lunedì 19 gennaio 2015

Le cinque tecnologie del futuro che vorrei oggi.


JETPACK
Esistono già parecchi prototipi, militari e civili, di supporti individuali per spiccare il volo, liberi come l'aria. O quasi.
Sono ancora suscettibili di evoluzione, soprattutto per quanto riguarda i materiali e il carburante da impiegare (dev'essere poco e ad alto rendimento, per ridurre il peso e aumentare l'autonomia), ma sostanzialmente credo che il jetpack del prossimo futuro assomiglierà a questo, che utilizza un motore quattro cilindri a due tempi, leghe aeronautiche e fibra di carbonio per le due eliche che lo tengono in volo, comandi intuitivi e un GPS integrato nel casco.
Ha lo svantaggio di non poter imbarcare bagaglio, ma va considerato come un mezzo per godersi il panorama e girare dei filmati e non per il turismo, neppure a breve raggio.

Fattibilità: piena. Vanno risolti problemi legati all'autonomia e alla legislazione che ne dovrebbe regolare l'utilizzo.


REGISTRATORE DI SOGNI
Sono sicuro che ognuno di voi ci ha pensato almeno una volta.
I sogni sono l'unica dimensione in cui è possibile tutto. Tutto quanto.
E tutti abbiamo fatto dei sogni che ci piacerebbe, se non rivivere, osservare di nuovo come se guardassimo un film su uno schermo ad alta definizione.
Rivedere persone care che, per un motivo o per l'altro, sono usciti dalle nostre vite.
Potremmo sfruttare commercialmente le registrazioni dei nostri sogni, condividerle sui social network, o regalarle.
Potremmo persino riguardare i nostri incubi ed esorcizzarli davanti gli amici come davanti un film horror. Le possibilità sono infinite.
Tecnicamente, si è già al lavoro su scanner cerebrali dotati di livelli di risoluzione tali da poter monitorare in modo diffuso l'attività dei singoli neuroni e tradurli in suoni e immagini.
Ma il livello di dettaglio estremo necessario e la registrazione di dati relativi a concetti astratti (e non a semplici forme geometriche o a stimoli motor come nel caso di mani e braccia robotiche) è ancora irraggiungibile con la tecnologia attuale (questi QUI sostengono di vendere un registratore di sogni ma statene alla larga, sono dei cialtroni).
I più avanti in questo campo sembrano essere i giapponesi, ma dubito seriamente che vedremo un prototipo funzionante prima del 2045.

Fattibilità: da qui a trent'anni.


INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Se ne parla da più di cinquant'anni, ma nessuno ci si è neanche lontanamente avvicinato, non importa le chiacchiere che potete aver sentito in giro.
Lo sviluppo dell'AI è un campo vastissimo che abbraccia le neuroscienze, la filosofia e il connessionismo. Lo studio delle dinamiche cognitive nelle rappresentazioni mentali, nel problem solving, nelle relazioni con il mondo fisico e sociale umano in cui dovrebbe operare una macchina intelligente è appena agli inizi, e ad ogni problema risolto se ne affaccia uno nuovo.
Ma qui sono più possibilista. La creazione di un'AI potrebbe avvenire nel giro di altri cinquanta o sessanta anni da oggi, anche se potrebbe sollevare più problemi di quanti non ne risolva.
Le macchine funzionano bene proprio in quanto macchine non pensanti. Nessuna macchina attuale si sognerebbe mai di discutere o di interpretare un ordine umano. Dategliene la possibilità e – prima o poi – lo farà. Quello potrebbe essere il Punto di Non Ritorno.
Detto questo, adorerei avere un'AI personale che risolva ogni difficoltà pratica al posto mio, prima ancora che questa si presenti, con una capacità di multitasking tale da poter contemporaneamente conversare con me amabilmente di qualsiasi argomento immaginabile.
Il tutto con la pacifica voce di HAL 9000, s'intende.

Fattibilità: da qui a cinquanta o sessant'anni.


