giovedì 7 gennaio 2016

Cyberluke Awards... anzi, no (parte 6).


PHOTOSHOP & WORKS
Riguardando l'archivio del blog, ma, soprattutto, trovandomi a declinare l'offerta di pubblicare dei tutorial su una rivista specializzata, mi sono reso conto di una cosa: non parlo quasi mai di come realizzo le mie robe in Photoshop.
Ed è strano perché Photoshop fa parte della mia vita quotidiana, lo uso per lavoro, lo uso per divertimento, lo uso anche quando non dovrei usarlo.
Eppure, ne parlo raramente sotto il piano "tecnico", e ho smesso di dilungarmi sulle novità introdotte a cadenza regolare da Adobe su quello che considero il suo prodotto di punta, e forse il software più popolare al mondo.
Il fatto è che appartengo a quella categoria di designer che si trova già molto, molto bene col software che ha a disposizione, e se incontra intoppi nella lavorazione non crede che una versione superiore del programma possa cavarlo d'impaccio, o anche magari solo velocizzarlo.
Vi basti sapere che non c'è stata una sola versione di Photoshop, successiva alla CS, che abbia installato sul mio Macintosh appena questa sia stata rilasciata, e credo che questo dipenda sostanzialmente da due ragioni.

La prima è che, quando mi sono abituato a un determinato ambiente di lavoro e so metterci le mani letteralmente ad occhi chiusi, l'idea che una nuova versione abbia introdotto sconvolgimenti nell'interfaccia mi appare attraente come cambiare d'un tratto la strada che faccio da anni per tornare a casa: potrebbe essere più breve e più piacevole, ma ho poca voglia di sperimentarlo per magari trovarmi male e senza possibilità di tornare indietro.
La seconda ragione è che ho maturato ormai da tempo la convinzione che Photoshop sia diventato uno di quei prodotti arrivati in una specie di vicolo cieco tecnologico: in altre parole, è talmente efficiente che è quasi impossibile migliorarlo in maniera significativa.
Ogni nuova versione viene propagandata da Adobe come un concentrato di migliorie e di meraviglie mai viste prima, mentre non vengono mai – comprensibilmente – menzionate le maggiori richieste hardware dell'applicazione.
Invece, di versione in versione, i computer più datati diventano inutilizzabili per l'esecuzione del programma.
È un meccanismo collaudato e tacitamente accettato un po' da tutti: alcuni la chiamano obsolescenza indotta, e la sua applicazione più eclatante possiamo osservarla nei sistemi operativi mobili. Device performanti e reattivi vengono rallentati dalle nuove versioni degli OS, a loro volta resi necessari per l'esecuzione di qualche app di largo consumo spesso gratuita.
Voi cambiate lo smartphone ogni uno o due anni, e siete contenti che finalmente tutto fila a meraviglia. Finché non arriva qualcosa che installate e che ve lo rallenta di nuovo, e ricominciate.

E, sì, questo potrebbe sembrare l'ennesimo pezzo di denuncia sull'obsolescenza coatta dell'hardware, ma in realtà è su Photoshop che mi stavo concentrando: ho letto attentamente delle novità introdotte sulla versione CC. Tutte piuttosto interessanti ma nessuna che mi sembri così sconvolgente.
Non ho intenzione di fare alcun nome, ma conosco un bel po' di gente che non ha affatto bisogno dell'ultima release di Photoshop. Che, anche se avesse a disposizione tutti i suoi formidabili strumenti di correzione e modifica avanzati, continuerebbe a produrre immagini scadenti e poco interessanti. Se così non fosse, chi possiede un'Hasselblad da uno zigallione di megapixel scatterebbe (invariabilmente) fotografie migliori di chi può contare su una modesta Nikon di cinque anni fa.
Anche il possesso di un computer più veloce o più potente non significa assolutamente nulla (nel caso di Apple, poi, come feci notare QUI o QUI, non significa neppure necessariamente che un modello più recente sia migliore).


