando di cara vecchia fantascienza vecchia maniera.
Il che, tra le tante robe targate Disney che affollano le sale (spartendosele con tonnellate di commedie idiote), potrebbe vincere come il prodotto che non ti aspetti... e, inoltre, potrebbe darci la misura di come il prossimo regista di Blade Runner se la cavi col registro fantascientifico.


Inferno, di Ron Howard
Uscita italiana: 13 ottobre

Con quasi due settimane d'anticipo sul resto del mondo, l'Italia sarà uno dei primi Paesi a vedere distribuito il terzo capitolo delle avventure del professor Robert Langdon, il professore di simbologia creato dalla penna di Dan Brown già protagonista ne Il codice da Vinci e Angeli e demoni da un Tom Hanks probabilmente imbolsito ma pur sempre parecchie spanne sopra la maggior parte di qualsiasi attore americano contemporaneo.
Ron Howard è uno che non ha più bisogno di dimostrare niente, e se lo script su cui ha lavorato stavolta vi sembra una fotocopia degli altri due... beh, pazienza. Chi ha amato gli altri due film (personalmente, mi ha un po' annoiato Il Codice ma divertito, e parecchio, Angeli & demoni) guarderà e amerà anche questo, mentre gli ometti tristi staranno là a fare le pulci e ad annotare su un taccuino ogni inesattezza storica e/o geografica cercando di smontare il giocattolo senza divertircisi (che invece è il suo scopo).

Nel trailer qui sotto ci sono un paio di sequenze oniriche notevoli, Langdon che corre, altri squarci del talento visivo di Howard, di nuovo Langdon che corre, una Firenze e Instanbul magnificamente filmate, ancora Langdon che corre, tremila comparse in movimento e poi Langdon che corre.
E meno male che è un eroe di quelli che usano il cervello.



Independence Day Rigenerazione, di Roland Emmerich
Uscita italiana: 8 settembre

Nonostante sia stato fatto a pezzi dalla critica oltreoceano (dove è già uscito da mesi), Independence Day - Resurgence è uno di quei film – al pari dell'ultimo capitolo di Terminator o del nuovo Star Wars – che proprio non puoi esimerti dall'andare a vedere (rigorosamente al cinema, quando non su uno schermo Imax).
Anche sei sai già che ti deluderanno.
Tralasciando il fatto che ormai esiste una scissione netta tra pubblico e critica e che la seconda non ha più gli strumenti per intercettare il sentire del tempo (vedi il recente caso Suicide Squad), tralasciando anche la critica nerd da web che è stata impietosa con questo sequel che arriva – probabilmente – fuori tempo massimo, l'universo narrrativo creato vent'anni fa da Emmerich è uno di quelli dove vuoi tornare dentro, perché ti eri affezionato ai suoi personaggi (un cast di livello che funzionava come un meccanismo a orologeria), a un design alieno tra i meglio progettati nella storia del cinema e a trovate di puro e semplice spasso che pochissimi altri sono riusciti, in seguito, a far convivere in un produzioni di questo tipo.
Le mie aspettative sono basse, lo confesso... ma tanto l'otto settembre starò in fila come tutti.

Rogue One: A Star Wars Story, di  Gareth Edwards
Uscita italiana: 15 dicembre

L'idea di girare una serie di film stand-alone ambientati nell'universo di Star Wars è una di quelle che garantiscono incassi multimiliardari. Per anni. A prescindere. Anche se parlassimo solo ed esclusivamente di merchandising.
Un film all'anno, e stiamo a posto per tutta la vita. Nessun problema. 
È contenta la Disney, che rientra abbondantemente del suo investimento di qualche anno fa. È contento Lucas, che continua a percepire ingenti provvigioni. E sono contenti i fans, i vecchi appassionati (anche se continuano a brontolare su Facebook su ogni singolo dettaglio),bambini, cosplayer, produttori di giocattoli e di props e, in generale, chiunque riesca ad accaparrarsi un pezzetto dei diritti di sfruttamento di uno dei brand cinematografici più redditizi di sempre.

Sebbene ogni notizia e trailer e fotografia sia fornita col contagocce di una misurata azione di promozione, sembra ormai certo che Rogue One adotterà un approccio diverso rispetto agli altri film di Star Wars. In tutte le sue dichiarazioni, Edwards ha dichiarato di voler raccontare una storia di guerra, concentrandosi sui ribelli e la loro missione piuttosto che su campi di energia mistici.
Detto questo, sia quel che sia, sarà uno degli eventi cinematografici dell'anno, e, per una volta, noi italiani potremo bullarci di vederlo un giorno prima che in America.

