mercoledì 8 febbraio 2017

Tecnoretrorevival.

L'iPhone ha appena compiuto dieci anni, come vi avranno già ricordato tanti redazionali e articoli un po' inutili che magari si saranno soffermati su quanto fu dirompente l'impatto che la creatura del compianto Jobs ebbe sul mercato della telefonia cellulare (e della comunicazione mobile più in generale)... ma non è di questo di cui volevo parlarvi.
È che uno degli effetti collaterali dell’introduzione di iPhone (e del suo affermarsi come standard de facto), è stato un inevitabile allineamento dell’estetica di tutti gli smartphone, sostanzialmente dei grossi display neri con un po’ di plastica e di metallo intorno: da spenti e coi loghi rimossi, vi sfido a riconoscere, a colpo d’occhio, uno di questi:

Nei primi anni duemila, invece, era praticamente impossibile confondere una marca con un’altra: i designer di tutto il mondo lavorarono su una quantità incredibile di modelli, forme, dimensioni e finiture. Tastiere, schermi, pulsantini, mascherine, antenne, cerniere, sportellini, grigi, neri, metallizzati, bicolori, stondati, squadrati, a conchiglia, a saponetta, a mattonella, oblunghi, asimmetrici: anche rimuovendo qualsiasi logo, se guardate i quattro cellulari qua sotto sono sicuro che riuscite a distinguere se non il modello almeno la marca.


Ora, veniamo alla trovata dei ragazzi di Curved.
I creativi del sito tedesco (che, tra le altre cose, presentarono uno dei concept basati su Macintosh più belli di sempre, e nessuno che fosse uno a Cupertino pensò di sganciare un centesimo per acquistarlo, produrlo in serie e farci qualche altro milione di dollari), hanno pensato: se Nokia ed Ericsson, che fino all'avvento dell'iPhone dominavano il mercato della telefonia mobile coi loro telefoni cellulari con tastiera fisica e display più o meno monocromatici per qualche bizzarro transfert temporale avessero potuto gettare uno sguardo agli attuali sistemi operativi (Android e Windows Phone) e sulle loro incredibili capacità (connessione veloce al web, un parco sterminato di applicazioni installabili a piacimento, GPS, fotocamere evolute e sensori di novimento)... cosa avrebbero inventato pur di infilarli dentro i loro modelli più venduti dell’epoca (l’immortale Nokia 3310 e l’Ericsson T28)?
La risposta sono stati questo smart Ericsson T28 con sistema operativo Android e un Nokia 3310 con Windows Phone OS (a scelta con un enorme display monocromatico o uno degli attuali OLED che equipaggiano i Lumia): e anche così, confonderli è impossibile.

Il Nokia 3310 smart è stato immaginato equipaggiato con la stessa fotocamera ad altissima risoluzione montata sul Lumia 1020, e, a giudicare dallo spessore della scocca (dai render, identica a quella del 3310 originale), direi che c'è ampiamente spazio per una batteria perfettamente in grado di fornire tutta l'energia necessaria al device anche per più giorni di seguito, specialmente nel caso del modello con display monocromatico (anche se sai che bellezza scattare fotografie da 41 megapixel con un display di quel tipo).

Per quanto riguarda l'Ericsson T28 smart, tutta la parte frontale è sparita ad ospitare uno schermo touch, con spazio a volontà per le applicazioni, i widget e la barra di navigazione Android, mantenendo la caratteristica dello sportellino – che quando è chiuso lo protegge parzialmente mantenendo visibili l'ora, la data e lo stato della batteria.
Naturalmente, la curvatura della scocca ha richiesto un display di vetro sagomato che ne segue lo scalino, e, giusto in alto a sinistra, è possibile notare l'obiettivo della fotocamera frontale per gli inevitabili selfie, ancora non entrati nel fare comune dei primi anni duemila.


Ora, prima di concludere che tutta l'operazione messa in atto da Curved sia poco più che un divertissement un po' fine a se stesso, pensate che lo stesso concetto, in realtà, nell'industria automobilistica, nella moda e nell'interior design è applicato da decenni... e, facendo leva sull'effetto nostalgia, funziona alla grande.
Certo... poi, pochi o nessuno, oggi, sarebbero disposti a rinunciare a uno schermo a colori ad alta risoluzione, fosse pure per godere di una prolungata durata della batteria, ma il concept prevede anche moderni schermi OLED, quindi, in un periodo storico come quello attuale, in cui design e prestazioni sembrano aver raggiunto un livellamento tale in cui è davvero difficile preferire un modello a un altro, un'operazione simile potrebbe funzionare.
Nokia, tanto gli stampi del 3310 ce li hai ancora, no?

3 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Se venisse commercializzato a un prezzo accettabile, io un nokia 3310 "digital" me lo comprerei anche solo per poter dire "ce l'ho".
Ma presumo che quelli che NON prendono in considerazione operazioni come quelle proposte da Curved abbiano già sondato le reazioni del consumatore medio... o forse no?

Glauco Silvestri ha detto...

Be', per quanto il retrocomputing sia sempre affascinante, io sono incuriosito maggiormente su cosa possa accadere nel futuro, e sono convinto che il design attuale cambierà non appena i display flessibili diverranno meno costosi. Nel frattempo sono affascinato dai Moto Mods, e dal cellulare modulare sviluppato da Motorola. Certi moduli sono davvero una chicca. Peccato che monti Android, un OS che mi ha fatto venire l'orticaria in passato, e che ancora oggi mal digerisco.

http://www.motorola.it/moto-mods

Glauco Silvestri ha detto...

PS. Sembra che il 3310 tornerà in produzione :-O

qui.

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