sabato 13 luglio 2019

Cloverfield Paradox (un anno dopo).

Cloverfield Paradox (diffuso da Netflix nel febbraio dello scorso anno)è il secondo film che viene “modificato” per adattarlo a una specie di (confusa) continuity “figlia” del fortunato Cloverfield diretto da Matt Reeves e prodotto da J. J. Abrams esattamente dieci anni prima.
È una precisazione doverosa per giudicarlo, perché, a quanto pare, lo script originario era sostanzialmente diverso e quello che è stato poi messo in circolazione merita tutte le attenuanti di un prodotto rimaneggiato, smontato e rimontato in un ordine diverso, usando pezzi nuovi e scartandone altri. Una specie di Frankenstein cinematografico che, va detto anche questo, non funziona neanche troppo male.

Soffre certamente di caratterizzazioni deboli, di scarsa chiarezza di fondo sulla vicenda e di alcuni passaggi privi di coerenza e dal gusto (inutilmente) splatter… ma dalla sua ha la potenza della suggestione della catastrofe irrecuperabile innescata dal malfunzionamento di un acceleratore di particelle che mette in collisione due dimensioni parallele, simili ma diverse, portando con sé tutto un carico di orrore, contrapposizioni, domande a cui nessuno può rispondere, angosce, terrore... più – parrebbe – i mostri visti (visti?) nel primo film – ma già quelli mostrati negli ultimi minuti di Cloverfield Lane (2016) sembrano appartenere a un’altra “famiglia”: peccato per la poca coerenza, anche qui, ammesso fosse nelle intenzioni degli autori di questo universo narrativo.
La sequela di morti a cui va incontro l’equipaggio della stazione spaziale è una delle cose meno interessanti del film, per quanto gli autori si sforzino di renderle fantasiose e inaspettate: sono altri i veri momenti stranianti del film, e, anche se pochi (pochissimi), riescono ad essere spaventosi (il giusto).

Quindi, tirando le somme, vale la pena recuperarlo?
Dipende. No, se non ve ne frega nulla dell'universo di Cloverfield: visto come un film sci-fi "indipendente" non mostra niente che non abbiate probabilmente già visto in altre pellicole del genere, e vi infastidiranno a morte tutte quelle scene di cui sopra lasciate senza una spiegazione (il biliardino, la bussola giroscopica, il braccio, i vermi...).
Se, invece, al tempo avete amato Cloverfield, la sua meravigliosa incompiutezza, il suo mostrare poco e niente restando comunque ineluttabile e inquietante – e non v'è dispiaciuto troppo Cloverfield Lane (dove il giochetto di appiccicare una sequenza al termine di un soggetto già scritto e chiuso è molto più evidente), allora dovete vedervi anche questo.
Magari ne salverete poco, come ho fatto io, ma quel poco vi basterà per mettervi a rimuginare, a schermo spento, su possibili connessioni, spiegazioni, indizi nascosti (potete trovarne un bel po' in rete, ma QUI mi sembrano riassunti i più ragionevoli).

2 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Io sono fermo al primo, che però mi piacque. Però quando ci sono di mezzo i sequel e i prequel ho sempre paura che riescano a rovinarmi pure il ricordo del capostipite...

Glauco Silvestri ha detto...

Non l'ho visto. Ma ho apprezzato Cloverfield Lane 10, anche se non ha nulla a che vedere con il primo. Questo tentativo di Netflix non mi ha mai neppure incuriosito... :-/

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