giovedì 28 marzo 2013

8 modi per autopromuovervi.

Pensate di aver fatto tutto quello che era necessario e di poter semplicemente stare seduti ad aspettare le telefonate.
E invece, nessuno ancora sa chi siete e cosa fate, né come contattarvi.
Quindi, in che modo attirate i clienti? Come condurli al vostro sito e ai vostri lavori? 
La parola di oggi è: autopromozione.

E, ve lo dico subito: l'autoproduzione ha un inizio ma non ha una fine.

È un lavoro costante, collaterale e parallelo alla vostra attività.

La concorrenza è sempre più agguerrita e numerosa, e se volete continuare ad avere sufficienti incarichi lavorativi non solo oggi ma anche domani e dopodomani, dovrete iniziarla oggi stesso, in una o più delle tante strade percorribili, e proseguirla ad libitum.

Altrimenti, dovete sposare Paris Hilton.
Ma in fila davanti a voi ci sono io.


1. La cartolina 15x10.
Uno dei formati più classici con cui designer e illustratori promuovono il proprio lavoro è la cartolina, un cartoncino 15x10 con un'immagine a colori da un lato e monocromatica sull'altro, con tutte le informazioni di contatto.
Economica, allegra e di rapida realizzazione, potete anche inserirla nella tasca del portfolio.
Il suo costo unitario si riduce con volumi di stampa progressivamente più elevati… ma prima di stamparne un migliaio, chiedetevi se in realtà le utilizzerete tutte prima di stancarvi dell'immagine.
Valutate i costi delle tirature inferiori ricorrendo alla stampa digitale piuttosto che alla litografia offset, o unite le forze con altri designer e produrre con loro le cartoline (in genere se ne stampano 16 o 32 per foglio).

2. Non solo cartoline.
Alla lunga le cartoline potrebbero stufare. Riflettete su altri possibili formati.
I calendari, ad esempio, durano un anno… ammesso che siano di gradimento e che vengano usati.
Sperimentate oggetti non tradizionali che potete personalizzare e spedire con poca spesa: barattoli di vetro, scatole di cartone, origami, sacchetti di stoffa.
Dovete puntare ad incuriosire i potenziali clienti e spingerli a contattarvi vuoi per l'originalità del vostro oggetto promozionale, vuoi per la cura col quale questo è stato realizzato.

3. Questi no.
Non buttate soldi in tappetini per il mouse personalizzati con le vostre immagini o il vostro logo. La maggior parte dei mouse ormai sono ottici e i tappetini sono oggetti estinti o in via di esserlo.
Le penne sono tristissime. Alle agende preferite una piccola Moleskine.
Vi sconsiglio comunque gli oggetti da scrivania in genere, perché antiquati.

4. Non solo regali.
Vendete stampe digitali firmate e in edizione limitata sul vostro sito Web.
Non tutto il materiale pubblicitario dev'essere regalato. Invitate gli utenti a scaricare screensaver di vostra creazione (QUI il link a un freeware che può aiutarvi, ma ci sono dozzine di programmi che lo fanno), desktop o set di icone.
Se imbroccate l'immagine giusta, potrebbero persino diventare virali (ma non ci sperate troppo, tanto vale che vi mettiate a giocare al Superenalotto tutte le settimane).

5. I comunicati stampa.
Quando siete impegnati in un progetto importante, inviate un comunicato stampa a tutte le riviste e alle pubblicazioni di design (ok, in Italia sono pochissime… è vero). 
Inviate immagini di alta qualità nonché una breve descrizione del lavoro. La stampa di settore è sempre alla ricerca di contenuti e voi potreste arrivare al momento giusto. Sarà tutta pubblicità gratuita.

6. I concorsi.
Iscrivete i vostri progetti a concorsi nazionali e internazionali.
Molte delle principali organizzazioni pubblicano annuari corposi e patinati delle migliori creazioni, e alcune organizzano anche mostre itineranti e siti web in cui sono presentati i lavori. Tenetevi aggiornati sul Web invece che perdere tempo su Facebook.

7. Evitate lo spamming.
Nessuno (e ripeto: nessuno) vuole ricevere sulla sua casella messaggi email non richiesti.
Ai clienti potrebbe far piacere ricevere periodicamente newsletter o set di immagini a bassa risoluzione… ma fatelo solo coi clienti reali, non con quelli potenziali.

