domenica 12 febbraio 2017

La copertina di Wired che non abbiamo mai avuto.

Una base permanente sulla Luna? Nulla.
Una stazione orbitante con equipaggio umano? Neanche.
Intelligenze artificiali? Acqua, acqua.
Ibernazione umana? Manco a parlarne.
Missione spaziale a lunga durata verso i pianeti esterni? Neanche l'ombra.
A quanto pare, Arthur Clarke e Stanley Kubrick, nel 1968, credevano che una trentina d'anni sarebbero bastati per cambiare il mondo così come ce lo mostrarono in 2001: Odissea nello spazio, e invece tutto quello che abbiamo sono l'iPhone, Internet e una montagna di droni con qualche decina di minuti di autonomia.
E sedici anni extra non sono bastati per colmare il gap tra fantasia e realtà.
Pazienza.
Mi consolo progettando la copertina per Wired di un universo parallelo, in cui tutto è andato esattamente come in 2001, e anch'io ho un motivo nuovo per guardare in alto.

1 commento:

Sauro ha detto...

Beh ... la stazione orbitante con equipaggio umano ci sarebbe ... la stazione spaziale internazionale è orbitante ed ha un equipaggio umano ...

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