È David Bowman il vero odisseo di Kubrick, il navigatore che – per mari perigliosi – resterà il solo superstite della missione Discovery.
Guarda coi suoi (assieme glaciali ma umanissimi) occhi azzurri dentro l'unico occhio (come quello del Ciclope dell'Odissea) rosso di HAL cercando verità, senza sospettare il tradimento (possiamo progettare un dispositivo sicuro contro gli incendi e la stupidità, ma non possiamo progettarne uno che sia sicuro contro la malizia deliberata), fissandolo dritto nella sua anima artificiale... e senza poter immaginare che di lì a poco – è incredibile quanto ci metteranno gli eventi a precipitare – sarà costretto a procedere alla sua lobotomia, escludendo l'unica forma di coscienza rimasta a bordo della nave.
Bisogna restare soli per tuffarsi nell'abisso, sembra suggerirci Kubrick, e sordi al canto delle sirene: Bowman non può commuoversi alla canzoncina che HAL intona nei suoi ultimi secondi di consapevolezza, deve partire per un altro universo, libero dalle grettezze dell'io e dove la sua stessa pelle dovrà cambiare, consumata a ipervelocità in uno dei montaggi più magistrali della storia del cinema.
Per realizzare il ritratto di David Bowman ho usato le stesse tecniche che vi mostrai QUI, QUI e QUI.




2 commenti:
Sembra davvero eseguito a carboncino.
La sequenza finale di "2001 Odissesa nello spazio" me la ricordo, però confesso che tra i film di Kubrick che ho visto non è tra quelli che mi sono piaciuti. Mi piacque molto però la parte iniziale, il preludio al film.
Ciao, non so se ricordi, ma anni fa parlammo di questo film (che a te piaceva molto e io ti parlai del libro)... casualmente, ho visto la sequenza finale proprio qualche giorno fa. Molto bello il ritratto!
un abbraccio
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