ANDROIDI SESSUALI
Ora non fate gli ipocriti.Il sesso è importante per tutti, ma – diciamolo: non è sempre tutto rose e fiori.
Intanto dovete trovare il partner giusto. Deve piacervi almeno quanto voi piacete a lui. Dovete avere voglia di fare sesso nello stesso momento. Devono piacervi più o meno le stesse cose. Dovete stare attenti a un mucchio di cose pratiche. Dovete, non ultimo, cercare di soddisfare il partner almeno quanto lui sta soddisfacendo voi. E, magari, vorreste anche che, a cose fatte, quello sparisse per incanto e invece magari dovete anche pagargli un taxi purché se ne vada.
Molti risolvono (o credono di farlo) tutti questi problemi ricorrendo al sesso a pagamento, ma – diciamo anche questo: è una soluzione squallida, degradante per voi quanto per l'altro e socialmente e moralmente ingiusta, per quanto la vogliate infiocchettare.
E alora, ecco gli androidi progettati per il sesso.
Esseri umani artificiali, replicanti quasi indistinguibili da una persona in carne e ossa, dotate di programmazione specifica e di attributi fisici su richiesta. Che fanno sesso quando volete voi, come lo volete voi, tutte le volte che volete voi. Da soli, in tre, in quattro, possono avere l'aspetto della vostra o del vostro ex, della vostra insegnante di inglese, del capufficio, di vostra sorella, insomma non fatemi dire altro. Tutto.
E a cose fatte (a loro non importa se siete durati cinque minuti o cinque ore, se le avete soddisfatte o meno, o se le avete ammanettate al letto tutta la notte), potete spegnerle e mettervi a dormire con la coscienza pulita perché – tecnicamente – non avrete neanche tradito vostra moglie o vostro marito. È più una sorta di masturbazione avanzata.
Credetemi, se mai venissero realizzati questi aggeggi, sarebbero il successo commerciale del secolo, altro che iPhone 6.
E ora veniamo alle cattive notizie.
Androidi somiglianti all'uomo esistono già, ma si tratta di bambole animate piene di servomeccanismi sotto una pelle in silicone (i cosidetti animatroni), e sono usati nell'industria cinematografica e nei parchi a tema. Pensare di farci del sesso sarebbe come pensare di mettersi a cavalcioni della lavatrice e provare a divertircisi un po'.
Ma il livello di simulazione è in costante aumento (QUESTI signori attualmente costruiscono le sexy dolls migliori in commercio), e la programmazione mirata potrebe renderne la realizzazione più facile che una vera Intelligenza Artificiale.
Non in questo secolo, ad ogni modo... a meno che non parliamo di un animatrone che non vi ingannerebbe neanche per mezzo secondo.

Fattibilità: da qui a cento anni, ammesso si risolvano tutti i problemi legati alla creazione di un corpo artificiale talmente avanzato da farci sesso con soddisfazione e con un livello sufficientemente avanzato d'interazione.


TELETRASPORTO

Un attimo fa sei seduto nel salotto di casa tua, e quello dopo sei nella hall di un albergo di Tokyo. Senza jetlag, senza dodici estenuanti ore di volo e senza bagagli smarriti.
E quando sei stufo di shopping tecnologico, sparisci in un altro bagliore di luce e riappari al Madison Square Garden a goderti la partita degli Yankees. O al Bolshoi in tempo per la Traviata. E se a fine serata preferisci dormire nel tuo letto, trasferisci i tuoi atomi alla velocità della luce nella tua camera da letto.
È il teletrasporto, ma sfortunatamente la tecnologia per realizzarlo esiste solo e soltanto a livello teorico.
Le difficoltà oggettive sono degli autentici incubi, a iniziare dalla quantità di energia necessaria a scomporre la materia in energia, per continuare con la quantità di dati necessari a memorizzare uno schema umano (e a richiamarla in tempo reale) e finire con le leggi della meccanica quantistica che dichiarano che, oggi come tra un miliardo di anni, è impossibile risolvere gli atomi e le loro configurazioni di energia con la precisione necessaria per ricreare esattamente uno schema umano (se vi interessa l'argomento, QUI vi dedicai un post apposito).
Facendo finta per cinque minuti che questi problemi non esistano, il teletrasporto cambierebbe completamente la faccia della terra, rendendo all'istante obsoleto qualsiasi mezzo di trasporto, anche se venisse limitato solo alle merci, sconvolgendo gli equilibri mondiali attualmente basati sui carburanti, ma sarebbe potenzialmente devastante anche sotto il piano della sicurezza.
Ci penso da solo pochi istanti e già mi sono venuti in mente cinque abusi completamente distruttivi.
Forse, dopotutto, il teletrasporto non è per la razza umana.