La ragione per cui ho fatto questa lunga premessa è per ricordarvi che, anche se qualcuno vorrebbe suggerirvi il contrario, una nuova versione di Photoshop non vi renderà più creativi, né vi farà sbrigare prima il vostro lavoro (salvo in alcuni, particolari casi su cui il marketing Adobe spinge abilmente il pedale)... anzi, vi potrebbe rallentare, qualora cerchereste di farla girare su una macchina troppo datata.
Se proprio volete migliorarvi nell'utilizzo professionale o semiprofessionale (per tutti gli altri, consiglio di scaricarsi gratuitamente Photoshop Fix per il vostro tablet o smartphone e vivere felici), continuate ad osservare, quanto da più vicino possibile, il lavoro dei grandi professionisti.
Restando consapevoli che esistono tante strade per arrivare allo stesso risultato.
Che esistono tanti modi di usarlo quanti sono i modi di tenere in mano una matita.
Che c'è sempre qualcuno, là fuori, più in gamba di te ed è qualcuno da cui potresti imparare qualcosa e magari un giorno superarlo, te ti sbatti a sufficienza.

Adoro Photoshop e credo davvero che sia il software più straordinario di ogni tempo.
Sono molto più critico sui suoi aggiornamenti, e se ne possedete una vecchia versione, tipo una CS2 o CS3, sappiate che potete comunque contare su strumenti potentissimi e realizzare praticamente qualsiasi cosa vi venga in mente, come una sorta di dio digitale in un universo virtuale che esiste solo dentro il vostro computer.

Imparate tutto quello che potete sul programma, ma poi fate a modo vostro.

Ho calcolato che, nell'ultimo anno, ho prodotto circa quaranta gigabyte di nuove cose in Photoshop, tra progetti personali e commissioni. Alcune di queste cose le avete viste qui sul blog, altre potreste averle viste sul web o in libreria o in edicola, altre ancora erano cazzeggio puro e sono rimaste su qualche bacheca Facebook o sul mio hard disk. Alcune di loro le giudico molto riuscite, altre le rismonterei e le rifarei da capo. Tutte mi hanno insegnato qualcosa in più e renderanno – spero – i miei prossimi lavori migliori. 
Qui sotto, trovate, un po' alla rinfusa, alcune delle cose uscite fuori nel 2015.

4 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Non potrei essere più d'accordo sulla premessa. A casa ho anche un pc fermo ai primi anni duemila da ogni punto di vista (ovviamente da quel pc non mi connetto su internet) sul quale posso utilizzare solo programmi compatibili con la sua obsolescenza non più così indotta ma effettiva. Eppure ci lavoro meglio che col pc "in continuo aggiornamento". Davvero, sia quando scrivo che quando edito, persino per creare files grafici, lavoro meglio con l'anticaglia che con l'aggiornato.
Riguardo i tuoi lavori: divertente che proprio tu, disinteressato al calcio, hai dovuto creare la cover per l'ennesimo libro dedicato a "la maggica" :-D

Marcus ha detto...

Intanto complimenti, sei una delle persone che più vedo in giro fare un uso veramente creativo e professionale di Photoshop... che poi oggigiorno se faccia (come dici tu) un abuso è probabilmente vero, ma come al solito credo all'antico detto "in medio stat virtus".
La fotografia - come ogni campo creativo, tecnico, scientifico, culturale o filosofico - è un'arte viva e che esprime energia anche grazie alle tecniche evolutive di cui si avvale.
Non sono per l'utilizzo esasperato ed esagerato di Photoshop e degli altri programmi che modificano l'essenza delle immagini... Se invece la fotografia è "mezzo", tramite per giungere ad un'opera più complessa, come il collages o mix-media painting o altro ancora, in quel caso sono a favore della libertà totale di utilizzo dei softwares!

Neliel ha detto...

Sei fantastico! BRAVISSIMO!

Anonimo ha detto...

Ho iniziato a leggerti con questo post, e ti ho messo tra i preferiti dopo aver letto le prime 10 righe.
LAVORI FANTASTICI, TI STIMO COME NON HO MAI STIMATO NESSUNO.