martedì 9 giugno 2015

Di Mac OS X El Capitan e del San Francisco che uccise l'Helvetica Neue.


Potete leggere altrove, su siti ben più intrippati di questo, sulle "novità" Apple introdotte dal prossimo 10.11 (chi sperava che avremmo avuto un OS XI sarà rimasto deluso, immagino).
Le vedete riassunte nella schermata qui sotto, si tratta per lo più di una serie di aggiustamenti a Yosemite (El Capitan, in effetti, è la montagna più alta del parco nazionale di Yosemite): nuove gesture, supporto a Spotlight con chiavi di ricerca ereditate dal linguaggio naturale (del tipo: "Documenti lavorati il mese scorso"), Split View (avete presente Snap in Windows? sostanzialmente, la stessa cosa), un nuovo Mission Control, il motore di rendering grafico Metal (portato in dote da iOS) e un'infinità di interventi alle app proprietarie.

Tutta roba che potete approfondire altrove, dicevo.
In realtà, questo post si concentra sul San Francisco, la nuova font di sistema di Mac OS 10.11 (e del prossimo iOS 9) ereditata dall'Apple Watch e che va a sostituire l'Helvetica (durato una sola release su Mac).
Il San Francisco era stato progettato specificamente per funzionare bene su display molto piccoli ma molto definiti come quello di Apple Watch, ma ha un'ottima resa anche sui grandi display Retina.

Nell'immagine qui sotto, ne sono evidenziati dei dettagli che ne permettono una più facile lettura anche utilizzandolo in piccolissime dimensioni. Una delle trovate per migliorare la leggibilità è che le lettere minuscole sono il 75% dell'altezza delle maiuscole, rendendone le dimensioni superiori a quelle di un carattere tradizionale... e se guardate bene (lo so, sono pippe da designer) anche la “e” e la “a” sono più aperte del solito.
L'immagine (QUI per vederla ingrandita) mostra anche come appare il carattere San Francisco in diverse dimensioni e stili, e lo avvicina molto ai font Open Sans ed Arial.
Ma, perché l'Helvetica (il Neue, nella fattispecie) è durato così poco, su Mac OS? Sostanzialmente, perché non funziona bene quando il corpo è troppo piccolo. Intanto bisogna pensare che viene visualizzato su uno schermo, non stampato su un pezzo di carta.
Il suo contrasto è troppo basso, e alcune lettere (vedi l'esempio qui sotto) finiscono con il confondersi: il numero 1, la elle minuscola e la lettera i diventano quasi indistinguibili ai corpi più piccoli.

Helvetica, inoltre, all'epoca non fu progettato pensando al web: per l'uso di menu a discesa e pulsanti, il Lucida Grande, utilizzato nel MacOS X fin dalla sua prima release, è molto più leggibile.
Lo stesso vale per il Gotham... altra bellissima font ma che, da quando è stata introdotta in Twitter, ne ha di fatto diminuito la funzionalità.


Apple, che da sempre ha fatto della cura tipografica dei suoi software uno dei suoi punti di forza, dev'essersi resa conto del problema, ed è corsa ai ripari adottando il San Francisco.
Non l'ho ancora visto renderizzato su uno schermo, quindi non sono in grado di esprimere un'opinione... ma di certo progettare da zero un carattere pensando in primis per cosa sarà utilizzato (in questo caso, un'interfaccia grafica) è il migliore approccio possibile.

Voi, nel frattempo, se vi interessa l'argomento, potete leggere l'ottimo articolo QUI (è in inglese, ma si capisce tutto abbastanza bene).

2 commenti:

Anonimo ha detto...

per quanto mi riguarda l'helvetica è un po' come la verginità della Madonna.
la possibilità di far cagate per apple è enorme. attendo con grande scetticismo e moderata preoccupazione.

(PS: il fatto che per i caratteri più piccoli sia poco leggibile è opinabile. per di più questo è il grande vantaggio della resolution independence: il carattere è troppo piccolo? scala più in grande.)


F

LUIGI BICCO ha detto...

Beh, dai. Non sembra malaccio. Per lo meno è la volta buona che mettendo da parte l'helvetica (non più font di sistema), non crei più quei maledetti, imbarazzanti problemi di compatibilità con i software. Speriamo :)