Arq, di Tony Elliott
 Uscita italiana: 16 settembre su Netflix
Netflix è da poco sbarcata nel nostro Paese, ma ha già dimostrato di avere armi affilate per farsi spazio nel competitivo settore televisivo. Arq è un lungometraggio (poco meno di un'ora e mezza) scritto e diretto da Tony Elliott (già autore di Orphan Black) e prodotto da Netflix, e uscirà in contemporanea mondiale tra un paio di settimane.
A leggere la (scarna) cartella stampa, Arq è un thriller post-apocalittico ambientato in un prossimo futuro non molto lontano, quando le risorse di petrolio sono ormai agli sgoccioli e il mondo è devastato dalle guerre per accaparrarsi qualsiasi fonte di energia disponibile. Intrappolati in una casa e circondati da un misterioso commando, due giovani ingegneri, Renton e Hannah, dovranno proteggere una rivoluzionaria tecnologia in grado di creare e distribuire energia illimitata.
Questa stessa tecnologia però ha creato un loop temporale che condanna i due a rivivere l’invasione mortale più e più volte, obbligandoli a cercare un modo per riuscire a sopravvivere.
Che, detta così, sembra una storiella di fantascienza banalotta, ma prodotti come Source Code, Edge of Tomorrow e anche, perché no, Ricomincio da capo hanno dimostrato che il giochino al cinema funziona bene.
Quindi una chance io gliela dò.
QUI, se vi ho incuriosito, il trailer.

Westworld, HBO Television
Season premiere: 2 ottobre

LIvelli produttivi altissimi per questa serie che prende le mosse dall'omonimo film di Michael Chricton, che era già un piccolo capolavoro e funzionava alla stragrande – peraltro con un limitatissimo uso degli effetti speciali (già piuttosto limitati, all'epoca).
Ed Harris prende il posto di Yul Brynner, e Anthony Hopkins ha esattamente il ruolo che vi aspettereste. Ideato da Jonathan Nolan (che ha diretto anche il pilot) e Lisa Joy (una che nella sci-fi ci inzuppa il pane, se il brand Battlestar Galctica vi dice qualcosa), prodotta da J.J. Abrams e Bryan Burk. 
Ora, se non sbagliano tutto (ma proprio tutto) strada facendo e se il trailer che vi incollo qui sotto non è il più ingannevole della storia della televisione, questa serie è la serie dell'anno, senza se e senza ma, anche perché la terza – e ormai quasi leggendaria – stagione di Black Mirror non la vedremo fino al 2017.


Chiedi alla luce, di Tullio Avoledo
Marsilio Editore, 486 pagine 
Uscita: 8 settembre

Se o chiedete a me, Tullio Avoledo è uno che è partito a velocità di fuga, inanellando un romanzo uno più bello dell'altro (spesi ottime parole a riguardo QUIQUI e QUI), coniugando il cosa (thriller con pesanti contaminazioni ucroniche, complottistiche, fantapolitiche e di speculazione pura) con il come (uno stile elegante, ironico, personalissimo ed evocativo) come nessuno, e sottolineo nessuno scrittore italiano non solo c'è mai riuscito, ma non ci ha neanche provato.
Poi succede qualcosa di brutto e Avoledo sforna tre romanzi mediocri, uno dopo l'altro. Il primo è scritto a quattro mani con Davide Boosta Di Leo, ed è, ad essere benevoli, fiacco, poco originale, goffo e davvero, davvero poco credibile.
Ma scrivere un romanzo brutto può capitare a chiunque, e i lettori affezionati sanno anche perdonare scivoloni in una produzione di così buon livello.
Solo che poi Avoledo si innamora del ciclo narrativo post-apocalittico di Metro 2033, creato dal collega russo Dmitrij Gluchovskij, e per quello scrive due romanzi completamente nuovi.
Mediocri sotto ogni punto di vista, almeno per chi amava il "vecchio" Avoledo, che, forse del tutto volontariamente, sembra voler abbassare l'età media dei suoi lettori (e non a caso, le sue ultime cose sono state pubblicate in Italia da Multiplayer edizioni).
Ebbene, a due anni da La Crociata dei bambini, è ora in uscita il nuovo romanzo Chiedi alla luce, la cui sinossi (QUI, sulla pagina di Marsilio editore) svela poco o nulla: potrebbe essere una cagata galattica o il libro della rinascita. A mia memoria, non ho mai comprato un romanzo il giorno stesso della sua comparsa in libreria, ma stavolta, in virtù delle numerose ore di lettura di primissima qualità regalatemi dallo scrittore friulano, potrebbe essere la volta buona.

Batman: the Last Crusade, di Frank MIller, John Romita jr. e Brian Azzarello
Uscita italiana: settembre (RW Lion)

Quello che penso della miniserie DKIII – The Master Race (Razza suprema, nell’edizione italiana) lo trovate scritto fuori dei denti QUI.
La puzza di operazione commerciale andata a male si sentiva fin dal primo numero, e arrivato al terzo ho gettato la spugna. È un fumetto autocitazionista, posticcio, fuori tempo massimo. È un fumetto inutile.
A riabilitare il binomio Frank MIller/Batman, però, potrebbe arrivareThe Last Crusade: una storia one-shot di 57 pagine ambientata circa un decennio prima di Dark Knight Returns e che ne costituisce, per certi versi, un prologo.
Anche se facilmente reperibile in rete in originale non ho voluto dargli più di una rapida occhiata per godermi al meglio l'edizione italiana in arrivo, ma il poco che ho visto mi pare visivamente molto piacevole... e la maggior compressione narrativa di certo gioca un ruolo fondamentale, scartando circonvoluzioni stilistiche o di script fini a se stesse (che, a mio avviso, hanno segato le gambe a a The Master Race).
Se invece non vi frega nulla degli spoiler, potete sfogliarlo, dalla prima all'ultima pagina, nella clip qui sotto.

Nessun commento: