venerdì 6 febbraio 2009

Sette oggetti che cambieranno la nostra vita.

La nuova frontiera del turismo
Nessuno se n'è ancora accorto, ma questo potrebbe rivelarsi come uno dei business più remunerativi dei prossimi anni. Finora, per viaggiare nello spazio o si era astronauti (un lavoraccio massacrante) o ci si immergeva in un romanzo di fantascienza.
Da adesso, c'è una terza via. Comperare un viaggio sull'astroplano Astrium.
Il loro pacchetto comprende una crociera di 45 minuti a 12 chilometri d'altitudine, quindi vengono spenti i motori a reazione e accesi quelli a razzo che vi sparano a Mach 3 a 100 chilometri d'altitudine.
Ed eccovi, all'improvviso, privi di gravità.
Con il panorama più spettacolare che possiate mai immaginare: la Terra vista dallo spazio.
Astrium dovrebbe essere operativo per il 2012, ma si accettano già prenotazioni... per la (folle o ragionevole, fate voi) somma di centomila dollari.
Ma voi, quanto sareste disposti a spendere per il viaggio della vostra vita?
Questo video fa venire i brividi.
E voglia di rapinare una banca.

Dov'è finito il motore?
Immaginate la reazione, oltre un secolo fa, di fronte le prime automobili che andavano a sostituire le carrozze: sono pronto a scommettere che il commento che andava per la maggiore era "dove diavolo si attaccano i cavalli?"
Ebbene, osservate la Honda Cub, e prepariamoci a una nuova versione di quel commento: "dove diavolo hanno messo il motore?"
La Honda Cub è un concept che utilizza come propulsione celle di combustibile a idrogeno.
Pensate solo per quanto tempo l'umanità è stata dipendente dal motore a combustione interna, con i suoi limiti di forma (che influenzano pesantemente il design) e le sue emissioni nocive (ossido di carbonio).
L'Honda Cub ha un design volutamente provocatorio, che sottolinea in modo lampante il salto generazionale della tecnologia che impiega.
Il concept è da attribuirsi a Sam Jibert.
La mia vita, in una carta
Il problema principale delle carte di credito, secondo me, è che si fa in fretta a perdere la misura di quanto si stia effettivamente spendendo, semplicemente perché quando ci si trova in un negozio è impossibile visualizzare in tempo reale i dati sul proprio conto corrente.
Il designer Jacob Palmborg ha ideato una carta di credito collegata ai nostri conti correnti: una piccola interfaccia indica la nostra situazione economica e le previsioni sugli effetti che potrebbero avere i nostri acquisti sul nostro status economico. Il tutto in modalità wireless, quindi non ci sono dati memorizzati memorizzati sulla carta.
Naturalmente, la scheda ha un sistema di sicurezza biometrico, che riconosce ad esempio la nostra impronta digitale, in modo che solo noi possiamo usarla.
Il concetto di card personale collegabile senza fili a una banca dati remota è applicabile a patente di guida, documenti di identità, passaporto, eccetera.
Insomma... nel nostro futuro ci sono portafogli molto più sottili.


Un altro orologio?
L'idea è apparentemente banale, ma basta fermarcisi cinque minuti a pensarci per farsi venire in mente dozzine di applicazioni.
Immaginate un orologio sottile e autoadesivo come un cerotto. Che potete attaccare e rimuovere da qualsiasi parte: sulla vostra pelle, sui vestiti, sulla visiera del casco, ovunque non possiate indossare, per qualsiasi ragione, un orologio convenzionale. Impermeabile e a prova di urto.
Ora, se migliorassero un po' l'aspetto di questo Timeflex, sarei il primo a comperarne una manciata.


Il primo computer sexy della storia
HAL 9000 ci ha impressionati tutti. Ma su una cosa Arthur Clarke e Stanley Kubrick avevano toppato alla grande: le dimensioni dei computer futuri.
Questo B-Membrain non è dotato di autocoscienza, né ci parla con una voce suadente, ma in compenso ha un aspetto seducente e futuribile.
È stato disegnato dal coreano Suk Lee Won, contiene l'hardware nella base, implementa una tastiera touch screen e un proiettore orientabile che proietta il desktop dove volete voi, ad esempio sulla parete di fronte, o, se preferite, effetti di luce psichedelica sul vostro soffitto.
QUI una bellissima galleria.
Molto sexy.
Peccato che non ci gira MacOS.

Anche tu, supereroe.
Magari siete rimasti anche voi suggestionati dai vari anime in cui i protagonisti se le danno di santa ragione... opportunamente potenziati da esoscheletri che moltiplicano le loro forze.
Questo HAL (Hybrid Assistive Limb) è solo un progetto dell'israeliano Vlady Spetkovsky, ma molto dettagliato, e fonde hardware, software e anatomia umana in una struttura autoalimentata che aumenta la forza e la velocità di chi lo indossa.
Potrebbe avere applicazioni nei lavori pesanti, pubblica sicurezza, impieghi militari.
Mi piacerebbe, ad esempio, che divenisse un equipaggiamento standard dei vigili del fuoco.
QUI un filmato d'animazione 3D esplicativo.

La cambio, io la tua realtà...
Questo è l'unico, vero oggetto di questa lista a mettere un brivido d'inquietudine.
Si tratta di un concept elaborato da Frog Design, e porta all'estremo l'attuale concetto di isolamento dal mondo esterno attraverso un comune iPod sparato nelle orecchie.
Immaginate una maschera che ci restituisce visioni, suoni ed odori di una realtà virtuale preregistrata e, ovviamente, definibile a piacere dall'utente, che va a sovrapporsi, con opacità regolabile, al mondo reale.
Il dispositivo è in grado di distinguere tra quelli che circolano nel mondo reale e tra coloro che sono collegati alla loro dimensione privata. Anche le espressioni del viso di chi lo indossa possono essere rilevate e proiettate su personali avatar visibili agli altri che vivono dietro lo scudo virtuale della maschera.
Potrebbe diventare una sorta di droga elettronica, utilizzata per rendere il mondo un posto, almeno in apparenza e momentaneamente, migliore.
Ma è come interagisce con la realtà che potrebbe farne un oggetto unico: l'aumento della potenza di elaborazione e di schemi preregistrati a cui attingere potrebbe, ad esempio, mostrarci i nostri colleghi di lavoro come personaggi dei cartoni animati, o tutte le persone che incontriamo senza vestiti addosso, ancora di stare seduti su una comunissima panchina ma osservando i giardini di ciliegio in fiore (e percependone il profumo) sulle pendici del Fujiama.
E ora ditemi che non vi è venuta voglia di farci un giro.

1 commento:

Roberta la Dolce ha detto...

Beh, un giro sullo spazioplano lo farei volentieri! :-D
Quanto al resto... quel computer mi sembra un po' troppo uno di quei cosi (passatemi il nome) che servono per scaraffare il vino, la moto a idrogeno non credo si possa usare con la gonna ;-), la carta di credito biometrica è utile ma mi metterebbe ansia, l'orologio-cerotto è bruttino, la maschera fa spavento... ma l'esoscheletro è affascinante!

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