domenica 3 gennaio 2016

Cyberluke Awards... anzi, no (parte 3).


CINEMA
Continua ad essere un bel periodo per i Marvel studios e qualsiasi roba mettano in campo in ambito superoistico, compresa la – per me, mediocre – serie Agents of Shield. Tutti gli altri cercano di entrare in scia, malamente (come Salvadores e il suo insalvabile Ragazzo Invisibile, o la Fox con uno dei flop più annunciati dell'anno... peccato, perché per me I Fantastici Quattro è stato meglio, per dire, dell'ultimo Thor o dei Guardiani) o generando hype senza precedenti (il prossimo Batman vs Superman).
Io mi ci diverto molto meno che una volta, tant'è che non inserisco nè Age of Ultron (di cui ho parlato QUI) né Ant-Man nei primi dieci film di quest'anno, ma va detto anche che il sottoscritto si sta allontanando sempre di più – anagraficamente – dal target di riferimento. Quindi, poco da meravigliarsi.

Poi, naturalmente, c'è stato (e c'è ancora) Star Wars a capeggiare la sempre più compatta schiera di sequel, reboot od opere "tratte da". Avevo delle aspettative su alcuni, in parte sono state disilluse, in parte credo che abbiamo avuto dei discreti prodotti d'intrattenimento. 
Sotto la voce reboot/remake riusciti e graziati pure dal successo commerciale ci mettiamo Jurassic World (ne ho parlato QUI).

Appena passabile il nuovo capitolo di Bond e pessimo quello di Terminator (QUI la mia recensione completa). Per il primo è quasi un delitto non essere riusciti a saper mantenere l'altissimo standard di Skyfall, per il secondo ammetto che fino all'ultimo ho sperato che non fosse un disastro completo, invece è venuto persino peggio di Salvation.
In compenso, due degli outsider sono stati due soggetti originali, entrambi fantascientifici ed entrambi pienamente riusciti: sto parlando di Ex Machina e Automata, che, per quanto mi riguarda, hanno fatto meglio anche di Chappie/Humandroid che non mi ha lasciato dentro nulla all'uscita dalla sala né più tardi, riguardandolo in home video.

Per la categoria "tamarrate di gran lusso", difficile non parlare di Mad Max, Mission: Impossible e il settimo capitolo di Fast and Furious 7 (quest'ultimo, per me, uno dei migliori film dell'anno nell'ambito dell'intrattenimento più puro... forse perché era quello dal quale mi aspettavo meno).

Parlando di soggetti originali slegati dai soliti franchise, impossibile non citare Imitation Game (cast perfetto, colonna sonora e fotografia di primissima qualità), Birdman (forse più un esercizio di stile che qualsiasi altra cosa) e il recentissimo Il Ponte delle spie (Spielberg e un immenso Tom Hanks che regalano un classico istantaneo per tutte le generazioni). E, restando dalle nostre parti, il magnifico Suburra che, al netto dei suoi limiti in termini di taglio (Sollima viene dalla televisione e si nota un pelo di troppo) e script (le cazzate ci sono ma sono mascherate bene) è il film italiano dell'anno, senza se e senza ma.

Invece, se dovessi nominare un unico film che racchiude tutta la delusione, tutte le aspettative non corrisposte, tutto quello che poteva essere e non è stato, non avrei dubbi: il Jobs di Danny Boyle (è uscito in USA nel 2015 e da noi arriverà non prima di ancora qualche settimana, quindi, per quello che mi riguarda, vale). Non un film brutto, ma semplicemente sbagliato. Se vi interessa, QUI spiego tutti i perché e i percome.

C'è altro?
Sì, c'è tutto il sommerso del cinema che non riesce a trovare una strada per la distribuzione, ma è proprio là fuori, spesso a portata di clic: richiede solo un po' di costanza nello scoprirlo (ma chi vuole sa dove cercare) e la pazienza di guardarselo in originale (ma credo non sia più un problema per nessuno).
Se non ne avete mai sentito parlare, vi raccomando caldamente Coherence (un thriller metafisico girato con due spiccioli ma potentissimo nella sua scrittura ciclica), After the Dark (fuori dagli schemi, intelligente, impietoso e foriero di riflessioni per nulla banali) e I Origins (lento finché vi pare ma uno di quei film che vi lascia dentro qualcosa dopo i titoli di coda).

E questo, grossomodo, è tutto. Non parlo (e non ho parlato) del nuovo Episodio VII perché chiunque, dall'uomo dalla strada a quello che ha fatto di Star Wars una religione (a me potete trovarmi più o meno a metà strada) si è sentito in dovere di recensirlo, smontarlo, esaltarlo o coprirlo di fango, e io ho scelto la strada di quello che voleva entrare in un cinema, divertirsi e basta (peraltro, riuscendoci in pieno).
A volte, tutto quello che dovremmo fare è rinunciare a giocare al Piccolo Critico e abbandonarci alle emozioni, e Star Wars, in questo senso, è un film perfetto.


2 commenti:

Glauco Silvestri ha detto...

Ecco... dopo sw7, nonostante io sia titubante nel dire che mi è piaciuto, ho inserito nella wishlist di amazon il drone BB-8 :-) Per me la cosa meglio riuscita del film :-)

Neliel ha detto...

Naturalmente sono gusti, sono opinioni, ma a parer mio Hunger Games meriterebbe un posto d'onore nella classifica (e ci avrei messo anche Inside Out! 😎).