Fattibilità: praticamente nessuna.

11 commenti:

Gloutchov ha detto...

Credo tu sia un po' ottimista rispetto alle AI. I sessant'anni che citi sono pochini, a meno che non si scateni una terza guerra mondiale di quelle toste (del resto la seconda ci ha portato la macchina di Touring). E così, senza AI, anche gli androidi sessuali è difficile che compaiano veramente.

Però, è anche vero che esistono già oggi delle AI molto evolute, ma specializzate e non autocoscienti. Parlo delle lavatrici in logica Fuzzy, che praticamente non hanno bisogno di programmazione (se non l'indicazione del tipo di tessuto) e che lavano per i fatti loro, imparando nel tempo, studiando gli scarichi di lavaggio, la torbidità dell'acqua, eccetera eccetera, il modo migliore per lavare qualunque cosa risparmiando. O anche le auto a guida autonoma, che vedremo presto per strada, se quanto dicevano nell'articolo sul mio blog al riguardo la legislazione in proposito verrà attuata in tempi brevi.
Non dimentichiamo i droni militari, che sono in grado di volare autonomamente se necessario (di solito c'è un militare che lo segue, ma in caso di interruzione di segnale, sono perfettamente in grado di compiere la missione e tornare a casa), e/o navigare autonomamente (già, ho letto in giro che gli USA hanno persino imbarcazioni militari senza equipaggio).
E poi chissà cosa ci nasconde il DARPA :-)

ivanhawk ha detto...

Immagino un mondo pieno di gente che va in jetpack e ha snobbato le auto, e quindi - di conseguenza - un cielo intasato!
Credo che diventerebbe pericolosissimo, se fai un incidente a terra è un conto, se lo fai per aria sei praticamente morto! XD

Maura ha detto...

Ma davvero se ci fosse il teletrasporto saremmo più felici? Quando avevo il moroso fuori Bologna, ci mettevo un'ora e mezza per andare e un'ora e mezza per tornare. Tempi morti, sicuro. Ma l'alternativa? Un teletrasporto casa mia-casa sua. Da luogo chiuso a luogo chiuso.
Noi umani siamo fraccomodi, ne abuseremmo per spostarci da qualsiasi parte, non solo per il lavoro o fare la spesa. Passeremmo le nostre giornate in luoghi chiusi, perderemmo quanto di bello ci può stare in un viaggio, in uno spostamento. Conterebbe solo la destinazione, saremmo dei Tomtom fulminei.
Ci incazziamo nel traffico, ci fa incazzare incontrare la gente stupida e stronza, ci pesa svegliarci prestissimo per fare ore e ore di spostamento per andare al luogo di lavoro (in senso lato, anche studiare è un lavoro), ci stressano i tempi morti, alla fine della giornata sulla nostra stanchezza pesa anche il tempo e la qualità del tempo impiegato per strada. Non ci godiamo le ore dedicate al riposo (in senso lato: famiglia, affetti, sesso, cibo, sonno, gioco...)
Ma a volte scopriamo delle cose, conosciamo delle persone, camminando guardiamo qualche vetrina, ci fermiamo per un caffè eccetera. Pensiamo. Col teletrasporto ci limiteremmo a scegliere la destinazione e in un batter di ciglia ci arriveremmo.

Ariano Geta ha detto...

Sono tutte molto sfiziose. Personalmente ho sempre sognato di volare come un uccello, quindi il jetpack sarebbe perfetto.
Rivedere i miei sogni, mah, non so se sarei così entusiasta, forse anche perché sogno pochissimo.
L'AI mi spaventa, fare sesso con un androide no, soprattutto se è il clone robotico di Pamela Anderson ;-)
Il teletrasporto mi terrorizzerebbe a prescindere perché ho visto "La mosca" di David Cronenberg e... beh, ci siamo capiti.

MattaSuiTubi ha detto...

