lunedì 6 febbraio 2017

L'esercito dei 14 bambini (copertina)

A volte, le case editrici acquistano i diritti di riproduzione di un romanzo (o di un’altra opera letteraria) già pubblicato all’estero, pagano (o eseguono internamente) un lavoro di traduzione e ne fanno uscire un’edizione localizzata.
Quasi mai, però, acquistano anche i diritti di riproduzione della copertina: può accadere per indisponibilità degli stessi, o semplicemente perché l’editore pensa che una certa copertina funzioni meglio in un dato Paese piuttosto che un altro.
Niente di più facile, quindi, che esista una copertina diversa per ogni Paese dove viene tradotto e ripubblicato il libro. Qui sotto, potete vedere alcune di quelle usate per uno dei romanzi di Nick Hornby, uno degli autori più tradotti al mondo: noterete come abbiano poco o niente in comune tra loro, e quanto margine venga lasciato al gusto e alle intenzioni degli illustratori o degli uffici stampa.


Altre volte, invece, la richiesta che viene fatta al designer di turno è di progettare una copertina quanto più possibile simile a quella originale, che per un motivo qualsiasi non è disponibile (i diritti di riproduzione sono esclusivi, o sono troppo cari, eccetera): è il caso, ad esempio, del recente Cell di Stephen King, che per la sua edizione russa ha ricevuto un'illustrazione di copertina simile in ogni dettaglio, ma non identica:

Proprio per quest'ultimo tipo di operazione mi è stata commissionata la cover di una cover (uh uh uh) del primo dei romanzi della scrittrice americana Emmy Laybourne, che ha già al suo attivo sette titoli del ciclo  Monument 14, un post-apocalittico young adult che da anni, oltreoceano, si piazza regolarmente in classifica e che giusto in questi giorni potete trovare anche nelle nostre librerie.
Questa la copertina originaria:

La copertina dell'edizione italiana deve avere lo stesso mood, stessi colori, stesso numero di personaggi, stessa posa, eccetera... ma dovrò arrangiarmi e costruirmela da zero.
Qui sotto, vedete qualche fase della lavorazione, mentre in apertura vedete la versione così com'è andata in stampa e come trovate in libreria.
Tutto sommato, non me la sono cavata male, no?


6 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Io non me intendo molto di questioni di copyright sulle immagini, però, per dire, la copertina russa è davvero smaccatamente copiata.
Insomma, non si rischia comunque una causa per plagio?

Sauro ha detto...

Salvo poi vedersi coprire la copertina con bollini di sconto, fascette fluo ecc... Vero Luke?

Allez ha detto...

Eccellente lavoro.

CyberLuke ha detto...

@Ariano: ci sono degli accordi tra le case editrici. L'illustratore cede tutti i diritti di sfruttamento all'editore, che, anche se per un motivo qualsiasi non può o non vuole cedere l'artwork originario, non ha comunque interesse a danneggiare un concorrente oltreconfine, specie se condividono uno stesso autore.
@Sauro: già.
@Allez: grazie.

lab-T ha detto...

Lavoro stupendo. Direi anche migliore dell'originale.

LUIGI BICCO ha detto...

Mooolto meglio dell'originale, più chiara e pulita, più diretta. Solito lavoro certosino con tutte le luci al posto giusto. Bravo.

P.S.: Che poi non ho capito cosa ci faccia sulla cover originale quello striscione nero verticale sulle nuvole, né cosa c'entri la presenza di Bjork (o è Minnie?).

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