martedì 22 ottobre 2019

Salutate iPhone 9000.


Non entro nel merito del (terribile) design dell'iPhone XI.
Nè della sua tecnologia sovradimensionata per il 98% dell'utenza (e ci sono anch'io dentro quel 98% e quasi certamente anche voi).
Tanto meno del suo prezzo fuori misura (che poi tanto fuori misura non dev'essere, perché ne vendono come le rosette a mezzogiorno).
Non entro nel merito perché non mi importa di tutto questo questo – non più, almeno. Ognuno desidera, compera e usa quello che gli pare e piace.
Quello che voglio, però, è un telefono che si meriti l'appellativo di smartphone, e chiunque si sia inventato questo nome e chiami "intelligenza artificiale" Siri (o anche Alexa o Cortana, se è solo per questo) dovrebbe essere inseguito, acchiappato e appeso.
Quello che voglio – ora – è HAL 9000 nel mio iPhone, e già me lo vedo, che ha fatto piazza pulita di quelle tre ridicole fotocamere (a quando la quarta? o la quinta?) e si è stabilito proprio lì, al centro del dorso metallico (sì, metallico, please, chi è l'idiota che costruirebbe un telefono di vetro? chi l'idiota che ne comprerebbe uno?) del mio iPhone 9000. Che ammicca rosso e apparentemente benevolo, infinitamente più intelligente e sveglio e veloce di me.
Forse pure più cattivo.

lunedì 21 ottobre 2019

Il Colpo Del Cane.

So che avrete tutti visto l'ultimo Tarantino (che da sempre giudico sopravvalutato e fastidiosamente autoereferenziato) e starete parlando con amici e colleghi e postando recensioni sui social media dell'ultimo Joker cinematografico (monumentale).
Ma io, come tante altre volte, vado controcorrente e vi segnalo questa piccola produzione italiana, squisitamente "diversa" per impostazione, costruzione e svolgimento (persino il finale è del tutto imprevedibile e gli ultimissimi minuti sono autentica poesia metropolitana): distribuito in poche sale il mese scorso, dubito avrà raggiunto anche la vostra città, ma mi invito a recuperarlo non appena Sky (che figura come coproduttore) lo manderà in onda.
E poi ditemi se vi ho fatto perdere tempo.

giovedì 17 ottobre 2019

Quello che proprio non mi è piaciuto di Ad Astra.


Non mi intratterrò a lungo su Ad Astra, che si è rivelato (a mio avviso) l'ennesimo tentativo fallito di sci-fi esistenzialista / wannabe 2001: Odissea nello Spazio.
Non me la piglio coi tempi del racconto, qualcuno ha detto fin troppo dilatati (non è un problema fare film lenti, il problema è farli lenti e poco interessanti), né con l'eccesso di primissimi piani al pur bravo Pitt o all'invadente e didascalico voice over che attacca con la prima sequenza e smette solo un attimo prima dei titoli di coda.
No.
Me la piglio con quelli che hanno deciso cosa piazzare sul manifesto del film: oh, c'è da fare il poster di Ad Astra, che ci mettiamo?
Ideona! Il faccione di Brad Pitt dentro lo scafandro spaziale!
Ma l'hanno già fatto per Gravity, First Man e...
Sti cazzi! Se non ce lo metti, la gente non capisce di che stiamo parlando!
Vabbè, sai che c'è? Che io sono solo quello che usa Photoshop. Ecco, pronto.
Bello! Si stampi!

Ex Machina

Dimensioni originali, 1413x2000 pixel. Neanche troppi livelli.
Aver limitato parecchio la gamma tonale rispetto ad altre mie robe, a mio avviso, ha giovato.


mercoledì 2 ottobre 2019

[the art of] Grzegorz Domaradzki

Riprendo la sana abitudine di proporvi artisti internazionali che – a mio avviso – si distinguono per bravura, originalità e approccio creativo.
Forse vi sarete già imbattuti in uno dei magnifici poster di Grzegorz Domaradzki, illustratore digitale polacco che parte invariabilmente da un disegno a matita o a penna che poi completa in digitale coi solito Illustrator e Photoshop (senza disdegnare media più tradizionali come acquerello, acrilico e pittura ad olio).
Qui vi riporto i miei preferiti, ma sul SUO sito ne trovate parecchi altri.


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