Qualche volta ho immaginato un futuro nel quale i robot svolgano i più disparati lavori mentre l’essere umano è libero di esplorare i suoi lati più creativi con un maggior tempo libero, ma allo stato attuale delle cose senza un’evoluzione nel sociale e nell’etica chi ci pagherebbe per stare a casa?
Le multinazionali che adopererebbero questi automi lasciando a casa sempre più lavoratori?
Per come la vedo io, il pericolo non è il materializzarsi del futuro apocalittico alla “Terminator”, nel quale una intelligenza artificiale deciderà che la macchina è superiore all’uomo, quanto i problemi che si verificheranno con l’introduzione di sofisticati automi nella società. I lavori/professioni svolti dall’uomo si ridurranno progressivamente, diminuendo le capacità di guadagno e quindi di sopravvivenza in una società che muterà rapidamente. La produzione di androidi sarà appannaggio di poche multinazionali e l’uomo comune non potrà permettersi l’acquisto di uno di essi, in quanto privo di reddito. Non è l’apocalisse di “Terminator”, ma sembra proprio uno scenario preoccupante: l’uomo che determina la fine della propria società, pensando di evolverla. Che ne dici?

CyberLuke ha detto...

Parto da MattaSuiTubi.
In effetti, è una delle conseguenze possibili. L'introduzione di androidi nella società umana avrebbe comunque un impatto enorme, a qualsiasi livello: politico, sociale, economico, morale.
Per non parlare se venisse sviluppata l'Intelligenza Artificiale. A parte gli impieghi "basic" a cui fa riferimento Glauco, ce ne sarebbero di altri, di portata quasi inimmaginabile, e, sì, Ariano, il panormama spaventa.
Soprattutto perché, come insegna la matematica, scenari ad alto livello di complessità diventano presto del tutto imprevedibili.

CyberLuke ha detto...

E comunque, se proprio dovessi sceglierne solo una, mi farei bastare il jetpack.
E me ne andrei a volare dove non romperei a nessuno. Tipo, mi precipetei a sorvolere l'Islanda. Con i Royksopp nell'iPod a palla nelle orecchie.

Marcus ha detto...

Io ci terrei ad essere sostituito da un robot nelle cose che non ho voglia di fare.
Ci terrei anche ad avere una decina di robot schiavi per farmi servire di tutto punto. :)

Larsen ha detto...

luca, il teletrasporto e' gia' stato "sperimentato", con una particella elementare ovvio, e in condizioni di test, con problemi di stabilita' ecc.ecc. ma gia' ci stanno lavorando ;)
le ia arriveranno nei prossimi 10 anni, abbiamo gia' auto a guida autonoma in grado di prendere decisioni, droni intelligenti, presto anche nanomacchine "intelligenti"... gli manca l'autocoscienza, ma molti scienziati vedono la cosa come potenzialmente disastrosa per il genere umano... saremmo solo degli imprecisi ostacoli organici alle attivita' cybernetiche, finiremmo male.
a meno di non riuscire ad includere in una sorta di codice genetico cybernetico le immortali leggi della robotica... che pero', come concetto, fanno a pugni con l'autocoscienza.
diciamo che si arrivera' ad intelligente virtuali, piu' che artificiali, in grado di eseguire autonomamente i compiti che gli vengono dati, con le limitazioni delle leggi della robotica.

temo pero' che la strada non sara' quella, visto che una spinta importante allo sviluppo delle ia arriva, come al solito, dall'ambito militare, e le tre leggi sarebbero un'impedimento.

vedremo... ;)

CyberLuke ha detto...

Gugliè, dimentica il teletrasporto.
Se hai dieci minuti, segui il mio link. È praticamente impossibile... almeno come lo concepiamo noi (trasformare materia in energia, spedirla lungo un vettore e ricomporla di nuovo in materia).

Le IA sono affascinanti ma temo che se le sviluppassimo, per loro sarebbe come ritrovarsi su un pianeta popolato da gatti. Prima o poi ci ridurrebbero a due pasti al giorno e manco ci cambierebbero la lettiera.

Dama Arwen ha detto...

Uhm… a me le AI non interessano nemmeno un po'!
Però sogno il teletrasporto ogni santo giorno, ma sono in disaccordo con Maura. Mi spiego. Nella mia ingenuità l'ho sempre immaginato come un "pensa a dove vorresti trovarti ora e ti ci troverai in un secondo".
E il mio pensiero quasi costante del suo utilizzo è: ok, in pausa pranzo e alla fine della giornata lavorativa voglio essere sugli scogli dell'Isola d'Elba. Ergo nei miei desideri di utilizzo del teletrasporto non ci son mai luoghi chiusi…

Al registratore di sogni non avevo mai pensato, ma è un oggetto deliziosamente desiderabile, perché mi farei certe risate a rivedere i miei sogni ASSURDI…

il Jetpack è una figata!

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