8. Esibitevi.
Contattate le gallerie. Ce ne sono dozzine, di tutti i livelli.
Allestite una mostra dei vostri lavori e invitate clienti – reali e potenziali – a un vernissage.
Avvisate la stampa di settore e locale con un buon margine d'anticipo.
Durante la serata, state lontani dai superalcolici e cogliete l'occasione per stabilire nuovi contatti e conoscere gente nuova.
(E, sì, potete anche rimorchiare, se volete. Ma non perdete di vista l'obiettivo principale, che è promuovere la vostra attività.)

11 commenti:

Rob72 ha detto...

Stampo, piego e metto nel portafogli. ;)

Nabucodorozor ha detto...

Molte di queste tecniche le sto usando, ma è veramente un periodo di me**da.
Per non parlare della concorrenza dei siti che ti fanno l'immagine coordinata e il logo per 200 euro tutto compreso... :-/

BlackBox ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
BlackBox ha detto...

Sì, quello attuale è davvero un periodo di cacca. Condivido.
Il guaio è che, più che un periodo, ormai sembra essere un'epoca.

M.R. ha detto...

Devo salvarmi senz'altro il testo di questo post, è decisamente spronante!!
Purtroppo hai ragione e anche io mi sono riconosciuto fra le fila di coloro i quali hanno toppato, senza pensare a fare una promozione mirata dei propri lavori.
Per adesso naturalmente non ho nemmeno uno straccio di lavoro decente per le mani ma, ne approfitto per sistemare il portfolio per bene, in modo da aver qualcosa in mano per la prossima volta!

Alla prossima occasione...

Unknown ha detto...

E per promuovere il proprio Blog senza essere costretti a fare spam?

Alex McNab Girola ha detto...

Interessantissimo.
Volevo scrivere qualcosa di simile (e magari lo farò), concentrandomi però sulla street guerrillia marketing.
Sì, insomma, l'autopromozione per pezzenti :)
Anche se i metodi da te proposti, ragionando un po' con calma, potrebbero comunque avere costi limitati.

LUIGI BICCO ha detto...

In passato ho utilizzato proprio il formato cartolina, ma non su cartoncino. Carta fotografica come se avessi sviluppato un rullino. Senza il nome della carta dietro, naturalmente (servizio che costa di più). Ho racchiuso una quindicina di immagini in un pack di cartoncino personalizzato e via. Alla fine avevo a disposizione un tot di pacchetti a prezzo contenuto.

Sono d'accordo su tutti i punti, ma sull'8: ormai sembra regnare un'assurda tendenza. Quella di cercare soldi per esporti al pubblico. Ieri si prendevano accordi di un certo tipo, oggi devi pagare tutti i materiali e, se va male, anche lo spazio. Almeno così ho notato in quest'ultimo periodo. Ecco perché si prediligono delle collettive.

CyberLuke ha detto...

Nessuno fa niente per niente.
Si può sperare di esporre gratis presso il locale di qualche amico/conoscente, ma una galleria ti chiederà sempre dei soldi.
È il loro business, e il tuo è un investimento.
Investimento che potrebbe portare a un bello zero in termini di vendite o di contatti, chiaro: ma, secondo me, se si hanno i mezzi vale sempre la pena tentare.

In altre parole, anche se urli è perfettamente possibile che nessuno ti dia ascolto.
Ma se bisbigli, non è solo possibile, è certo.

Dama Arwen ha detto...

Pochi giorni fa nel mio studio è arrivata una scatoletta di plastica trasparente con un CD, coi lavori di un tizo che si stava autopromuovendo, e un cioccolatino LINDT a forma di cucchiaino… :-)

Glauco Silvestri ha detto...

Dunque...
a) Mi metto in lista per sposare Paris Hilton;
b) Gioco al SuperEnalotto tutte le settimane!

Celapossofare! ^_^

Tempo fa ho visto una tizia che si occupa di grafica che proponeva magliette curiose che indicavano il suo curriculum professionale in usa sorta di arte grafica. Curiose!

Io, che da poco mi sto dedicando alle arti pittoriche (ok, prima ci giocavo, poi son stato contattato per una mostra a Salerno - a cui non ho potuto partecipare per tanti motivi) mi sto muovendo per promuovere i miei scarabocchi. Sto contattando le gallerie ma mi è caduta una mazza da cinque chili sopra la testa, e ora non ho più un budget da "investire" in vernissage e quant'altro. Uffa. Speriamo che 'sta crisi passi (o che Paris passi dalle mie parti), perché mi sta tarpando le ali ^_^

PS.
In realtà ci sono gallerie che espongono anche gratis, se credono veramente nell'artista, e pagano gli happening con una percentuale sulle vendite delle opere esposte!