Cinque film e una serie TV (abortita già nel 2009), serie a fumetti, romanzi, videogiochi, un personaggio che è diventato un'icona... ma, ad ascoltare i fan duri e puri, due soli lungometraggi sono davvero buoni, e gli altri campano di luce riflessa, perdendosi in script scadenti e confusi e consolidando le prime due pellicole come due cult insuperati.
Se lo chiedete a me, ecco in poche righe cosa penso di ognuno dei film della saga di Terminator.
The Terminator, 1984, regia di James Cameron
Un film a basso budget che è diventato un classico quasi senza volerlo. Del tutto privo di umorismo, è graziato da un cast straordinario e dalla figura iconica di Arnold Schwarzenegger nel ruolo del cyborg inarrestabile venuto dal futuro. Cameron mette assieme un macroverso coerente e credibile, gioca coi paradossi temporali e confeziona un thriller inattaccabile supportato dai magnifici effetti visivi di Stan Winston.
Terminator 2 - Il giorno del giudizio, 1991, regia di James Cameron
Uno dei rarissimi casi in cui il sequel è quasi superiore all'originale. Uno script a prova di bomba, che riesce a non essere un semplice remake del predecessore ma con molti più soldi. Cast, colonna sonora, effetti speciali (firmati dalla ILM) ancora ottimi (e rivoluzionari per l'epoca), rispetto della continuity: Cameron recupera il suo primogenito e lo sviluppa degnamente.
Terminator 3 - le macchine ribelli, 2003, regia di Jonathan Mostow
Cameron non viene coinvolto nella realizzazione di quuesto sequel, e si vede: i toni drammatici e cupi dei primi due capitoli sono dimenticati a favore di una messa in scena ironica e quasi parodistica che disintegra l'iconografia classica di Terminator. Infelici scelte di casting, una Terminator donna di cui nessuno sentiva il bisogno, scene d'azione ben coreografate ma già dimenticate da tutti.
Dove il film rialza la testa è nei dieci minuti finali: Mostow spiazza tutti scippando il pubblico dell'happy end, ma non è abbastanza per salvarlo.
Terminator Salvation, 2009, regia di Joseph McGinty Nichol
Ricordo che in QUESTA recensione lo feci letteralmente a brandelli. A posteriori, riconosco di essere stato troppo severo: gli vanno riconosciuti i meriti di aver osato immaginare un mondo post-giorno del giudizio, con più di un'invenzione visiva (vediamo per la prima volta i modelli precedenti di Terminator, la base di Skynet, John Connor in azione) ma con uno script completamente sballato, fuorviante e praticamente privo di agganci col resto della filmografia. È anche l'unico film della saga senza Arnold Schwarzenegger, presente solo in un cameo digitale.
Terminator Genisys, 2015, regia di Alan Taylor
Un ennesimo prodotto non altezza né delle aspettative né della mitologia: punta fortissimo per tutta la prima metà sul citazionismo illudendosi di campare di rendita ricalcando scene e topoi di Terminator e di T2, ma si affossa da solo con uno script contorto, ripetitivo, con una pretesa di denuncia sociale da quattro soldi e un cast sbagliato dall'inizio alla fine. Schwarzenegger ritorna, ma comincia ad essere fuori tempo massimo per il ruolo. QUI trovate la mia recensione completa.
Cosa aspettarsi, allora, da questo imminente Terminator: destino oscuro?
Quello che fa ben sperare è il ritorno di James Cameron alla produzione (ma non alla regia), e la ricomparsa di Linda Hamilton come anziana (avrei voluto scrivere matura, ma i suoi 63 anni si vedono tutti) badass dal bazooka facile. E poi, sì, c'è ancora Arnold, è ancora ultrasettantenne, chissà se ci crede ancora – già in Terminator 3 recitava col minimo dell'impegno possibile, anche considerando la natura robotica del suo ruolo – e dai teaser trailer si evince poco della storia, a parte le solite esplosioni e le solite acrobazie di stuntman reali e digitali.
E Terminator era, prima di ogni altra cosa, una bella storia.
Terminator: destino oscuro ignora dichiaratamente tutti i sequel dopo Il giorno del giudizio, riprendendo là dove Cameron aveva lasciato. E questo potrebbe essere un bene... ma alcune robe e un paio di anticipazioni sulla trama mi hanno ricordato fortissimo The Sarah Connor Chronicles, la mediocre – e decisamente matriarcale serie tv a cui accennavo prima, che si è fatta dimenticare molto, molto in fretta (anzi, scommetto che molti di voi che leggete non ne avete visto neanche un episodio).
Che dire? Spero di sbagliarmi.
Tanto, una chance gliela si dà lo stesso (figuriamoci se non gliela si dà), e a novembre mancano tre mesi e spicci.
Se lo amate come me, incrociate le dita e pregate che non faccia troppo schifo.

5 commenti:
Ecco... Appunto! Speriamo non sia pessimo... :-(
Dopo "Le macchine ribelli" ho mollato. Non credo che questo nuovo raschiamento del fondo del baril... ehm, capitolo della saga riesca a coinvolgermi...
Secondo me sarà carino: già solo la volontà di ignorare dei sequel non all'altezza fa pensare bene, o almeno sperare bene.
Peraltro, vedrai se non sarà così d'ora in poi, con le saghe andate troppo in là: ignoreranno i pezzi inutili e si ricongiungeranno all'ultimo aggancio ritenuto all'altezza :)
Moz-
🤞🏻 Assolutamente d’accordo con tutto quello che hai scritto. Per motivi immaginabili ho visto solo fino al 3 e forse ho fatto bene
@Glauco: sperare, uno ci spera sempre...
@Ariano: hai visto mai. Quando si parte con aspettative basse...
@Moz: voglio pensare che tu abbia ragione.
@Doctor Kisses: gli altri due, per una serata estiva in disimpegno, possono pure divertire. ;)
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